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Calcio, preparazione atletica: cosa non funziona?

Da anni nei nostri campionati di calcio la qualità cala sempre più, nonostante vi siano 5 o più preparatori atletici! Per ultimo la sconfitta della Juventus col Barcellona che perde per tre a zero, con Higuain che per quasi tutti i quotidiani è stato il peggiore nel match del Camp Nou. Comunque, per costruire una squadra che soddisfi l’allenatore e faccia ottenere i risultati al club, bisognerebbe andare in ritiro con un numero di giocatori base vicino all’11/11 e non al 5/11, poiché ogni allenatore nel suo programma di lavoro, per partire al meglio, ha bisogno della rosa quasi al completo. Chi ha intenzione di cambiare allenatore dovrebbe sceglierlo già prima della fine del campionato in modo che possa partire con una rosa quasi al completo per il ritiro. Una volta, il mercato era diverso, gli interessi ed anche e i giocatori erano inferiori, ma il sistema era quello giusto. Oggi, i bilanci zeppi di valori aleatori, come il prezzo dei “cartellini” dei giocatori, si prestano a diventare strumenti efficaci per il riciclaggio di denaro.

La contraddizione sta nel fatto che tutte, o la maggior parte, delle squadre arrivano all’inizio della preparazione con un numero di giocatori esagerato, prendono l’allenatore all’ultimo momento e pretendono risultati subito. E’ la base che ti permette di “edificare” al meglio, se non hai la possibilità di prepararla con criterio, dopo non puoi pretendere che stia “in piedi” bella eretta. I Presidenti e i dirigenti di calcio, spesso, non hanno la minima idea delle difficoltà di un allenatore in ritiro precampionato. Non si rendono conto delle problematiche riguardanti la logistica e la programmazione giornaliera del lavoro tecnico-tattico e fisico per un allenatore con 30 giocatori. Come puoi allenare e costruire il campionato con gente che sa che se ne andrà e altri che arrivano dopo 15 giorni o addirittura, con il mercato aperto fino a fine agosto, dopo un mese. Quindi, o si dà il tempo necessario perché l’allenatore assembli un gruppo di giocatori che soddisfi le esigenze delle due parti (penso che il minimo siano almeno 7 – 8 gare di campionato) o si deve cambiare sistema e, forse, tutti ne avranno beneficio.

NELLA PRATICA. Nella prima fase di preparazione è di vitale importanza il carico di allenamento. Nella pratica si avrà un carico esterno, dovuto a: varie tecniche di preparazione atletica, minuti giocati, km percorsi, kg sollevati, ecc. che sono ben visibili e si possono calcolare e misurare. Carico interno, che è il lavoro svolto da cuore e circolazione, muscolatura, apparato enzimatico, che è soggettivo. Ogni calciatore reagisce a questi stimoli in modo diverso, in base a singole capacità di tolleranza. Affrontare la prima partita con una buona performance e una vittoria aumenterà la fiducia del team nei propri mezzi. Lo stato di forma oscillerà durante la restante parte della stagione in funzione del calendario delle competizioni.

NON SCIMMIOTTARE LE CANONICHE ESERCITAZIONI. Nel calcio, sport di situazione per eccellenza, con le infinite situazioni, e le differenti condizioni che si verificano repentinamente, si ha l’impossibilità nel programmare l’utilizzo dei meccanismi energetici, chiamati tutti in causa. Due calciatori in perfetta condizione fisica effettueranno poi lo stesso esercizio, con o senza la palla, in modo del tutto differente, proprio perché ognuno reagisce allo stimolo esterno in modo del tutto individuale. Un rompicapo. Spesso si sbaglia completamente una preparazione, pur effettuando tutte le esercitazioni canoniche, ma senza tenere in debito conto del collettivo e delle individualità. Consigliamo sempre la semplicità nei metodi e la giusta alternanza. Durante lo svolgimento dell’allenamento, in mancanza del cardiofrequenzimetro a distanza, verificare spesso la frequenza cardiaca dei singoli componenti, e se è il caso fermarli per un breve tempo.

LA QUALITÀ CHE SUPPORTA VARI MECCANISMI TIPICI DEL CALCIO È LA FORZA! Dando per scontato che ogni giocatore deve possedere buone qualità di destrezza, potenza aerobica e potenza anaerobica lattacida, velocità, ecc. la qualità che supporta i vari meccanismi tipici del calcio è la forza. Molti diranno: a che serve la forza, mica un giocatore fa il sollevamento pesi. Sbagliando e dimenticando che questa è la qualità che permette di muovere un corpo dallo stato di quiete (tennis, basket, pallavolo, ecc). Analizzando il gioco si vede che un giocatore si muove in continue e in differenti direzioni, accelerando e frenando. Seguendo le azioni dei suoi compagni, come un felino, si muove pronto a scattare, a prescindere dal possesso della palla. Ebbene tutte queste azioni richiedono il possesso di una notevole forza, specialmente della forza esplosiva e della forza esplosiva elastica. La forza non è allenabile con le sole esercitazioni tecnico-tattiche ma necessita di uno specifico allenamento.

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Allenando la forza, è bene tenere sempre presente, che un eccessivo aumento di forza e massa muscolare, causerà inevitabilmente nei giocatori degli squilibri delle coordinazioni inter e intra muscolare, con relativo calo delle qualità tecniche prestative. In pratica se la forza acquisita non è trasformata in velocità, rallenta il gesto che devi effettuare. Un giavellottista che diventa eccessivamente forte e grosso nella parte superiore del tronco, può vedere il suo rendimento calare vistosamente se la forza in aumento non è stata trasformata in velocità. Un piccolo esempio: Due persone B (a fibre bianche e quindi veloci) e A (a fibre rosse e quindi lente) spingono un’auto ferma. B è un velocista, A un mezzofondista.

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All’inizio, per i primi 2-3 metri tutti e due spingono in modo uguale, poi, A che è dotato di una forza e velocità minore rallenta e comincia a far da freno a B, che ora se lo deve quasi trainare. E’ quel che avviene con un potenziamento e una muscolazione eccessiva che pochi preparatori padroneggiano. Peggio del calcio fa l’atletica ai mondiali, solo un bronzo, C’è tanto da rivedere nei vertici organizzativi, nei metodi di allenamento e anche tra gli atleti. Le bocciature sono purtroppo moltissime.

IL BODY BUILDING TRASFORMA LE FIBRE BIANCHE VELOCI IN ROSSE LENTE. Addirittura gli atleti che s’impegnano a mettere su un po’ di massa ed eseguono le tipiche esercitazioni del body building, vedono le loro fibre bianche veloci trasformarsi in quelle rosse e lente. Infatti, body builder di elevato valore hanno una percentuale di fibre B all’1-3%. Non dimenticando che i muscoli bicipite femorale – quadricipite, se durante un tiro esplosivo non vedono il loro antagonista rilasciarsi perderanno in potenza e velocità.

LA RIPARTENZA È SUPPORTATA DALL’ACCELERAZIONE. Un calciatore che effettua una ripartenza necessita di accelerazione. Proprio come un atleta che si muove dai blocchi di partenza dei 100 mt. La resistenza alla velocità, che molti pensano, essere importante nel gioco del calcio è invece una qualità che il giocatore raramente può mettere in atto poiché saranno i giocatori avversari ad impedirlo. La resistenza alla velocità, comunque si ha, prendendo ad esempio la corsa dei 100 mt piani, circa dopo i 65-70 mt. Nella ripartenza o alla partenza dai blocchi, la qualità che serve, è quella dell’accelerazione, per mettere il corpo in movimento dallo stato d’inerzia. Dai 15-20 mt si ha la max velocità mantenuta circa fino ai 60 – 65 mt. Dai 65 mt ai 100 la resistenza alla  velocità!!! Il calciatore che  nella pratica si muove in spazi brevi ad una intensità massimale o sub-massimale, necessita quindi principalmente di resistenza all’accelerazione, forza esplosiva, forza elastica. Altro che lungo lento o  resistenza alla velocità.

Angelo Roja, tecnico federale nazionale F.I.P.C.F. – C.O.N.I. – preparatore atletico – allenatore

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