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Camion pesanti nel centro storico, imprenditori isolani sul piede di guerra

di Francesco Castaldi

ISCHIA – Una vera e propria invasione di camion extraisolani di grossa stazza, che fin dalle prime ore della giornata percorrono in lungo e in largo le strade della nostra isola, paralizzando il traffico e generando caos nel centro storico del Comune capofila. Una situazione che va avanti da lungo tempo, e che ha suscitato le vibranti proteste di molti commercianti ischitani, che per effettuare le proprie consegne devono invece affidarsi a mezzi meno capienti, dal momento che la legge impone loro di utilizzare esclusivamente camion non superiori ai trentacinque quintali.

Una normativa che, per quanto possa risultare discutibile sotto molteplici profili, sarebbe tranquillamente sostenibile se tutti gli imprenditori la rispettassero con il dovuto scrupolo. E invece, come spesso accade, vale il detto “fatta la legge, trovato l’inganno”, perché c’è sempre il furbetto di turno che utilizza un espediente per eluderla con successo. Nel caso di Ischia, tuttavia, non c’è nessuna raffinata escamotage, quanto piuttosto l’atavico lassismo di alcuni membri della polizia municipale, che invece di far rispettare le regole voltano le spalle e preferiscono andarsi a prendere il caffè in qualche accorsato bar e fumarsi una ricca sigaretta.

A rappresentarci tutta questa intricata questione è stato Raffaele Di Iorio, un agente di commercio che, ormai stufo di tanta superficialità da parte dei tutori della legge, ha denunciato con forza la scorrettezza di alcuni imprenditori della terraferma, che fanno il bello e il cattivo tempo infischiandosene di tutto e di tutti. «I commercianti ischitani – esordisce Di Iorio – sono stati costretti ad acquistare camion non superiori ai trentacinque quintali per derrate alimentari, e questo per transitare nel centro storico del Comune. Cosa si sta verificando? Dalla terraferma tutti i giorni sbarcano camion abbondantemente superiori ai trentacinque quintali, che poi cominciano ad entrare nel corso principale da via Iasolino, dove si trovano gli uffici della polizia municipale e della Capitaneria di Porto».

«Questi camion – ci racconta Raffaele – percorrono nella loro interezza via Roma e corso Vittoria Colonna, per poi giungere a Ischia Ponte, e tutto questo senza che nessuno provveda in qualche maniera a bloccarli. Se esistono i divieti che impediscono a determinati camion di entrare nelle zone a traffico limitato, per quale assurdo motivo i vigili consentono che avvenga l’esatto contrario? Siamo costretti nostro malgrado a subire una concorrenza sleale, perché mentre un camion superiore ai trentacinque quintali può scaricare un’intera pedana meccanica, i commercianti isolani devono andare con i furgoncini, e sono quindi obbligati a scaricare a mano, operazione che richiede molto più tempo rispetto a quello impiegato da un mezzo più pesante. Questo aspetto, tutt’altro che insignificante, va a incidere notevolmente sui profitti».

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«Per quanto riguarda via Roma – prosegue Raffaele Di Iorio – tutti i giovedì giunge sull’isola un camion superiore ai sette metri. Per permettere il suo ingresso nel corso principale, è necessario spostare la fioriera lì presente, perché altrimenti il conducente non avrebbe la possibilità di eseguire in alcun modo la manovra. Se ciò non bastasse, alcuni camion salgono sui marciapiedi, e questo rappresenta un gravissimo danno per la collettività. Non parliamo poi del caos che si respira a Ischia Ponte, soprattutto all’ingresso di via Seminario, che diventa una bolgia invivibile a causa dei camion che, per scaricare la merce, bloccano il traffico veicolare in ambo i sensi di marcia. Eccezion fatta per il sabato e la domenica, simili scene si ripetono tutti i giorni, sebbene i conducenti di questi mezzi sappiano perfettamente di infrangere con la propria condotta il codice della strada. Stamattina (giovedì 25 agosto per chi legge, ndr) a Ischia Ponte erano in servizio due vigili urbani, sotto i cui occhi sono passati sette o otto camion, e senza che nessuno dicesse niente».

«I commercianti di Ischia sono fortemente penalizzati da tutto ciò – lamenta Di Iorio – perché si sono dovuti loro malgrado adeguare nel tempo, facendo investimenti assai onerosi per acquistare mezzi meno pesanti per percorrere il centro storico. Arrivati a questo punto, non sarebbe meglio che anche loro acquistassero camion da settantacinque quintali? Inutile sottolineare che in questo modo ci sarebbe un risparmio di risorse notevole. La legge dovrebbe essere uguale per tutti, e non è giusto che gli imprenditori del posto debbano subire questo affronto da parte dei commercianti della terraferma. Ho fatto presente questa incresciosa situazione al comando vigili, che ha eseguito dei controlli semplicemente perché erano stati richiesti da noi cittadini. È assurdo che quello che dovrebbe essere un servizio di routine debba essere sollecitato da un imprenditore. Inoltre, noi isolani abbiamo un altro svantaggio, che è rappresentato dal fatto che paghiamo molte più tasse rispetto ai commercianti della terraferma. Ne deriva che i nostri costi di gestione sono molto più gravosi se confrontati con quelli di un imprenditore del napoletano. Se la situazione non migliorerà – conclude Di Iorio – saremo destinati a morire».

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