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Campania, obiettivo 60% differenziata entro il 2020

ISCHIA. Ischia in ritardo, tanto per cambiare. La Regione Campania pone un nuovo obiettivo per la raccolta differenziata, che deve raggiungere il 65% entro il 2020. E Ischia? Non se la passa bene. Sull’isola solo Barano sembra essere in linea con i parametri fissati dal vicepresidente della Regione Campania. Qualche chance di raggiungere il traguardo lo ha Ischia, nonostante sia ormai ferma al 52% dal 2012. Per gli altri comuni dell’isola, invece, la previsione di Bonavitacola è praticamente irraggiungibile. Casamicciola e Forio hanno percentuali di raccolta differenziata comprese tra il 14 e il 20%. Lacco Ameno non ha mai superato il 14%, Serrara Fontana resta fanalino di coda con un misero 4%.

In tutto il Mezzogiorno la raccolta differenziata è diventata una politica prioritaria, dopo le emergenze degli scorsi anni. Soprattutto carta e cartone hanno fatto segnalare incrementi significativi, con un più 10%.

E’ quanto è emerso dagli Stati generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone, organizzati a Napoli da Comieco e Regione Campania.

Si tratta di un dato che, secondo gli organizzatori, rende possibile raggiungere l’obiettivo posto dall’Europa del 60% di differenziata entro il 2025.

L’altra faccia della medaglia, secondo uno studio realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, è la situazione di stallo in cinque regioni del Sud (Puglia, Basilicata, Molise, Calabria e Sicilia), dove ci sono 22 province con una raccolta differenziata complessiva al di sotto del 35%.

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Per l’occasione la Regione Campania, nella voce del vicepresidente, Fulvio Bonavitacola, ha comunicato: «Il nostro piano punta ad arrivare dal 50% di oggi al 65% del 2020 in linea con gli obiettivi nazionali ed europei. Nella classifica nazionale – ha affermato – come Regione, globalmente siamo verso la serie A e non verso la serie B».

«Su questo influisce il fatto che negli anni scorsi eravamo in zona retrocessione – ha sottolineato – quindi abbiamo dovuto fare di necessità virtù e credo che i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo dei ritardi, che, in particolare riguardano l’area metropolitana di Napoli e la città di Napoli, ma anche per ragioni comprensibili che rinviano alle caratteristiche urbanistiche ed insediative di questa grande metropoli. Tuttavia noi, in generale – ha concluso – stiamo puntando alla differenziata come l’asse portante della riorganizzazione del ciclo dei rifiuti in Campania, che sia strutturale».

 

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