CRONACA

Campania tra le regioni meno green d’Italia

Riduzione minima della CO₂ (–1,1%) e scarso coinvolgimento online collocano la Campania nelle retrovie dell’Indice Zero Emissioni di Casinos.com

La Campaniasi colloca al diciottesimo postonell’Indice Zero Emissioni (IZE), elaborato da Casinos.comin occasione della Giornata Internazionale Zero Emissioni (ZeDay, 21 settembre). Secondo lo studio, che ha confrontato le 20 regioni italiane sulla base della riduzione delle emissioni (dati Eurostat), della diffusione delle rinnovabili (Rapporto Legambiente 2024) e dell’interesse digitale (ricerche Google), la Campania ottiene un punteggio di 42,3 su 100, ben lontana dai vertici nazionali guidati da Veneto, Valle d’Aosta e Basilicata. Dal 1990 al 2022 la Campania ha registrato una variazione delle emissioni di appena –1,1%, un dato che evidenzia la difficoltà della regione a ridurre concretamente l’impatto ambientale. Anche sul fronte digitale i risultati restano contenuti: le ricerche su Google relative a “auto elettrica” e “energie rinnovabili” raggiungono rispettivamente 59/100 e 75/100, valori al di sotto della media delle regioni più virtuose. Unico segnale positivo arriva dal discreto interesse per “emissioni zero” (66/100), che mostra un potenziale culturale ancora da sviluppare.

“La Campania riflette le difficoltà strutturali di gran parte del Mezzogiorno, dove il potenziale energetico non si traduce in risultati tangibili e in un coinvolgimento diffuso dei cittadini”, spiega Daniele Alfieri, analista di Casinos.com. Con 42,3 punti, la Campania si posiziona nella parte bassa della classifica, davanti soltanto ad Abruzzo, Lazio e Molise. A metà graduatoria troviamo invece regioni come Sicilia (51,2)Sardegna (50,9), che riescono a combinare migliori dati sulle rinnovabili con un interesse digitale più diffuso. Nella fascia alta dominano Veneto, Valle d’Aosta, Basilicata, Liguria e Lombardia, regioni che dimostrano come il successo nella transizione verde dipenda dalla capacità di unire performance ambientali concrete a una crescente sensibilità culturale. L’IZE fotografa un’Italia a due velocità. Le regioni del Nord e quelle alpine hanno saputo abbattere le emissioni e stimolare un dibattito digitale sempre più vivace, mentre il Sud fatica a generalizzare questi progressi. La Basilicata emerge come eccezione positiva, ma in Campania, Calabria e Molise i dati segnalano ancora ritardi significativi sia sul fronte ambientale sia su quello culturale, con il rischio di perdere terreno nella corsa nazionale alla sostenibilità.

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