Statistiche
CRONACA

Cannabis Store a rischio chiusura, Orlando: «Non vendiamo droga, al massimo un farmaco»

La Cannabis light? Per la Cassazione è ammessa solo se priva di efficacia drogante, ma per una legge ancora poco chiara sono a rischio prodotti derivati come fiori, olio e resine. Parla il gestore dei negozi isolani

I derivati della cannabis sativa, quella che ormai ha invaso i mercati italiani con il nome di “light”, non possono essere commercializzati. Foglie, infiorescenze, resina, olio e qualsiasi altro derivato  sono  illegali. I negozi che vendono cannabis light – 800 in Italia, diversi a Ischia – sono quindi destinati ad abbassare le saracinesche? Non è detto.  La sentenza ha infatti aggiunto che tali prodotti possono comunque essere venduti a patto che siano in concreto privi di efficacia drogante, gettando ulteriore confusione su un argomento tutt’altro che chiaro, visto che i giudici delle Sezioni unite della Cassazione non hanno chiarito quali siano i parametri per definire l’efficacia drogante delle sostanze vendute nei vivaci negozi che a Ischia, come in tutta Italia, suscitano curiosità, anche se ancora fin troppo tiepida vista la campagna di delegittimazione di cui il ministro dell’interno Matteo Salvini è tra i principali fautori.

Ed è proprio a Matteo Salvini che è indirizzato il messaggio apparso nelle ultime ore nel negozio “I semi della discordia” nella centralissima via Iasolino che recita: “Salvini, la natura va protetta e non vietata!”

Certo il rischio chiusura c’è , e se dovesse concretizzarsi a rischio ci sono 800 negozi, 15mila lavoratori del settore, che si occupano della commercializzazione e produzione della cannabis light, 2 mila aziende agricole che coltivano 4mila ettari di terreno. Una rete che muove un giro d’affari di 150 milioni di euro che adesso, semmai dovesse davvero concretizzarsi la paventata chiusura, potrebbero finire nell’alveo della criminalità organizzata, che purtroppo tende a non lasciarsi intimidire da sentenze di alcun genere. E pensare che era stata la stessa Cassazione a stabilire che se il prodotto non supera lo 0,5% di Thc, la sostanza psicoattiva contenuta nella cannabis, quest’ultima non è da considerarsi una droga, ed è su questo tracciato, ripreso anche dal ministero dell’Agricoltura, che sono poi nati, rigogliosi e verdeggianti, i vari negozietti in tutta Italia.

Valerio Orlando dei Semi della Discordia, ci risponde sereno e tranquillo, mentre la clientela, curiosa e interessata, chiede consigli sui prodotti che campeggiano in vetrina, a pochi passi dal porto.

La sentenza non è certo un passo avanti verso la liberalizzazione della cannabis, lei ha paura per il suo negozio?

Ads

«Tutt’altro. Non siamo di fronte a una legge. E siamo curiosi di conoscere le motivazioni che hanno portato a questa decisione. Al momento però non c’è nulla che vieta la vendita di marijuana light. Lo Stato negli ultimi anni ha permesso la coltivazione di alcune genetiche. Le legge, a nostro parere, rimane ancora troppo fumosa sulla cannabis light e noi saremmo i primi a gioire nel sapere che finalmente abbiamo chiarezza legislativa sul commercio della cannabis». 

Ads

Facciamo chiarezza, voi vendete droga?

«No. Non vendiamo droga. Semmai un farmaco. Una sostanza che, pensi, era già utilizzata ai tempi di Gesù. Il sudario in cui venne avvolto il suo corpo era fatto di lino e canapa. Vendiamo un prodotto che a differenza del tabacco non passa attraverso processi industriali. Si tratta solo di un fiore che viene essiccato e poi fumato, mangiato o trasformato. Non può essere considerato una droga. Le vere droghe di cui dovremmo avere paura sono quelle realizzate in laboratorio, quelle che agiscono direttamente sul cervello creando danni permanenti».

Rimane quindi una sostanza utilizzata per meri fini ricreativi

«No tutt’altro. Sono in atto studi in tutto il mondo per comprendere i benefici medici della cannabis. La cannabis è molto efficace nella cura dei dolori cronici. Si stanno studiando i suoi effetti benefici nella cura dei disturbi d’ansia, del colon irritabile del morbo di Parkinson, nell’epilessia».

è quindi una sostanza del tutto priva di rischi?

«Io paragono la marijuana al vino. Come ogni prodotto che assumiamo nel nostro corpo ci vuole misura. Bere qualche bicchiere di vino fa bene ed è piacevole, andare oltre può essere un problema. Siamo di fronte allo stesso discorso».

Qual è l’appello che rivolge al ministro Salvini, a cui, tra l’altro, è rivolto il messaggio del cartello affisso nei suoi negozi

«Vorrei che il ministro si attivasse per regolamentare l’uso della marijuana. Abbiamo bisogno di leggi, non di vietarla».

Quale appello vuole rivolgere alla cittadinanza?
«Di andare dai vostri medici e di chiedere di studiare i benefici della cannabis, che sono evidenti. Se i medici iniziassero a capire quanto è importante questa sostanza per il benessere della comunità potremmo accelerare quel processo di rivoluzione culturale che in tutto il mondo è già in fase molto avanzata e che invece da noi è indietro di almeno 10 anni. E poi di visitare i nostri negozi per capire con mano che ciò che vendiamo è innocuo. Verdi saluti!».

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x