Cantiere Argita, chiesto l’accesso agli atti
Luca Spignese presenta un’istanza al Comune di Ischia per fare luce sul progetto di riqualificazione della Riva Destra. Chiesti delibere, planimetrie, atti ambientali e documenti sulla concessione dell’ex cantiere Mazzella. Nel mirino la prevista trasformazione dell’area e la riduzione degli spazi destinati all’alaggio e alla manutenzione delle imbarcazioni.

Luca Spignese, promotore delle politiche del mare, residente ed esponente del comparto nautico isolano, ha depositato formalmente un’istanza di accesso agli atti e accesso civico generalizzato (FOIA) per fare totale luce sul controverso progetto di riqualificazione della Riva Destra del Porto, nell’area antistante il cantiere nautico “Argita”. Al centro della contestazione c’è il piano del Comune che mira a smantellare i presidi storici dell’artigianato marittimo. Il progetto prevede l’eliminazione delle officine meccaniche e dello storico cantiere navale ex Mazzella (“Ciccio ‘u cantiere”) – l’infrastruttura più capiente dell’intera area – per sostituirli con una tribuna per eventi coperta da una tensostruttura e con un nuovo edificio in pietra lavica destinato a sede dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”.
UN DANNO ECONOMICO E SOCIAL SENZA PRECEDENTI
“Siamo di fronte a uno strappo violento con la nostra identità”, attacca con forza Luca Spignese. “A Ischia resistono a stento tre cantieri navali attivi. Sfrattare le officine e convertire l’area Argita a scopi puramente turistici significa eliminare oltre il 50% dei posti di alaggio e manutenzione per noi residenti. L’amministrazione sta privando la comunità di un bacino infrastrutturale vitale. L’eliminazione della concorrenza e dei presidi storici costringerà moltissimi ischitani, in particolare le fasce meno agiate come pensionati e disoccupati, ad abbandonare il mare e le proprie tradizioni per fare spazio all’ennesimo restyling estetico di pietra lavica e porfido”.
SCATTA IL CONTO ALLA ROVESCIA DI 30 GIORNI: IL COMUNE DEVE MOSTRARE LE CARTE
L’istanza, inviata tramite PEC ai Lavori Pubblici, all’Urbanistica e al Responsabile dell’Anticorruzione, obbliga legalmente il Comune a consegnare entro 30 giorni tutti i documenti del progetto: delibere, planimetrie dello stato futuro, screening ambientali e atti di decadenza della concessione ex Mazzella. “Vogliamo capire con quali presupposti di diritto si stia modificando la destinazione d’uso di un’area storicamente vincolata alla cantieristica”, conclude Spignese. “L’amministrazione deve fare marcia indietro. La soluzione esiste: promuovere subito un bando pubblico per un nuovo affidamento del cantiere a scopi esclusivamente navali, introducendo scontistiche reali e tutele tariffarie per i diportisti residenti. Non permetteremo che la burocrazia o gli interessi del turismo di massa affondino la nostra storia”.





