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Cantiere de “La Siena”, il professor Vincenzo Italiano: «L’acqua della cascata è nera e sporca!»

Acqua nera e sporca come se provenisse da una fogna o peggio ancora come se fosse fatta di catrame. É questo lo stato dell’acqua raccolta dalla piccola cascata formatasi in prossimità del cantiere di lavoro de “La Siena” di Ischia Ponte.  A scattare un’emblematica foto della situazione in oggetto, il professore Vincenzo Italiano del Centro Studi Isola di Ischia che avrebbe condotto un piccolo esperimento per comprendere la vera natura dell’acqua che da mesi sgorga dalla cascata a ridosso del cantiere e che finisce poi direttamente nel mare circostante. Lo scatto ritrae, infatti, due bottiglie: quella a sinistra che contiene l’acqua raccolta alcune settimane fa da Italiano dalla cascatella della Siena e quella a destra che contiene acqua di mare.  L’acqua – come si evince dalla foto – contenuta nella prima bottiglia, pur presentandosi, inizialmente, perfettamente trasparente, col passare dei giorni, è diventata sporca e nera, mentre quella contenuta nella seconda bottiglia è rimasta inalterata. «L’acqua da me raccolta alla cascata della Siena, il 13 Luglio scorso- ha commentato lo stesso Vincenzo Italiano – è diventata così come la vedete in foto. Quella di mare è rimasta inalterata. Giudicate voi!».

Non saremo esperti del settore, né tanto meno ci arroghiamo il diritto di saperne di più degli addetti ai lavori, ma è indubbio che quanto immortalato dal nostro concittadino sia un fenomeno alquanto curioso e che getta una nuova ombra nella tanto discussa vicenda del cantiere de la Siena di Ischia Ponte. Non a caso alcune settimane fa, come i nostri lettori ricorderanno, sulle pagine di questo giornale, avevamo riportato la nota indirizzata dal presidente del Centro Studi Isola di Ischia, Antonino Italiano, alla Direzione Generale dei lavori pubblici della Protezione Civile della Regione Campania, avente ad oggetto “il copioso emungimento di acque calde sotterranee nei pressi del cantiere della Siena” e a seguito del quale si erano andati a sviluppare una serie di fenomeni di dubbia natura.  Antonino Italiano, in quell’occasione, aveva infatti manifestato la propria preoccupazione in merito al presunto sversamento direttamente in mare di acqua dolce proveniente dalle falde sotterranee al cantiere e alla possibilità che tale emungimento continuo e di dubbia natura potesse arrecare a lungo andare danni all’ecosistema e incrementare possibili fenomeni idrogeologici.  Alle perplessità avanzate dal Centro isolano, pronta era poi arrivata la risposta di Generoso Paolo Santoroni, amministratore della Turistica Villa Mare, società implicata nella costruzione delle opere del La Siena, il quale aveva rassicurato la cittadinanza ribadendo che tale emungimento non utilizzasse acque dolci e calde, ma semplicemente acque prese dalla falda marina sottostante e re-immesse poi nuovamente in mare in identica quantità.

Santoroni aveva, inoltre, sottolineato che tale sversamento era tenuto sottocontrollo attraverso ripetute ed apposite analisi sull’acqua in questione. Insomma, in poche parole, nessun pericolo per l’ambiente marino circostante né tanto meno per le altre perplessità sollevata dal Centro di Studi dell’Isola di Ischia. Tale risposta, però, oggi alla luce dell’esperimento condotto da Vincenzo Italiano, sembra tutt’altro che convincente. Se l’acqua che finisce in mare dalla cascata della Siena si trasforma allo stesso modo di quella conservata nella bottiglia, allora, la situazione potrebbe non essere poi così sotto controllo come si dice. Superfluo è ricordare poi che sotto quella stessa cascatella che affaccia sulla spiaggia del Miramare e Castello in molti – ingenuamente- si recano continuamente per rinfrescarsi… Siamo quindi così sicuri che quell’acqua proveniente dal cantiere del  Siena sia poi senza rischi?Ovviamente, ribadiamo che  quanto fin’ora detto non ha alcun supporto scientifico, né vogliamo creare allarmismo, ma, diciamolo: a volte una foto vale più di mille parole.

PARCHEGGIO DE “LA SIENA”: CRONISTORIA DI UN’ODISSEA

É da circa quattro anni che nell’area de La Siena di Ischia Ponte sono in corso i lavori per la realizzazione di un parcheggio multipiano con sala polifunzionale da adibire a centro culturale.  I lavori però non nacquero sotto una buona stella. Fin dall’inizio, infatti, sono stati oggetto di diversi problemi.  Poco tempo dopo l’inizio dei lavori, infatti, dal suolo iniziò ad uscire una copiosa quantità di acqua proveniente da una falda superficiale che rese necessaria l’interruzione dell’opera.  Dopo aver trovato la giusta soluzione, i lavori sono poi ripresi, ma i tempi di consegna di conseguenza si sono allungati.

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Nel Febbraio 2016, poi, l’autorità giudiziaria dispose una nuova sospensione dell’opera: il cantiere venne sequestrato perché si versava in mare acqua mista a rifiuti speciali. O almeno così era sembrato in un primo momento.  Nel marzo dello stesso anno, infatti, il cantiere venne dissequestrato, dopo le opportune verifiche che chiarirono che nelle opere in corse non c’era nulla di inquinante.

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