CRONACA

Cantiere della Siena, palazzo a rischio: prove di dialogo

Ieri il primo incontro di conciliazione nell’ambito della controversia che oppone gli abitanti di uno storico edificio di Ischia Ponte alla società titolare dell’area

Ieri mattina, per la prima volta, le parti si sono guardate in faccia per dialogare. Parliamo della controversia che  oppone gli abitanti di Palazzo Scalfati di via Seminario a Ischia Ponte alla società Turistica Villa Miramare e alle ditte incaricate dei lavori nell’area del parcheggio all’ingresso del borgo, detto “la Siena”. I primi, dati alla mano, temono che le operazioni dell’annoso cantiere stiano recando danni alla struttura dell’antico edificio. Circostanza decisamente respinta dalle seconde, che negano qualunque legame tra i lavori che interessano la falda sottostante  e i problemi riscontrati dagli abitanti ai propri appartamenti.

Ieri si è così svolto un incontro teso a cercare una non facile conciliazione tra le parti in causa. Può sembrare poco, ma vista la pressoché totale mancanza di dialogo registrata da svariati mesi, si tratta comunque di un significativo passo avanti. Al termine dell’incontro la conciliazione non è stata ancora raggiunta, ma le parti si sono aggiornate: tra un mese è in programma un nuovo “vertice”. Indice, quest’ultimo, rivelatore di un cambiamento nell’atteggiamento, finalmente collaborativo, che ha dato il via a un dialogo che si spera sia concretamente costruttivo. Resta dunque “congelata” per il momento la cosiddetta “superperizia” che il giudice aveva concesso quasi tre mesi fa al consulente tecnico d’ufficio, per autorizzarlo «a svolgere le indagini e i saggi di natura geologica così come indicato nel preventivo allegato da parte della ditta specializzata  [..] e della elaborazione dei dati acquisiti da parte del dott. geologo Sossio Del Prete e che si rendono necessari al fine di caratterizzare geologicamente il piano di posa del fabbricato e di confrontare i livelli di falda;  di potersi avvalere di idonea impresa edile per eseguire e successivamente ripristinare saggi distruttivi all’interno del fabbricato e degli appartamenti interessati al fine di meglio comprendere la natura di talune lesioni [..];  di potersi avvalere della società [..]  per il monitoraggio statico con centralina automatica per il controllo e il trasferimento dei dati in remote sensing.

Il monitoraggio consiste nell’installazione di cinque sensori di spostamento, due sensori inclinometrici monoassiali e una sonda di temperatura».  Il nodo del contendere è costituito dal significato da attribuire a quelle microlesioni rilevate nel giugno 2017 nello storico palazzo: proprio in quei mesi era in corso  lo svuotamento della falda freatica sottostante. Fu inviata anche una nota alla Protezione civile regionale per chiedere chiarimenti in merito a questo emungimento relativamente al disseccamento delle falde della zona, ma anche di rassicurazioni sulla circostanza che l’attività umana non potesse produrre dei problemi alla vulnerabilità degli edifici pubblici e privati circostanti.

Agli inizi di agosto, qualche settimana prima del drammatico terremoto che colpì l’isola, la società proprietaria del cantiere fu notiziata delle preoccupazioni nutrite dagli abitanti di Palazzo Scalfati. Fu interpellato il professor Fabrizio Leccisi, docente della facoltà di Ingegneria presso l’Università di Napoli Federico II. L’esperto, dopo una serie di sopralluoghi e ispezioni, ipotizzò un nesso di causalità tra la microlesione riportata dall’edificio e alcuni minimi quadri fessurativi, e lo svuotamento della falda, che nel caso ischitano è risultata di tipo termale, dunque “imprigionata” in un ambiente impermeabile. L’emungimento della falda termale crea un vuoto depressionale mutando le originarie condizioni di staticità. Il nodo centrale della controversia sta appunto nell’accertare se a Ischia Ponte sia avvenuto qualcosa di genere oppure se non vi è alcun pericolo. Fatto sta che nel dicembre 2017 il palazzo, di fronte all’aumento dei quadri fessurativi, fu oggetto di un’ordinanza di sicurezza abitativa, con conseguente intervento di manutenzione. La vertenza giudiziaria attualmente in corso inizia nel febbraio del 2018 quando i condomini, dopo un supplemento di accertamento peritale,  proposero azione di danno temuto nei confronti della società titolare del cantiere.

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