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Cantina Tommasone, tra sapori antichi e nuove generazioni

Di Malinda Sassu

Ci sono generazioni e generazioni. Di quelle che seguono le orme dei loro padri e nonni per tornare ad occuparsi dei tesori della terra e ci sono quelle che, invece, ai campi e alle colline ci arrivano per passione e per amore. Di quest’ultime, Lucia Monti ne è uno splendido esempio: ci ha provato a fare la ristoratrice al fianco del papà Antonio, ma l’Isola l’ha ben presto chiamata dalla sua Germania, facendole scoprire quei terreni di famiglia che tendono al mare, dove il vino è filosofia, dove quei profumi di erbe mediterranee, quelle uve che sanno di mare e sole l’hanno subito convinta che il suo futuro era lì, a migliaia di chilometri di distanza. Gli studi di enologia, una brillante gavetta, tanta voglia di fare ed ecco che la nostra lady del vino crea tutta da sola il futuro della Cantina Tommasone: una vibrante realtà vitivinicola in perfetta sintonia con i ritmi della natura ischitana, dove tutto prescinde in funzione dell’ecologia e di quel rispetto del territorio che Lucia ha sempre avuto nel suo cuore di oriunda dell’Isola. Visitare i suoi vigneti è più che un’esperienza di immagini e di colori, di profumi e di varietà; è come nutrirsi gli occhi di quella meravigliosa cultura enoica che dai Greci è arrivata sino a noi e che ancora poco, troppo poco è comunicata a coloro che di queste zone conoscono solo terme e mare. E Lucia lo sa, tenendo ben presente non solo il lavoro in vigna e la commercializzazione dei suoi vini ma anche (e soprattutto) della loro comunicazione all’esterno. Lo fa con i suoi viaggi e con le sue interviste, organizzando le visite in cantina e la partecipazione a fiere e manifestazioni, lo fa attraverso i social e con il suo lavoro, dalla mattina alla sera, dedicato sempre e solo a questa terra e ai suoi frutti. Sorridente, solare, incurante delle piogge di aprile e di giugno che hanno reso problematica la vendemmia in quasi tutta l’Isola; anzi, nelle sue otto tenute sparse sul territorio ischitano è andata bene, a Lacco Ameno, così come a Sant’Angelo. Il Per’e Palummo a Monte Zunta è addirittura uno spettacolo, il rosato è in fermentazione ma già si vede quant’è bello, e con la vendemmia del Montepulciano per il Pignanera, si è così conclusa la vendemmia 2016, la settima vendemmia firmata Lucia Monti. E, a suo dire, quella di quest’anno è di sicuro la più bella vista sinora. I numeri, infatti, ci sono tutti, e la soddisfazione anche: “Mille quintali vendemmiati nei 12 ettari delle otto tenute sparse per l’isola, sette le varietà d’uva e 36 giorni di pura follia. Ora ci aspetta il grande lavoro in cantina e poi andremo in ferie” afferma una raggiante Lucia su Facebook.

vigneto

Una vera e propria festa degli occhi la vendemmia nei vigneti dell’azienda, tra i filari ordinati di Biancolella e Piedirosso curati dal fido Crescenzo e che grondano di ricchi grappoli d’uva, perle dal colore dorato e rubino il cui profumo è avvolgente, intenso. Un momento di rara bellezza, dura ma sempre affascinante, soprattutto se a dirigerla, si conta solo sulle proprie forze: “È il momento in cui raccogli i frutti di una stagione intera di lavoro” racconta Lucia “quello per cui sei contento quando raccogli i risultati di un’annata che va bene come quella di quest’anno ma è anche una delle fasi più faticose per un viticoltore. Molti visitatori ne vedono solamente la parte romantica, in realtà è il momento più difficile anche perché siamo sotto il cielo e se fa come quest’anno, con queste piogge di inizio settembre….inizi a sudare!” Siamo donne e una nota romantica ci sta tutta, quel piccolo report che lei stessa redige ad ogni annata, per sé e per i clienti più affezionati. Come un diario, su cui annotare e raccontare tutto il fascino della vendemmia, delle emozioni provate, delle esperienze vecchie e nuove da raccontare a chi, della Cantina Tommasone, ne apprezza equilibrio, gusto e piacere. Chi conosce i vini di Lucia lo sa, sono sinceri, morbidi e ricchi ed è difficile non apprezzarne l’anima schietta e onesta, proprio come lei. Siamo alla fine della vendemmia e la nostra Lucia non ha dubbi sul bilancio del lavoro sinora svolto: “Dopo due annate più piccoline quest’anno abbiamo avuto una buona resa quasi dappertutto, tranne che a Forio, dove la grandine ci ha fatto perdere qualcosina; in generale, però abbiamo avuto una resa di circa il 20% in più rispetto alla scorsa annata, quando ha fatto troppo caldo, e anche rispetto a due anni fa, anno in cui, al contrario, abbiamo avuto troppe piogge.  Quest’anno è andata bene, ci sono sia i gradi zuccherini che i valori dell’acidità. Come profumi ce ne sono di più, i bianchi in particolare, sono molto più profumati”.

Luciauva

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È da un po’ di tempo che nell’azienda di Lacco Ameno è tutto un fiorire di profumi, di sorrisi e voglia di fare (e dare) sempre di più. È da un po’ di tempo che sembra tutto più “bello”. Uno di quei rari posti dove la bellezza sembra essere dentro e fuori il vigneto. Sarà che la presenza di Giuseppe Andreoli ha portato esperienza e sicurezza, non solo nel cuore di Lucia Monti ma anche nell’organizzazione aziendale; sarà che l’entusiasmo di questa ragazza forte e tenace è incontenibile, sta di fatto che il futuro della Cantina Tommasone è davvero roseo, dopo un’annata di successo in Germania, in Giappone e in Italia, Roma e i mercati campani in particolare. Le novità sono dietro l’angolo: a parte un metodo classico che uscirà tra un paio d’anni e un piccolo ritocco grafico sulle già bellissime etichette dell’azienda, ci sono buone nuove per quest’annata 2016.  È la stessa Lucia ad anticiparlo: “Uscirà un nuovo vino l’anno prossimo, un Per’e Palummo Doc; si chiamerà Tenuta Monte Zunta. L’uva che proviene da questo mezzo ettaro a 450 metri sul livello del mare a Sant’Angelo è talmente bella che abbiamo deciso di dedicarle un Cru, solo per questa vigna impiantata nel 2012. Una tenuta bellissima, ci si arriva solo a piedi ma una volta arrivati lassù, il panorama è bellissimo. La produzione si aggirerà intorno alle 3000 bottiglie. Abbiamo, inoltre, firmato altri contratti per 2 ettari complessivi su quattro appezzamenti, due a Bajola, uno a Montecorvo e l’altro a Citara, sempre a Forio. Erano in stato di abbandono e quest’inverno verranno ripuliti e reimpiantati con nuovi vigneti di Biancolella, Forastera e Piedirosso”. Eccola una possibile soluzione alla flavescenza, ripulire i vecchi vigneti, portarli a nuova vita e anche su questo problema, Lucia Monti non ha dubbi: “Anche da noi la Regione ha messo le trappole ma per fortuna non abbiamo sinora grandi problemi. A Ischia il problema non è solo la flavescenza ma anche il mal dell’esca. A chi dare la colpa? A chi i trattamenti non li fa come si dovrebbe: le piante malate vanno segnalate ed estirpate, alcuni contadini questo non lo fanno compromettendo così tutto il vigneto. Sarà una questione di mentalità ma molti di questi sono conferitori che, c’è però da dire pure, non vengono pagati come in Alto Adige; occorrerebbe maggiore collaborazione da parte di chi acquista le uve, pagandole di più ma pretendendo i gradi giusti e la giusta sanità delle uve. Questo a Ischia purtroppo non si fa”. Ed emerge l’anima rossa ed energica di Lucia, come il suo vino, il suo eccellente Piedirosso; le fa seguito l’altra sua anima, quella dolce e delicata come il suo Biancolella, innamorata della sua terra e soprattutto quando accenna al suo rapporto con Giuseppe Andreoli. Ed è sempre così, dove nasce un amore c’è sempre gioia. Quella stessa esaltazione che deriva dal vivere un’avventura nuova e di successo; la ritrovi negli animi e negli occhi di Lucia e Giuseppe, legati dalla passione per la terra e per l’Isola, tra mosti e vini nuovi; l’avverti quando festeggi una splendida annata, a vendemmia finita. In realtà, quella che verrà, nel 2017, sarà ancora più bella. Se non altro perché a celebrare una nuova bottiglia o un nuovo vino, sarà il loro matrimonio e l’entusiasmo sempre crescente di nuove generazioni che hanno sapore d’antico, sarà la voglia di dare vita ad un nuovo inizio e una nuova filosofia aziendale. Più semplicemente sarà l’amore di Lucia e Giuseppe.

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