CRONACA

Caos sull’aliscafo, il selfie della Di Scala racconta il delirio a bordo

Traghetti stracolmi che tardano ad arrivare all’orizzonte. Aliscafi ripieni di turisti e di pendolari che tornano sulle isole per passare le lunghe vacanze di primavera con i proprio cari. Tutti stretti come sardine in uno spazio riempito all’inverosimile tanto che alcune persone sono state costrette a viaggiare in piedi. Urla di bambini, chiacchiericcio imperante che impedisce di tenere il filo persino del flusso dei propri pensieri e poi ancora malori, rimasugli di cibo e snack comprati a bordo a creare un tappeto di sporcizia, aria viziata e un calore che fa scomparire gli ultimi rimasugli di pazienza anche al più calmo dei viaggiatori.

Non è la descrizione di un viaggio della speranza di fine ottocento, ma le condizioni che in questi giorni i passeggeri dei trasporti marittimi sono costretti a sopportare per effettuare la traversata che separa la terraferma dalle isole del golfo di Napoli. Nella giornata di ieri, tra turisti in arrivo sulle isole, isolani di ritorno dai propri cari e il flusso straordinario degli spettatori della riuscita processione dei misteri di Procida, viaggiare in mare non è stato affatto comodo.

E se ne accorta anche la consigliera regionale Maria Grazia Di Scala, di ritorno dagli uffici regionali del centro direzionale di Napoli che,  ancora carica di disagio per un viaggio tutt’altro che piacevole,  ha commentato: “Un incubo. Aliscafo pieno fino all’inverosimile. Gente in piedi. Bambini urlanti. Il più scostumato sta seduto quasi sulle mie gambe e salta sotto gli occhi estasiati di mammina. Qualcun altro zompetta in corridoio. Mammina mia mi avrebbe abboffato di paccheri. Ciao a tutti vado in ritiro a martedì”. Cronache di un turismo di massa che non viene supportato, nei momenti più delicati, dai necessari rinforzi delle linee di navigazione che consentirebbero viaggi più agevoli. Soluzioni? A parole tante, ma nei fatti pesano sul turismo isolano i disagi di sempre

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