Capodanno di tensione: carabinieri intervengono in hotel, ambulanza danneggiata e 50 giorni di prognosi per due operatori del 118
Aggressione brutale da condannare

Quello che doveva essere un Capodanno di festa si è trasformato in una notte di paura e disservizi per circa 200 ospiti di un hotel di Forio. Le lamentele per la mancanza di riscaldamento e la qualità del cibo hanno acceso gli animi dei clienti, sfociando in una protesta animata presso la reception. Nonostante la tensione, non si sono verificati episodi di violenza tra clienti e personale dell’albergo. Tuttavia, la situazione ha richiesto l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal capitano Giuseppe Giangrande.
Parallelamente, per motivi del tutto indipendenti dalle proteste, un’ambulanza del 118 è stata chiamata per un presunto malore. Giunti sul posto, i soccorritori hanno scoperto che la chiamata era fasulla: nessuna emergenza, nessuna persona da soccorrere. Un gesto irresponsabile che ha sottratto risorse preziose in una notte già complessa.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Durante le procedure di rientro, il personale del 118 è stato vittima di una violenta aggressione da parte di tre individui (una donna e due uomini), senza alcun collegamento con le proteste interne all’hotel. Infatti all’esterno dell’hotel alcuni clienti, intenzionati ad abbandonare la struttura, hanno continuato a protestare animatamente. E’ stato proprio nel corso delle fasi concitate che sarebbe nata una zuffa con due operatori sanitari del 118 i quali, con l’ambulanza ferma all’ingresso del viale che conduce all’Hotel per una chiamata di soccorso presumibilmente falsa, sono stati accusati di bloccare l’accesso e l’uscita delle auto dall’area di parcheggio dello stesso Hotel. Da questo n’è scaturito un diverbio in breve degenerato in violenza gratuita. Una violenza inaudita ed intollerabile con derive gravissime che vanno condannate senza se e senza ma. Ad avere la peggio proprio i sanitari. L’autista soccorritore e l’infermiere entrambi rimasti feriti a seguito delle botte rimediate nella violenta colluttazione. Malmesso l’autista con il collega infermiere si sono successivamente recati all’ospedale «Anna Rizzoli» per le cure e gli accertamenti del caso. Hanno rimediato 25 giorni di prognosi a testa.
L’attacco, brutale e mirato, ha causato gravi traumi ad entrambi gli operatori del 118, per un totale di 50 giorni di prognosi. L’ambulanza stessa è stata danneggiata e resa inutilizzabile, ed è stata costretta ad essere fermata nell’area del Pronto Soccorso di Via Fundera, provocando di fatto l’interruzione di pubblico servizio.
È fondamentale ribadire con forza che la versione, secondo cui l’aggressione sarebbe nata da un diverbio casuale o da una semplice contestazione, è destituita di ogni fondamento. Il personale del 118 non era coinvolto nelle proteste e si trovava sul posto esclusivamente per svolgere il proprio lavoro di soccorso. L’aggressione è stata un atto deliberato e ingiustificabile, rivolto unicamente contro i soccorritori.
Le denunce sono state regolarmente presentate e i responsabili identificati grazie alle fotografie scattate dagli operatori. Tutto quanto dichiarato è documentabile e verificabile attraverso documentazioni ufficiali.
Di fronte a episodi di tale gravità, è indispensabile che la società tutta condanni senza esitazione ogni forma di violenza contro gli operatori sanitari. Chi lavora ogni giorno per la salute e la sicurezza della collettività merita rispetto, tutela e riconoscimento. Solo una ferma presa di posizione collettiva può arginare il ripetersi di simili episodi e garantire che il servizio di emergenza continui a essere un presidio sicuro per tutti.
Nonostante tutto, va sottolineato che il personale del 118 ha continuato a garantire la copertura delle emergenze sull’isola, assicurando la continuità del servizio anche in una serata di grande pressione. È doveroso riconoscere il valore e la professionalità di chi, pur colpito da una violenza ingiustificabile, non ha mai smesso di servire la comunità.







