CRONACAPRIMO PIANO

Carburante alle stelle, in arrivo il salasso sulle vie del mare

L’allarme degli armatori campani: «Costi insostenibili, senza interventi immediati saremo costretti a tagliare i collegamenti». L’Acap chiede l’ok della Regione per adeguare le tariffe che in alcuni casi potrebbero addirittura essere raddoppiate. Domani nuovo (e decisivo) vertice a Palazzo Santa Lucia

Il trasporto marittimo campano rischia il tracollo. L’aumento vertiginoso del costo del carburante, unito alle difficoltà di approvvigionamento e all’assenza di misure strutturali di sostegno, sta mettendo in ginocchio le compagnie di navigazione che garantiscono i collegamenti tra Napoli, le isole del Golfo e le principali località turistiche della costa. Sul tavolo, ormai senza più giri di parole, ci sono due ipotesi drastiche: il taglio delle corse e l’aumento dei prezzi dei biglietti, che in alcuni casi potrebbero persino raddoppiare. A lanciare l’allarme è l’Acap, l’associazione che riunisce gli armatori impegnati nei collegamenti lungo le coste campane. «Così non si riesce più ad andare avanti – spiega il direttore Salvatore Ravenna – i bilanci delle compagnie sono sotto pressione come mai prima d’ora. Chi fino a pochi mesi fa spendeva 500mila euro al mese per il carburante, oggi ne spende un milione. Siamo al limite della sostenibilità». Una nota ufficiale che lascia emergere tutta la gravità della situazione. Ma andiamo con ordine e raccontiamo i fatti.

CARBURANTE RADDOPPIATO: DA 0.68 A 1.29 AL LITRO

Il nodo principale resta il costo del carburante, praticamente raddoppiato nel giro di poche settimane. «Siamo passati da 0,68 euro al litro a 1,29 – sottolinea Ravenna – nonostante il carburante marittimo sia già sgravato dalle accise. È evidente che la sola strada delle defiscalizzazioni non basta più». Un aumento che, secondo gli armatori, rende inevitabile l’adeguamento delle tariffe. «C’è l’adeguamento Istat previsto per legge, che non è mai stato messo in discussione, ma oggi non basta più. Bisogna intervenire subito sui prezzi dei biglietti per arginare una crisi che rischia di esplodere da un momento all’altro». L’eventuale revisione delle tariffe non riguarderebbe soltanto i biglietti ordinari, ma potrebbe estendersi anche a residenti e abbonamenti, almeno fino a quando il prezzo del carburante non tornerà ai livelli precedenti ai conflitti internazionali.

REGIONE CAMPANIA, ATTESA PER IL VIA LIBERA

La palla ora passa alla Regione Campania. L’assessore ai Trasporti Mario Casillo ha già incontrato gli armatori e ha manifestato attenzione verso le difficoltà del settore. Un nuovo vertice è in programma mercoledì, ma una decisione definitiva potrà arrivare solo dopo la Conferenza Stato-Regioni. «Sarà un incontro interlocutorio – spiegano dall’Acap – per quantificare con precisione i danni economici che le compagnie stanno subendo. Ogni giorno lavoriamo senza sapere come far quadrare le uscite con le entrate. In queste condizioni è impossibile programmare». Basterà parlare con il solo Assessore Casillo servirà coinvolgere anche la commissione Trasporti e i suoi componenti? Nodi ed interrogativi che pesano. A complicare ulteriormente il quadro c’è la questione della disponibilità del carburante. «I fornitori iniziano ad avere difficoltà – denuncia Ravenna – e chiedono pagamenti immediati, senza le dilazioni concesse fino a oggi. Questo significa che, per contenere i consumi, potremmo essere costretti anche a ridurre alcune corse». Uno scenario particolarmente preoccupante se si considera che il piano dei collegamenti marittimi è definito dalla Regione in accordo con l’Autorità marittima e cheil traffico passeggeri è in costante aumento, soprattutto nei fine settimana. Con l’arrivo di maggio e l’avvio della stagione turistica, i flussi sono destinati a crescere ulteriormente.

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A RISCHIO CONTINUITA’ TERRITORIALE E TURISMO

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Salvatore Ravenna

Le vie del mare collegano Napoli con Capri, Ischia, Procida e Pozzuoli, garantendo un servizio essenziale di continuità territoriale. A questi si aggiungono i collegamenti con Sorrento, Positano e Amalfi, fondamentali anche per ridurre il traffico veicolare sulle statali Sorrentina e Amalfitana. Per le isole sono operativi aliscafi, monocarena e traghetti, questi ultimi indispensabili per il trasporto di auto e mezzi di servizio. Un eventuale ridimensionamento delle corse o un forte aumento dei ticket avrebbe effetti diretti non solo sui residenti, ma sull’intero comparto turistico. Il caso del trasporto marittimo è solo la punta dell’iceberg di una crisi più ampia. In Campania il prezzo dei carburanti alla pompa continua a crescere, nonostante il costo del petrolio a livello globale sia in calo. I dati mostrano rincari record, soprattutto per il gasolio, con aumenti settimanali che non hanno eguali nel resto d’Italia. Come era ovvio che fosse la logistica è il primo settore a subire gli effetti di questa crisi e se questa situazione dovesse protrarsi oltre, le ripercussioni sull’intero sistema economico sarebbero molto serie e con impatti significativi sull’intero sistema che vi gravita intorno. Un allarme condiviso anche dalle associazioni dei consumatori, che già registrano un livellamento dei prezzi verso l’altonei mercati rionali, nella ristorazione e nell’agroalimentare. «Servono misure strutturali – sottolinea Vincenza Di Giacomo dell’Adoc – non le solite soluzioni tampone». Quindi, per l’associazione dei consumatori si parla anche di adeguamenti che non riguardano necessariamente la “ guerra”. In questo scenario, il trasporto via mare diventa il termometro di una crisi che rischia di scaricarsi interamente su cittadini e turisti. «Se questi rincari dovessero continuare – confermano gli armatori – non copriremmo più neppure i costi di esercizio». Domani, mercoledì 15 aprile, il nuovo incontro in Regione potrebbe segnare un passaggio decisivo. Senza un intervento rapido, però, l’estate campana rischia di aprirsi con meno corse, biglietti più cari e un sistema di collegamenti marittimi messo seriamente in discussione.

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