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Caremar, la condanna di Rifondazione

La privatizzazione della Caremar dà i primi frutti maturi: è di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di un marittimo Caremar dopo decenni di servizio presso la compagnia e di ieri quella del non rinnovo del contratto a 14 operatori delle biglietterie che verranno sostituiti, a partire dal 1°gennaio 2016, con giovanissimi precari attraverso i vantaggi che vengono dati all’azienda dal Jobs act del governo Renzi.
La disastrosa privatizzazione che contestiamo nel merito e nei modi da diversi anni purtroppo non farà di questi tristi eventi dei casi isolati.
Esprimiamo piena solidarietà al marittimo e agli operatori delle biglietterie licenziati e a quanti vedono incerto il loro futuro lavorativo.
Aspettiamo fiduciosi il pronunciamento del giudice con l’ augurio che possa mettere fine ad un modello culturale imposto con la privatizzazione che va a vantaggio della rendita e del profitto colpendo salari, utenti e diritti dei lavoratori.
A quanti negli anni si sono allineati supini alla volontà del consiglio regionale, accontentandosi delle briciole, l’ invito a rivedere e rivalutare la vertenza trasporti nella sua interezza.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo Isola d’Ischia

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