Caremar, viaggio nel fumo: i mezzi veloci inquinano il Golfo
Dalla privatizzazione all’emergenza ambientale: navi vecchie, fumo nero e silenzio delle istituzioni

di Mario Conforto
Una colonna di fumo nero che si staglia netta nel cielo limpido del Golfo di Napoli. È l’immagine – documentata in uno scatto all’uscita del porto di Ischia – di un mezzo veloce della compagnia Caremar, simbolo di un problema strutturale: l’inquinamento navale causato da imbarcazioni obsolete e mai riconvertite, che continuano a operare quotidianamente tra le isole del Golfo con fondi pubblici e senza controlli efficaci. Una scena che lascia attoniti residenti e turisti. C’è chi alza lo sguardo incredulo e si chiede: «Ma davvero nessuno fa niente?»
Dal pubblico al privato: la mancata svolta “green”
Caremar, un tempo compagnia pubblica strategica per la mobilità marittima della Campania, è stata ceduta nel 2015 al raggruppamento temporaneo d’imprese guidato da Snav Spa e Rifim Spa – tutte società del colosso MSC, tra i maggiori gruppi mondiali nel settore delle crociere -. La promessa della privatizzazione era chiara: stabilità occupazionale, maggiore efficienza, innovazione e sostenibilità. Dieci anni dopo, la realtà è ben diversa. Le unità veloci Caremar continuano a solcare le acque del Tirreno con motori diesel datati, spesso non conformi alle direttive ambientali europee come la 2016/802/UE e la convenzione MARPOL. Il risultato? Emissioni nocive e persistenti, ben visibili a occhio nudo.
Fumo nero e gas tossici: cosa respiriamo davvero?
Il fumo scuro che fuoriesce dalle imbarcazioni è indice di una combustione incompleta e inefficiente, che rilascia sostanze altamente inquinanti: particolato fine (PM10), ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx), idrocarburi incombusti. Gas che si depositano nell’aria e sul mare, minacciando la salute pubblica, la biodiversità marina e l’immagine turistica di località come Ischia, Procida, Capri e Napoli. A bordo, nessuna traccia di interventi di retrofit, filtri antiparticolato o carburanti alternativi. A terra, ancora lontana l’elettrificazione delle banchine, misura essenziale per ridurre le emissioni in porto.
Chi controlla chi?
Nonostante tra le missioni dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale e meridionale – guidata da Andrea Annunziata – vi sia la promozione della sostenibilità ambientale, non si registrano controlli rigorosi e costanti né strategie operative mirate nei confronti dei mezzi obsoleti che quotidianamente operano su rotte sovvenzionate con fondi pubblici. Un paradosso che solleva legittimi interrogativi sul livello di attenzione e sulle responsabilità delle istituzioni competenti.
Caremar, servizio pubblico con vecchie navi
Caremar continua a operare in regime di servizio pubblico essenziale, ricevendo fondi dalla Regione Campania, dallo Stato e dall’Unione europea. Eppure, non esiste un piano vincolante per la sostituzione o l’ammodernamento della flotta. La transizione ecologica resta lettera morta: nessun investimento in nuove tecnologie, nessuna trasparenza sulle emissioni, nessuna rendicontazione sull’uso delle risorse pubbliche.
Più controlli e regole vincolanti: cosa serve subito
Servono subito più controlli da parte delle istituzioni e delle organizzazioni di competenza marittima e navale: ispezioni straordinarie da parte degli enti preposti con un cronoprogramma pubblico e vincolante per la sostituzione o l’ammodernamento dei mezzi navali; applicare, quindi, criteri ambientali chiari e obbligatori per accedere ai porti e ai contributi pubblici. Il tempo delle denunce isolate è finito. Occorrono azioni immediate e strutturali. Perché il viaggio nel fumo non può diventare la normalità nei mari della Campania.





Credo che questo problema non sia di oggi ma da una vita…
Non sono gli unici tutte le navi e aliscafi inquinano, poi che inquinino tutto il golfo mi sembra un po’ troppo
Stessa situazione ieri all’arrivo ad Ischia. Direi stesso traghetto, comignolo destro
♂️♂️. . .mezzi veloci come no.
Mikhail CavalierErrante Pani che hai capito veloci ad inquinare
Daniel Granada ah questo poco ma sicuro
L ho visto oggi dalla spiaggia casamicciola
Perché continuate a chiamarla Caremar visto che non ha nulla
Poi il problema sono le nostre automobili vero?
Non chiamate più caremar perché non c’è niente purtroppo e rimasto solo il mangia mangia e tutto merito di de Luca e socio
Non è previsto tutto questo fumo……per molto meno le navi vengono fermate……….
Ostaggi
Ahhhh qualcuno che lo nota… A me arriva dritto in casa quella puzza… E la notte inquinamento acustico per I motori accesi dei traghetti… Il porto ormai….
Nel frattempo ci va di mezzo la mia punto diesel, mi dicono che sia un mezzo altamente inquinante!
mezzi da rottamare
2025…
Va demolita
tutti vedono tranne chi deve controllare
Non solo i mezzi veloci, tutti
be non solo gli aliscafi, i bus eav, i bus turistici , le macchine . C’è un inquinamento sottaciuto che fa paura
Diciamo che oramai l’isola è tutta inquinante…sono d’accordo con te
Qui nelle isole Baleari i traghetti sono tutti a gas…
Tutti i mezzi Caremar inquinano tanto ci pensa Aponte
Giuseppe La Franca Ischia non solo complice anche de Luca
Mezzi vecchi obsoleti
Se quelle sono navi che inquinano allora non avete visto niente