CRONACA

I medici di famiglia e lo “zero” ischitano

Ad Ischia c’erano 10 possibilità di aprire un nuovo studio di medicina generale ma nessuno ha accettato l’incarico nei Comuni dell’isola

Nella collocazione dei nuovi medici di famiglia, su 704 posizioni in Campania ne sono state coperte appena la metà e c’è purtroppo un dato che ci interessa molto da vicino. Ad Ischia c’erano 10 possibilità di aprire un nuovo studio di medicina generale, ma nessuno ha accettato un incarico nei Comuni dell’isola verde. In penisola sorrentina solo un medico, a fronte di 15 posti disponibili, nei Comuni del Cilento al confine con la Basilicata ci sarà solo un nuovo ambulatorio, malgrado le 19 posizioni vacanti. La Regione ha pubblicato l’elenco con le assegnazioni per i nuovi medici di base. Ma solo metà del fabbisogno è stato coperto: 704 erano gli incarichi vacanti, 356 quelli assegnati. Guardando al dettaglio delle singole province, a Benevento e Caserta è stato coperto il 70% dei posti a bando, a Napoli il 49, ad Avellino il 43, a Salerno il 40.  Un fenomeno nazionale, non circoscritto alla sola Campania, seppur con delle specificità: “Le aree disagiate che dovevano essere beneficiate da incentivi con apposito provvedimento della Regione, non sono state ancora definite dalla Regione stessa e quindi i medici hanno preferito non dover compiere una scelta a scatola chiusa” spiega Luigi Sparano, segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.

E tuttavia, sul litorale domitio ad esempio sono state riempite solo 3 caselle su 12, a Napoli zona Avvocata, Montecalvario, Pendino 0 su 4, a Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio 1 su 5. “Anni di scelte sbagliate – commenta Giovanni Senese, del Sindacato medici italiani – A questa condizione di grave crisi della professione medica si è giunti a seguito due recenti scelte. La prima riguardante il nuovo Ruolo Unico di Assistenza Primaria che impone ai giovani medici un’organizzazione rigida e insostenibile, costringendoli a svolgere contemporaneamente il ruolo di medici di famiglia e quello di continuità assistenziale, senza possibilità di scelta; ignorando carichi di lavoro, competenze specifiche e vita personale. La seconda è riferita al recente accordo integrativo regionale della Campania per la medicina generale che ha rappresentato un vero e proprio passo indietro, oltre che ad essere stato mortificante sotto il profilo retributivo”. E le misure-tampone, come l’esercizio provvisorio per i neo abilitati o la proroga oltre il 70esimo anno d’età per chi vuole continuare a esercitare la professione, non basteranno a contenere l’emergenza: “Rasentiamo il numero di 3mila, inclusi incarichi provvisori e medici in proroga oltre i 70 anni. Il prossimo turnover coinvolgerà 1500 medici nei prossimi tre anni, serve una programmazione d’emergenza” dice ancora Sparano.

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