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Caro Benzina, per un pieno a Ischia si spendono 20 euro in più

ISCHIA – Il caro benzina continua a suscitare aspre polemiche tra gli automobilisti ischitani, soprattutto tra quelli che in viaggio per svago o per lavoro si rendono conto delle differenze abissali che ci sono tra le tariffe isolane e quelle di qualsiasi altra pompa di benzina del resto d’Italia. Differenze di costo che possono raggiungere anche diverse decine di centesimi e su un pieno di benzina incidere di molti euro di differenza. Ma quali sono le motivazioni che costringono gli automobilisti isolani a dover pagare molti più soldi per poter muoversi in libertà con la propria autovettura sull’isola? Il primo colpevole ad essere additato come causa di una tale differenza è il trasporto marittimo. La benzina per giungere sull’isola deve necessariamente arrivare tramite mare, utilizzando corse speciali che fanno aumentare il costo totale che va poi a incidere sul portafoglio dell’utente finale, ma la differenza è davvero notevole e i dissapori sono tangibili. Non poche persone affidano alle colonne virtuali di Facebook il proprio grido di dissenso come ha fatto ad esempio Giovanni Veccia, il cui lamento riassume il dissenso di centinaia di cittadini.

“A volte – scrive Giovanni Veccia –  mi vengono in mente strane cose e comunque mi si pone spesso una domanda: Ischia è Italia o no? Perché mi pongo questa domanda. Circa una settimana fa andai ad una stazione AGIP dell’Isola d’Ischia, a fare rifornimento benzina. Prezzo della benzina (al fai da te) 1,90 Euro/litro. L’altro ieri, mi fermai a fare rifornimento benzina in una stazione privata sulla E45 (ed al fai da te) pagai la benzina 1,58 Euro/litro. Ora facendo un piccolo calcolo per 60 litri di benzina, abbiamo ad Ischia un costo 114,00E ed in Umbria 94,80E”.

 

Una differenza di 20 euro su un pieno di benzina che alla fine dell’anno, sul bilancio di una famiglia tipica isolana, che non di rado ha nel proprio garage anche due autovetture, può arrivare a incidere anche di 4-500 euro in media, un tesoretto che aggiunto agli altri soldi che si spendono in più per avere il privilegio di vivere sulla nostra isola riduce e non di poco, la capacità di spesa delle famiglie ischitane. Dopo aver riflettuto su questo aspetto amaro, Giovanni Veccia si pone e rivolge all’uditorio un altro quesito: “Altra domanda: ma non è il momento di svegliarci e far sentire anche la nostra voce. Fu fatta una petizione per il costo carburanti sull’Isola, sembra sia sparito tutto. Svegliamoci e riprendiamoci la nostra sovranità di popolo e non di pecoroni”. Quasi 5.000, in effetti, furono le firme raccolte in pochi giorni per chiedere di arginare l’anomalia e permettere agli automobilisti ischitani di risparmiare dei soldi.

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