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“Caro Papa, siamo gente semplice, intercedi per noi e per Casamicciola”

Casamicciola – “Caro Papa, vorrei arrivare al Vostro cuore e farvi sentire quanto soffre il mio e quello di 3.000 terremotati di Casamicciola nel sentire continui attacchi dalla stampa. Noi siamo diventati lo zimbello di tanti saputelli che non conoscono la sofferenza e nemmeno gliela auguro, perché noi soffriamo già tanto per la perdita del nostro nido dove abbiamo cresciuto i nostri figli e dove abbiamo lasciato la nostra identità”. E’ così che inizia la lettera che Amalia De Nigris ha affidato al suo profilo Facebook e che, in poche ore, è diventata virale soprattutto tra quanti, come lei, vivono i disagi del post sisma. Sono tremila o poco più gli sfollati che da quel 21 agosto di ormai un anno e mezzo fa sono rimasti senza una casa e a breve trascorreranno un altro Natale in una hall di un albergo oppure ospiti a casa di amici o familiari perché la loro non è più agibile. In questi giorni che tanto si sente parlare di Ischia per via del condono stanno passando tutti come grandi disonesti, gente che ha subito il terremoto perché la loro casa era abusiva e niente più. “Il mio è un grido di dolore e sofferenza, – continua Amalia  – Vi chiedo di intervenire per noi come fece pochi mesi fa una grande donna Nunzia Mattera quando vi chiese di aiutare gli abitanti di Casamicciola”. L’esempio è calzante “buonasera Sanità, pregate per la mia Casamicciola, siamo un paese terremotato”. Furono queste le parole pronunciate da Nunzia Mattera, fondatrice della Catena Alimentare Casamicciola che, provata dalla malattia, fu raggiunta telefonicamente dal Papa. Colpì anche quella volta il suo altruismo, avrebbe potuto parlare di sé, chiedere a Papa Francesco, in quell’occasione più unica che rara, di intercedere per lei, la sua famiglia e invece no, il suo pensiero fu per la sua Casamicciola. Oggi, Amalia, fa lo stesso utilizzando un mezzo forse poco congeniale al Papa, ma che di certo colpisce e non è da escludere che queste parole possano arrivare fino a Roma. “Siamo un popolo di contadini, gente semplice che è sempre caduta sotto i terremoti e pian piano si è rialzata, ma oggi ci sentiamo minacciati da persone che non capiscono che noi ci siamo nati lì e non abbiamo scelto di stare lì ma i nostri genitori hanno ereditato questa sofferenza dai loro padri. Vi prego ammonite questi uomini senza cuore e senza Patria!”. In poche ore la lettera ha fatto il giro del web e sono in tanti ad aver condiviso o commentato il pensiero di Amalia. “Qui non ci ha ammazzato il terremoto, ma ci riusciranno i giornalisti che già dal primo giorno dopo il terremoto ci hanno attaccati e nessuno ha capito che invece c’era stato un terremoto sotto i nostri piedi a 1,5km come facevano a resistere le nostre case?”. E’ questo che si chiede qualcuno rispondendo al fango mediatico che oggi, a distanza di un anno e mezzo, stanno gettando sulle macerie di Casamicciola.  “Fango mediatico sulla nostra comunità- scrive Rosanna – dovremmo impedire a questi falsi comunicatori di mettere piede sulla nostra isola, non è accettabile il messaggio che passa o quello che vogliono far passare”.  Qualcuno depone le “armi” e ammette di sentirsi delusa e sconfortata come Cira, “Cara Amalia non hanno fatto nulla ad oggi, già l’idea che il nostri piccoli devono arrivare a Ischia per la scuola dell’infanzia tutte le mattine per un diritto che gli spetta è indignoso poi potrei continuare fino a domani, ma nulla si fa”. Caro Papa Francesco, intercedi tu per Casamicciola perché il suo popolo, ormai, non sa più a quale Santo votarsi per poter tornare nella propria casa senza passare per l’ultimo imbroglione di turno.

 

 

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