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Cartello “Antifa Hier” vietato in una classe del Liceo: «Qui non si fa politica» 

«A scuola non si fa politica, se vuoi attaccalo fuori la porta di casa tua». Con queste parole, secondo quanto raccontato dai rappresentanti dell’Unione degli Studenti di Ischia, una professoressa del plesso ischitano avrebbe vietato l’affissione di uno dei manifesti che le classi di tutta Italia e il sindaco di Milano stanno affiggendo. Un divieto che negherebbe solidarietà contro la scritta “Qui vive un ebreo” e ovviamente la vicenda diventa subito un caso

“Niente cartelli antifascisti, qui non si fa politica”. Questa in sintesi la frase che alcuni studenti del Liceo Statale “Ischia” si sono sentiti pronunciare da una professoressa. Docente che stava per iniziare lezione in una classe quarta del Polifunzionale. La dimostrazione di solidarietà nei confronti di quanto avvenuto negli ultimi giorni ai danni della memoria dei deportati non è però un caso isolato. Sono decine i cartelli che stanno pian piano riempiendo i portoni delle classi sia nelle aule del Polifunzionale che nell’istituto Telese di Ischia.

Eppure, nonostante la diffusione virale, stando a quanto testimoniano gli studenti ischitani, c’è qualche professore che storce il naso. Tutto è partito qualche giorno fa dal liceo Vittorio Emanuele II di Napoli dove alcuni studenti hanno affisso sulle porte di un’aula il cartello con la scritta “Antifa hier”, ovvero qui c’è un antifascista. Una risposta a quel “Juden hier” (qui c’è un ebreo) apparso proprio nel Giorno della Memoria sulla casa di una deportata di Mondovi. in provincia di Cuneo. Un po’ come accadeva prima e durante la Seconda Guerra Mondiale nei momenti più tragici della Shoah. In poche ore quella che gli studenti etichettano come una vera e propria censura ha velocemente fatto il giro delle aule, alimentando un tam tam che ha raggiunto i componenti ischitani dell’UDS, l’associazione studentesca italiana che si fa portavoce dei diritti di chi ogni giorno frequenta gli Istituti italiani.

« In questi giorni – recita il comunicato ufficiale dell’Unione degli Studenti Ischia – molti studenti e studentesse hanno mostrato solidarietà ai recenti avvenimenti antisemiti appendendo un cartello fuori dalle loro classi. “Antifa hier” dicono i cartelli ma a qualche docente questo messaggio proprio non va giù e proprio ieri (l’altroieri per chi legge ndr) è stato impedito ad una classe di prendere parte all’azione contro l’odio irrazionale di questi tempi. Le motivazioni della docente sono le seguenti “a scuola non si fa politica, se vuoi attaccalo fuori la porta di casa tua“, ma la scuola è politica specialmente quando si tratta di educare gli studenti e le studentesse a valori costituzionali come l’antifascismo. Cara professoressa, che fastidio le recava un cartello così innocuo? Quale messaggio politico anti-educativo riporta secondo lei? Gli studenti e le studentesse hanno diritto alla loro libertà di espressione e la scuola dovrebbe favorire iniziative come questa non penalizzarle! L’antifascismo non è politica, non è un’opinione ma un valore costituzionale inviolabile».

Fabio Pilato, rappresentante d’Istituto del Liceo Ischia e portavoce dell’Unione degli Studenti Ischia ci parla di un clima di sorpresa per quanto avvenuto. « Per noi – racconta – l’antifascismo non è semplicemente fare politica. Essere antifascisti è un fondamento che viene dalla nostra Costituzione, un valore importante. Crediamo che abbia lo stesso valore di scrivere “qui c’è un democratico”. Sorpresi da quanto avvenuto abbiamo deciso di raccontare questa storia». Questa mattina – chiarisce Fabio Pilato – proveremo a parlare con la professoressa per cercare di chiarire quanto avvenuto. Siamo convinti che il dialogo sia la strada giusta. La nostra speranza è che ci sia stato un problema di comunicazione, magari la professoressa si è espressa male. Dopo il dialogo con la professoressa decideremo se rivolgerci al Preside».

La reazione dei ragazzi di fronte al divieto? Di Sorpresa ci racconta il rappresentante d’Istituto.

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«Non credevano di suscitare una tale reazione. Hanno preferito non scontrarsi apertamente con la professoressa sul momento ma ci hanno raccontato quanto avvenuto e intendiamo vederci chiaro. Gli studenti hanno diritto di avere libertà di espressione su questi temi. Siamo convinti che la scuola dovrebbe educarci di più su questi temi. Si parla tanto di educazione civica e poi..». Il Liceo di Ischia ospita poco più di 1.100 studenti. Quasi 60 classi. Al momento sono più di dieci le aule che hanno affisso il cartello antifascista. Tutte lasciate al proprio posto. All’appello manca solo il foglio realizzato dai ragazzi che sono stati costretti a lasciare libero l’ingresso da qualsiasi messaggio di solidarietà.

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