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Caruso: «Avremmo voluto i tamponi “in casa”, per ora l’emergenza è gestibile»

Il sindaco di Serrara Fontana fa il punto sull’emergenza sanitaria lodando il lavoro di medici e forze dell’ordine, e nonostante le tante difficoltà dice: «Gli isolani riusciranno a superare questo momento durissimo»

A Serrara Fontana è iniziata la consegna delle mascherine. Nel frattempo, Lei non ha mancato di indirizzare una frecciata a quelle messe a disposizione dalla Protezione Civile. Ci spieghi le finalità delle sue iniziative e la stoccata a margine

«Ho semplicemente precisato, senza spirito polemico, un fatto incontestabile e verificabile da tutti: le cinquanta mascherine della Protezione civile sono semplicemente inutilizzabili. Detto questo, mi fa piacere che i cittadini abbiano molto apprezzato l’iniziativa dell’amministrazione di Serrara Fontana che sta distribuendo 3500 mascherine, con due esemplari per ogni nucleo familiare. Si tratta di un dispositivo di protezione che permette ai cittadini di uscire di casa in maniera più sicura, ovviamente in quei casi in cui tale uscita sia indispensabile, anche pensando al fatto che attualmente è difficilissimo trovare e acquistare queste mascherine, peraltro a costi elevati. Con la nostra iniziativa, ne abbiamo acquisite un buon quantitativo a costi contenuti».

«Finché i numeri si mantengono come quelli emersi finora, la situazione è gestibile. Tuttavia, bisogna stare sempre attenti perché la situazione potrebbe degenerare in pochi giorni, e allora essa diventerebbe molto critica. Non dimentichiamo che siamo su un’isola, e il trasferimento in terraferma è complicato»

Sull’isola il numero dei contagi, e soprattutto le dinamiche connesse, rendono la situazione ancora gestibile o c’è da preoccuparsi?

«Finché i numeri si mantengono come quelli emersi finora, la situazione è gestibile. I sanitari del Rizzoli e del distretto stanno gestendo piuttosto bene l’emergenza, a parte qualche disfunzione dal punto di vista delle comunicazioni o dell’esecuzione dei tamponi. Escluse tali criticità, la gestione finora è positiva, sia come posti letto in terapia intensiva sia sub-intensiva. Tuttavia, da quello che ho potuto vedere dall’esperienza delle zone d’Italia maggiormente colpite, bisogna stare sempre attenti perché la situazione potrebbe degenerare in pochi giorni, e allora essa diventerebbe molto critica visto il numero molto limitato di posti letto. Non dimentichiamo il fatto che siamo su un’isola, e il trasferimento in terraferma è complicato da due aspetti: il primo è la drastica riduzione di collegamenti marittimi per malati non gravi, il secondo è nel caso di trasferimento di malati più gravi visto che la procedura di trasferimento con elicottero è molto più complessa, viste le igienizzazioni necessarie del veicolo».

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Il ritardo nel processare i tamponi resta l’anello debole della catena. L’Asl deve darsi una mossa?

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«Questo è un aspetto fondamentale, che le amministrazioni hanno già sottolineato, per cercare di mantenere la cognizione puntuale di come si evolve la situazione dei contagi sull’isola. Bisogna fare i tamponi e avere i risultati in tempi brevissimi, altrimenti la percezione della situazione è distorta. Al momento le tempistiche sono inaccettabili. La Regione deve predisporre una serie di correttivi, come i test rapidi, aumentare la produttività degli otto centri che attualmente processano i tamponi, o crearne dei nuovi. Abbiamo proposto anche di allestire un laboratorio di analisi dei tamponi sull’isola, ma ci è stato risposto che ci sono delle criticità organizzative da superare, quindi per il momento tale proposta non è stata presa nella giusta e dovuta considerazione».

«Mi auguro che il Governo predisponga misure molto più concrete per i lavoratori stagionali, visto che quella attuali sono del tutto insufficienti se non inesistenti»

Lo sbarco dei marittimi dalla Costa Diadema, tra cui due suoi concittadini, è un esempio virtuoso di azione congiunta. Come ha vissuto questi momenti.

«Sono stato informato domenica mattina di questa situazione. Sono stato contattato dal mio assessore Irene Iacono, a sua volta contattata da un familiare, e abbiamo cercato immediatamente di capire qual era la situazione a bordo della nave, che era davvero molto critica. Ho potuto parlare con i due concittadini, e il quadro era molto preoccupante, con i passeggeri in isolamento, e una ventina di essi con alcune linee di febbre, senza medicinali adatti a curare il Covid-19. Il tampone non si poteva fare, quindi erano casi “sospetti”, ma in quel frangente si può facilmente immaginare il pericolo dato dalla mancanza di farmaci. Pericolo per i febbricitanti, ma anche per gli altri milleduecento passeggeri. E con un solo medico a bordo. L’azione sinergia tra i sindaci e il Governo è stata rapida, e vorrei ringraziare il sindaco di Piombino che ha dato subito disponibilità a far attraccare la nave e a dare i primi aiuti sanitari».

La comunità serrarese ed isolana in genere come sta rispondendo alla limitazione degli spostamenti?

«La stragrande maggioranza dei cittadini isolani ha compreso il pericolo che stiamo correndo e sta rispondendo bene. Le persone sono attente, escono il meno possibile. Poi c’è sempre qualche incosciente e irresponsabile che non capisce quanto poco ci voglia ad ammalarsi e a contagiare altre persone a lui vicine. Sappiamo anche di persone che hanno pubblicamente comunicato la propria infezione, nonostante l’aver adottato tutte le precauzioni e gli accorgimenti raccomandati, segno che il virus è davvero subdolo e molto contagioso, anche per le conseguenze che può portare: ci vuol pochissimo a far degenerare la polmonite da Covid-19. Coloro che violano i divieti non capiscono nemmeno lo sforzo che stanno producendo i medici, le Forze dell’ordine, agli addetti della distribuzione di generi alimentari, per dare un servizio a tutti noi».

Le misure adottate dal governo quale contributo daranno ai lavoratori isolani?

«I fondi per l’emergenza alimentare, per ora piuttosto limitati, saranno distribuiti con la massima trasparenza e tenendo conto delle condizioni disagiate. Spero che arrivino ulteriori aiuti»

«Tutti hanno potuto leggere i provvedimenti del Governo, e credo che per il settore dei lavoratori stagionali le attuali misure sono largamente insufficienti e in alcuni casi inesistenti. Mi auguro che il Governo ponga in essere azioni più incisive per i settori dove si lavora sei, sette, otto mesi all’anno, mettendo in campo azioni di sostegno per quelle persone che hanno perso il lavoro, ma anche per quelle persone che non hanno proprio iniziato a lavorare. A questi ultimi va dato un aiuto più concreto e cospicuo. Purtroppo le previsioni non sono rosee: nel momento in cui usciremo dall’emergenza saremo colpiti nel vivo delle carni e i nostri stili di vita si dovranno giocoforza modificare. Avremo davanti a noi mesi, forse un anno, veramente duro: la stagione appena iniziata non so quando e quanto potrà essere proficua. La priorità comunque va alla salute: messa quella in sicurezza, la gente dell’isola ha sempre dimostrato di sapersi rimboccare le maniche e saprà recuperare ciò che stiamo perdendo e abbiamo perso».

Un’ultima domanda: si parla tanto dei buoni spesa che dovranno essere distribuiti dai Comuni e si auspica una gestione virtuosa. Come ci si organizzerà in tal senso?

«Noi come Comune ci stiamo già organizzando: stiamo predisponendo gli avvisi per la confezione e l’acquisto dei buoni spesa e stiamo stilando i moduli coi relativi criteri per la formazione delle graduatorie. Le linee guida sono state dettate dal decreto di governo e dall’ordinanza della Protezione civile, privilegiando chi non ha entrate, sussidi, reddito di cittadinanza, chi è disoccupato, in sostanza chi è già seguito da servizi sociali vivendo una condizione non agiata. Tuttavia ci sono tante altre persone, lavoratori stagionali, che stanno esaurendo i propri risparmi. Nei criteri terremo conto di queste situazioni, della presenza di bambini o di anziani nei nuclei familiari. Cercheremo di stilare una graduatoria che sia la più trasparente possibile alle esigenze della cittadinanza. Per concludere faccio una riflessione: il Governo ha stanziato 400 milioni come segno della vicinanza ai cittadini, ma si tratta di una cifra non troppo elevata. Serrara Fontana ha ricevuto poco più di 27mila euro: se volessimo erogare il contributo a sole cento famiglie (su quasi 1300 del Comune) potremo dare solo 270 euro a famiglia. Quindi, dopo questa prima misura auspico che ce ne siano altre, per aiutare i cittadini fino all’uscita dall’emergenza».

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