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Caruso e le elezioni regionali, c’è chi dice “no”

Il sindaco di Serrara Fontana smentisce seccamente le voci di una discesa in campo per la conquista di un seggio a Palazzo Santa Lucia: «C’è solo l’1 per cento di possibilità che accada». Poi tanti spunti sulla cena coi colleghi, il futuro di Serrara Fontana e il post covid

E’ ancora presto per parlarne, ma se è vero che le cose migliori si fanno a tavola è il caso di dire che la candidatura alle elezioni regionali non è affatto una chimera?

«Ecco, mi si dà l’opportunità di fare chiarezza e io la colgo al volo. Allora ti dico che la mia candidatura alle prossime elezioni regionale ha una percentuale di essere vera pari all’1 per cento, il che significa che al 99 per cento si tratta assolutamente di una bufala. Mi è stata chiesta, ad onor del vero, la mia disponibilità, ma la mia risposta è stata chiara. E negativa».

Ma te l’hanno chiesto i tuoi colleghi sindaci l’altra sera mentre eravate a cena insieme?

«No, la proposta mi è pervenuta da un amico di Napoli, che mi chiese cosa ne pensassi di una mia potenziale candidatura. Risposi al momento che la cosa non mi interessava e non ho cambiato idea da allora. Le ricostruzioni giornalistiche non sono fondate: non c’è nessuno che mi pressa, nessuno che mi abbia chiesto un tandem. Niente di niente, insomma».

Perdonami la curiosità, ma cosa vi siete detti allora a tavola tu, Enzo Ferrandino e Dionigi Gaudioso?

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«Abbiamo avuto modo di chiacchierare del più e del meno, ed anche dei problemi che attanagliano l’isola in questo periodo, con particolare riferimento al divieto di sbarco ma anche alle difficoltà in cui versano i lavoratori stagionali. Poi si è scherzato, eravamo una compagnia allegra e tengo a precisare che non si trattava di una cena di lavoro altrimenti al tavolo ci sarebbero stati anche Giovan Battista Castagna e Francesco Del Deo, coi quali ho e abbiamo un rapporto ugualmente splendido. Ci siamo ritrovati semplicemente per andare a mangiare una pizza, tutto qui».

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Vito Iacono, Gaetano Colella, ma è lecito attendersi qualche candidatura tra i pezzi da novanta della politica di casa nostra. E soprattutto, quali sono gli auspici di Rosario Caruso?

«Io credo che si possa puntare, o quantomeno certamente sarebbe opportuno farlo, su una o due figure isolane che potrebbero essere candidate e proposte all’elettorato, in maniera tale da avere anche maggiori chance di elezione. I nomi? Beh, devono essere il frutto di un identikit e rispondere a determinate caratteristiche».

Quali?

«Abbiamo bisogno di uomini e donne che siano in grado di stravolgere la normalità consolidata oggi in Italia, che debbano essere valutati per quanto fin qui realizzato e per la loro coerenza. Ci sono tante persone che pensano di avere questi particolari requisiti e nel momento in cui si proporranno saranno gli altri a giudicarli. E’ chiaro che io mi auguro il meglio, per l’isola e per il paese in generale».

Qualche big scenderà in campo?

«Non saprei, è come chiedermi la combinazione vincente del Siperenalotto. E’ difficile dirlo, anche perché a tavola – ripeto – non si è parlato di candidature, men che meno delle nostre».

Cosa c’è di vero nei rumors secondo i quali ti saresti messo di traverso di fronte a un ritorno da sindaco del tuo mentore Cesare Mattera?

«Anche qui non c’è assolutamente nulla di vero, anzi in varie riunioni ho sostenuto che siamo una bella squadra e dobbiamo cercare di portare avanti in maniera ancora più incisiva l’azione amministrativa. Non solo, ritengo che dobbiamo essere in grado di aprirci anche all’esterno, instaurando un buon dialogo pure con diversi elementi che attualmente fanno parte della minoranza e che a mio avviso possono costituire risorse valide per il territorio di Serrara Fontana».

Voltiamo pagina e parliamo, con tutto il rispetto per la politica, di cose più serie. A ottobre l’isola dovrà fare i conti con centinaia e centinaia di dipendenti che non hanno lavorato d’estate e altri che lo avranno fatto per appena tre mesi. In autunno l’impressione è che a Ischia potrebbe scoppiare un’emergenza paurosa, cosa può e deve fare il governo per evitare che ciò accada?

«Penso che il governo debba pensare a un piano sociale di aiuti alle famiglie che non hanno lavorato, la tua è un’analisi che condivido pienamente. A novembre avvertiremo questo problema in maniera drammatica e marcata, ecco perché vanno attuate misure tese alla salvaguardia socio economica del tessuto sociale e non mi riferisco soltanto all’isola d’Ischia. Basta perdere tempo a fare riunioni e stati generali, si metta un campo una strategia seria. Noi come Comuni isolani, invece, dovremmo pensare a come allungare la stagione per estendere l’arco temporale lavorativo. Tutto questo, naturalmente, sperando che non ci sia la seconda ondata dell’epidemia, come qualcuno sostiene o non esclude, altrimenti tutti i nostri ragionamenti lascerebbero il tempo che trovano».

De Luca promosso e bocciato perché?

«Promosso a pieni voti per la gestione dell’emergenza e del post emergenza. Se dobbiamo valutare chi ci governa dagli atti che produce, il giudizio non può che essere assolutamente positivo».

Hai detto che c’è solo un 1 per cento di possibilità di vederti correre per Palazzo Santa Lucia. Cosa dovrebbe succedere per alzare questa percentuale e farti cambiare idea?

«Credimi, allo stato dell’arte proprio non te lo saprei dire».

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