POLITICA

Caruso, il Comune e le “mani legate”

La riflessione del sindaco di Serrara Fontana sulle problematiche che un ente locale deve affrontare nella fase 2: «Abbiamo da anni il bilancio in attivo, se il Governo ci desse la possibilità potremmo destinare risorse a supporto di cittadini e imprese, ma tale ipotesi al momento ci è preclusa: assurdo». A giugno ripartono le attività del porto di Sant’Angelo: «Una scommessa che spero ci darà ragione»

Le problematiche che un ente locale deve affrontare in questa fase 2 piena di incognite sono l’oggetto di una riflessione che il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, ha articolato in un messaggio diffuso ieri: «L’ho ripetuto più volte e lo faccio ancora – ha dichiarato Caruso – le polemiche soprattutto in guerra servono a poco.  Uno sfogo però concedetemelo.  E’assurdo che un’Amministrazione come quella che rappresento con un bilancio sano, senza debiti debba sudare le proverbiali sette camicie per aiutare cittadini e aziende in questo periodo che probabilmente è il più duro, dopo il dopoguerra, che l’Italia si trova ad affrontare». Il primo cittadino poi entra nei dettagli: «Vogliamo eliminare il costo del suolo pubblico per questa stagione turistica, circa 50.000 della quota comunale e ci tocca tagliare su altre spese per riuscire a farlo. Quali spese? Su questo ragioniamo e non è facile, perché dobbiamo tagliare su servizi e manutenzione ordinaria. Vorremmo ridurre la TARI, per far ciò abbiamo inviato una nota all’Azienda che si occupa della raccolta rifiuti per chiedere una riduzione dei costi del servizio». Caruso poi accenna a una possibile novità legislativa: «E’previsto, entro il 10 luglio, un provvedimento governativo a sostegno dei servizi essenziali, non sappiamo come e in che misura e nel mentre noi possiamo solo pensare con le nostre forze ossia come vi ho detto prima, riducendo i costi». Caruso poi illustra gli ottimi risultati della gestione amministrativa e contabile del paese: «L’anno scorso abbiamo chiuso l’anno finanziario con un bilancio in attivo di circa 350.000 euro. L’assurdo è che tale somma abbiamo dovuto accantonarla per il fondo crediti di dubbia esigibilità. Una tale somma se il Governo ci concedesse la possibilità potremmo utilizzarla per dare un contributo economico a tutti i lavoratori stagionali esclusi dalle misure governative. Non sarebbe poco».  Ma naturalmente una cosa apparentemente così logica al momento è preclusa, e Caruso lo dice nel passaggio successivo, non nascondendo la frustrazione: «Eppure al momento abbiamo mani e piedi legati.

La domanda che ci facciamo è: perché? Perché amministrare con un bilancio in attivo da anni non ci dà alcun vantaggio, nemmeno in un periodo di grave crisi, rispetto a Comuni in dissesto o pre dissesto?  Se il Governo ci desse anche solo un minimo margine di operatività avremmo già potuto fare di più per famiglie ed aziende ed invece siamo ancora in attesa. Martedì e mercoledì incontriamo le attività imprenditoriali per un confronto, è assurdo che ancora oggi lo facciamo in questo clima di incertezza generale». Il sindaco tuttavia rivendica la volontà e la determinazione a ripartire, nonostante tali interrogativi: «A giugno torna operativo il porto di Sant’Angelo, abbiamo voluto credere nella ripartenza. Il porto di Sant’Angelo infatti è un volano economico per tutte le attività economiche che operano soprattutto su Sant’Angelo ma non solo. Attivare i servizi connessi alla fruizione del porto ha dei costi, abbiamo dovuto rischiare ed investire. Abbiamo voluto far ripartire il porto. Una scommessa che spero ci darà ragione». Prima di concludere la sua riflessione, Caruso ha ribadito le dimensioni della crisi che tutti dovremo affrontare: «Questa “partita” non può essere giocata solo a livello locale, rischiamo di perdere “a tavolino”, serve l’aiuto forte dello Stato e dell’Europa, in tempi brevi».

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