Statistiche
POLITICAPRIMO PIANO

Caruso tira le somme: «Vi racconto dieci anni da sindaco»

Il congedo per Rosario Caruso dalla poltrona più ambita del Comune di Serrara Fontana non è poi così lontano, anzi. E allora arriva l’occasione per riavvolgere il nastro e fare un bilancio del suo doppio mandato. Guardando però anche al futuro

Come si riassumono dieci anni di sindacatura in poche righe?

«Difficile sintetizzare. Di sicuro sono stati dieci anni di lavoro intenso, di impegno entusiasmante

con tante soddisfazioni ma anche con qualche amarezza, ad esempio per qualche risultato che non siamo riusciti a raggiungere, anche se però sono si tratta di obiettivi soltanto inviati, perché non demordiamo e non ci arrendiamo di fronte agli intoppi che possono capitare durante il cammino per raggiungere ciò che ci siamo prefissi. Sono stati anni di impegno intenso e quotidiano, siamo sempre stati vicino alle persone, a contatto diretto, tutti i cittadini hanno il mio numero di telefono per segnalarmi proposte, istanze, necessità. In questi dieci anni sono anche capitati alcuni problemi inconsueti, per così dire, come purtroppo ad esempio i casi di meningite che alcuni anni fa hanno strappato via alla comunità due giovani vite, di cui però manterremo sempre un ricordo splendido».

 «Sono stati dieci anni di lavoro intenso e di impegno entusiasmante, sempre a contatto diretto coi cittadini, anche se c’è stato pure qualche momento amaro»

Pensa che Serrara Fontana sia cresciuta in questo decennio sia in termini turistici che di peso specifico negli equilibri sempre delicati della politica isolana, e come?

Ads

«In termini turistici, i numeri dicono che comunque in questi dieci anni c’è stato un incremento del turismo sull’intera isola, quindi anche sul nostro territorio comunale. Posso dunque registrare la soddisfazione di tanti turisti che hanno scelto il nostro Comune per trascorrere le vacanze, per visitarlo trovando ospitalità, ordine, anche sotto taluni aspetti come la viabilità, e altri servizi come il porto e i servizi collegati alla portualità, che sono notevolmente migliorate in questi anni. Siamo contenti come amministrazione, ma siamo e dobbiamo essere contenti anche come cittadini, visto che siamo un’isola che vive di turismo del fatto che i visitatori ci scelgono per le proprie vacanze, per stare bene e per sentirsi a proprio agio.

Ads

Per quanto riguarda il discorso “geopolitico”, non sta a me dire se il peso specifico del comune di Serrara Fontana si aumentato o no nel panorama isolano. I rapporti che aveva costruito Cesare Mattera in passato ho cercato di mantenerli e consolidarli. Con alcuni sindaci c’è un affiatamento maggiore, rispetto a qualche altro che adesso non è più in carica. Ad esempio, con Giosi c’è sempre stata massimo rispetto e stima umana e professionale, anche su taluni argomenti non eravamo del tutto in sintonia, diciamo così.

«Turisticamente i numeri di questo decennio registrano un incremento delle presenze sull’isola che si è riverberato anche sul nostro Comune».

Da questo punto di vista oggi c’è maggiore sintonia. È sempre di un lavoro di squadra tra i sindaci, che ha permesso di essere rappresentati anche in importanti enti sovra-ordinati, come ad esempio l’ente idrico Campano che sta gestendo il ciclo integrato delle acque in Campania, quindi servizi fondamentali come la depurazione, le fognature, l’approvvigionamento idrico. In questo gioco di squadra con la volontà di rappresentare gli interessi dell’isola, sono stato scelto come delegato dei sindaci non solo dell’isola d’Ischia, ma anche di Procida, di Monte di Procida, di Pozzuoli, all’interno dell’Ente idrico Campano».

Per la sua successione si fa il nome di Cesare Mattera. Partita chiusa o si discute ancora all’interno del gruppo?

«Guardi, abbiamo in programma proprio la prossima settimana una riunione per discutere di questo.

In ogni caso al momento vedo una forte convergenza sul nome di Cesare».

Caruso si ricandiderà consigliere o preferirà rimanere alla finestra pensando a qualche esperienza diversa e magari extra isolana?

«Beh credo che una cosa non escluda l’altra. Credo cioè che l’essere eventualmente eletto in consiglio comunale non precluda la possibilità di avere altre opportunità. Ci ho pensato a lungo, ho ascoltato attentamente le persone nel nostro gruppo, che hanno manifestato la volontà che io continui. Dunque penso che mi candiderò, come semplice consigliere, per cercare di dare il mio piccolo contributo

«Non sta a me dire se Serrara Fontana sia cresciuta come peso negli equilibri politici isolani. Di certo tra i sindaci c’è sempre stato un gioco di squadra che ha portato a scegliere me quale delegato nell’importante Ente Idrico Campano, dunque di rilevanza extra isolana»

alla squadra se, come spero, il popolo di Serrara Fontana ci sceglierà per amministrare. L’ultima parola spetta sempre ai cittadini».

Alcuni anni fa qualcuno guardava a Caruso come un possibile sindaco del Comune unico. Che, per ora, resta una chimera. Perché questo progetto non ha attecchito?

«Resto sulla mia posizione critica rispetto all’idea del comune unico se realizzato con una “fusione a freddo”, cioè come un puro fatto amministrativo che fonde i comuni creando un unico ente. Credo di più in un percorso che può possa eventuale portare in maniera progressiva al comune unico, come l’ Unione dei comuni, un organismo sovra comunale che gestisce determinate problematiche e determinati servizi, riguardanti tutti gli abitanti dell’isola, come il ciclo integrato delle acque, la gestione dei rifiuti, la Polizia Municipale, l’anagrafe, il traffico. Si tratta di servizi o problematiche che possono essere maggiormente gestiti in maniera unitaria senza duplicare costi, senza creare costosi e inefficienti carrozzoni. E penso che esista la possibilità di farlo, come succede ad esempio nelle comunità montane. Forse, affinando la gestione unitaria dei servizi e quindi battendo questo percorso di unione dei comuni, poi magari si potrebbe valutare l’ipotesi di arrivare in maniera naturale a un eventuale Comune unico. Ma farlo, come ho detto, “a freddo”, penso che sia una scelta sbagliata e che spieghi in parte perché finora l’idea del comune unico non ha attecchito».

«Nei prossimi giorni il nostro gruppo politico definirà il nome del candidato sindaco, e al momento vi è una forte convergenza su Cesare Mattera»

Il più e il meno di questi dieci anni alla guida del paese?

« Ci sono alcune cose che mi hanno lasciato una grande soddisfazione nel vederle realizzate o che si stanno realizzando. La prima fra tutte è ovviamente il raggiungimento della gestione diretta del Porto, con tutte le conseguenze positive che ha portato. Fra l’altro arrivare alla gestione del Porto non è stato affatto una cosa semplice: sono stato denunciato, ho dovuto sostenere un processo, e ho rischiato di affrontarne un altro, e con me anche l’assessore delegato Eugenio Mattera e i funzionari del comune. Si è trattato di una vera battaglia, che abbiamo combattuto su vari fronti. Dal porto siamo così riusciti a incassare molte risorse.

«Penso che mi candiderò come consigliere: il nostro gruppo me lo ha chiesto, e se i cittadini ci rinnoveranno la fiducia porterò il mio contributo»

che possiamo poi investire sul territorio, tanto è vero che il nostro è uno dei migliori bilanci esistenti in Regione: questo è un merito per noi, per la nostra amministrazione, per il paese. In corso abbiamo la realizzazione del depuratore, del quale si stanno chiudendo tutte le procedure amministrative. Cito anche l’adeguamento sismico di tutte le scuole, con l’obiettivo di far studiare i bambini in tutta sicurezza: ci sono stati edifici anche completamente rinnovati come quello di Fontana. In questo settore ha lavorato con me in maniera specifica l’assessore Irene Iacono. Ritengo che investire sui giovani, sul loro futuro, qualcosa di fondamentale. Di fronte a problemi importanti, abbiamo dimostrato la voglia di trovare e realizzare soluzioni, e lo abbiamo fatto bene. La nostra amministrazione ha sempre avuto una particolare attenzione per il territorio, per le persone svantaggiate, per i giovani. Quando mi sono candidato per la prima volta sul nostro territorio non c’era nemmeno una sola struttura sportiva per i giovani: oggi abbiamo un campo di calcetto a Sant’Angelo, vicino alle scuole, un campo di calcetto a Serrara, ci sarà presto un campo di bocce a Fontana in località Noia. Penso quindi che abbiamo dato una importante risposta alle istanze dei giovani. Per quanto riguarda i “meno”, ne posso indicare due: una è la raccolta differenziata, si tratta di una di una macchia sul nostro operato, ma anche in questo caso dopo 20 anni di attesa siamo riusciti a individuare un’isola ecologica con cui potremo finalmente rimediare a questo non lusinghiero primato della scarsa raccolta differenziata. Un altro “meno” riguarda qualche opera che avremmo voluto vedere compiuta e che invece non è ancora stata ultimata».

«Resto convinto che il Comune unico non possa essere attuato con una “fusione a freddo”. Credo invece nell’Unione di comuni per i servizi fondamentali: poi, successivamente, potrebbe valutarsi l’ipotesi di una eventuale unificazione amministrativa»

La pandemia ha minato tante certezze anche sulla nostra isola: un’altra stagione vissuta a singhiozzo rischia di avere conseguenze drammatiche

«Guardi, penso che sia davvero difficile fare una previsione su quando potremmo finalmente dire di essere usciti dalla pandemia, e di ritornare quindi a una certa normalità. Fare previsioni è velleitario. Posso fare soltanto qualche considerazione sulla scorta di quello che si è visto, quello che si ascolta e si legge: la campagna vaccinale andrà avanti per diversi mesi e si protrarrà anche dopo l’estate. Dunque rimarremo in questa condizione, diciamo così di allerta, ancora per tanto tempo, estate compresa. Magari, contando sul fatto che con le temperature più alte ci sarà un minimo di attenuazione del rischio, probabilmente avremo un contesto come quello che abbiamo vissuto l’estate scorsa. Quindi ci si potrà attendere di avere i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre “pieni” dal punto di vista turistico, ma tuttavia senza nessuna programmazione, anche perché le persone come è naturale immaginare non stanno programmando le proprie vacanze, visto il contesto. Probabilmente, come già accaduto l’anno scorso ci sarà un boom di disdette e poi e poi un boom di presenze. Quindi credo, ma questo è solo il mio pensiero, che quest’anno sarà vissuto purtroppo con poca preparazione, ma con la speranza che in quei quattro mesi l’isola riesca a attirare presenze in maniera tale da “tenere botta” alla situazione generale di crisi. Dobbiamo comunque tener conto del fatto che le persone devono avere anche la possibilità economica di poter fare delle vacanze, e non è scontato: come vediamo anche sull’isola, ci sono tante famiglie, tanti settori, in situazioni critiche. Speriamo che il governo che verrà dia quella fiducia, quella speranza, che permetta alle persone di vedere un minimo di prospettiva e quindi anche la possibilità di pianificare delle vacanze.

«Sono numerose le opere realizzate per il paese, dalle scuole all’attenzione per i giovani, che rappresentano il futuro. In particolare il raggiungimento della gestione del porto è un risultato a cui tengo molto e che è stato davvero difficile da ottenere»

In dieci anni qual è il politico locale con il quale ha legato di più e perché?

«Non voglio sembrare eccessivamente prudente o politicamente corretto, ma realmente mi sono trovato bene con tutti i politici con cui ho interagito. Naturalmente può esserci un po’ più di comprensione su certi temi tra persone che hanno più o meno la stessa età».

«Dovrà essere migliorata la raccolta differenziata dei rifiuti, ma adesso il paese potrà avere un’isola ecologica attesa da vent’anni»

Procida capitale della cultura è un’opportunità anche per Ischia, ma potrebbe essere anche qualcosa che deve farci riflettere sulla nostra capacità di avere una visione, anche audace, e di saper guardare lontano e osare. Che ne pensa?

«Certamente sì, dobbiamo guardare l’esperienza di Procida con la giusta ottica, proprio come quella che Lei ha appena delineato. Non dobbiamo spaventarci all’idea di impegnarci in cose belle e grandi, come Procida ha dimostrato raggiungendo infine un risultato prestigioso. Si tratta di una circostanza che deve farci riflettere sull’opportunità di essere uniti e pensare in grande, senza rimanere sempre rinchiusi all’interno del perimetro isolano, ma andando oltre. A Procida vanno fatti i più sinceri complimenti per la bella vittoria ma soprattutto per lo straordinario lavoro che hanno compiuto. Hanno saputo impostare la candidatura valorizzando le proprie risorse, credo che i risultati saranno positivi per tutte le isole, anzi per tutto il golfo di Napoli: la gente che verrà non si limiterà soltanto a ammirare Procida, ma verrà anche a Ischia, a Capri, visiterà la Costiera Amalfitana e tante altre località della Campania, con un benefico effetto generale, oltre a portare Procida ad ottenere una meritata risonanza a livello nazionale».

«A Procida va indirizzato un grande plauso per il risultato che garantirà benefici anche a Ischia e a tutto il Golfo di Napoli. Dobbiamo imparare anche noi ad essere uniti e a pensare in grande»

Quando arriverà il momento del congedo quale messaggio rivolgerai ai tuoi concittadini?

«Non ci ho ancora pensato, per il momento abbiamo davanti ancora diversi mesi di amministrazione, e voglio impegnarmi fino all’ultimo. Poi, quando arriveremo nell’imminenza della fine del mandato, penserò al messaggio da rivolgere ai miei concittadini».

Articoli Correlati

Un commento

  1. esattamente come tutti e quattro i mandati di vita amministrativa, le grandi opere, l’amministrazione, i funzionari pubblici, i vari consiglieri, e sui cittadini, lo ha detto lui stesso, CI PENSERO’, quindi comunque i concittadini, all’ultimo posto, un grazie e’ quindi doveroso, soprattutto dagli ULTIMI

Rispondi

Back to top button