ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Cas e alberghi, quanto ha speso lo Stato

Chi ha perso la casa come ha fatto? Dov’è andato? Dove abita? E soprattutto: con quali soldi? Chi paga? Ad una settimana dal sisma, il 29 agosto 2017, il capo del Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, ha firmato l’ordinanza che disciplina i primi interventi urgenti conseguenti all’evento sismico che ha interessato il territorio dei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno dell’Isola di Ischia. Chi ha scelto di fittare una casa ha avuto il Cas ovvero il contributo per l’autonoma sistemazione.

Il contributo può raggiungere un massimo di 900 euro mensili. Lo prevede l’ordinanza del capo della Protezione civile. I nuclei familiari composti da una sola unità percepiscono 400 euro, quelli composti da due unità 500 euro, 700 euro quelli composti da tre unità, 800 euro quelli composti da quattro unità e 900 euro quelli composti da cinque o più unità. È possibile disporre di ulteriori 200 euro mensili, anche in aggiunta al limite massimo, se in famiglia ci sono persone con handicap o con invalidità non inferiore al 67% o persone con più di 65 anni. La somma aggiuntiva di 200 euro prevista per la persona ultrasessantacinquenne è cumulabile con ulteriori 200 euro nel caso in cui la stessa persona sia anche persona con handicap o con invalidità non inferiore al 67%. In pratica un nucleo familiare composto da 5 persone di cui una over 65enne ed invalida in misura maggiore al 67% può arrivare ad un contributo di 1.300euro mensili.

Ma c’è anche chi vive in albergo. Un anno in albergo, in pensione completa, è costato alle casse dello Stato italiano la bellezza di oltre 6 milioni e mezzo di euro. Questa la somma che gli albergatori ischitani hanno intascato, o stanno intascando per aver ospitato chi non ha più casa agibile o chi l’ha persa totalmente durante il terremoto del 21 agosto dello scorso anno. Spulciando i numeri si nota come le tariffe applicate siano inferiori rispetto a quelle presenti sui siti internet degli alberghi. In media queste strutture, la maggior parte tre stelle, hanno chiesto intorno ai 35 euro a persona a notte. Diverso, ovviamente, il prezzo applicato in estate, ai turisti. Analizzando le tabelle numerosi sono i dati ‘particolari’. Ci sono strutture non convenzionate che, probabilmente, non saranno pagate o lo saranno solo dopo un contenzioso. Due sono gli alberghi che dopo aver ospitato gli sfollati hanno chiuso. Tante le strutture che non sono state (ancora) pagate per aver prodotto una fattura errata. Poca dimestichezza con il fisco anche tanti altri alberghi che hanno il durc – documento unico di regolarità contabile ovvero il documento con il quale si dichiara la regolarità contributiva nei confronti di Inps e Inail – irregolare e per il quale il Comune di appartenenza diventa sostituto d’imposta. Il dato positivo è che tante di queste strutture, normalmente chiuse durante l’inverno, sono rimaste aperte allungando i contratti di lavoro ai dipendenti e collaboratori. Una magra consolazione rispetto a chi ha perso la propria dimora e si è ritrovata a trascorrere un anno in albergo in pensione completa.

 

Fra.Pag.

Ads

Ads

Articoli Correlati

Rispondi

Back to top button