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Casa Bianca story, da Barano l’emblema dell’abusivismo sull’isola

dalla redazione

BARANO – Le vicende venute alla ribalta della cronaca negli ultimi giorni accendono un riflettore su Ischia per un malaffare di tangenti e corruzione nel Comune di Barano e nell’annessa frazione di Testaccio. Tra le varie questioni contestate e sulle quali sono partite le indagini, anche un tentativo di concussione “finalizzato a fare in modo che l’Hotel Casa Bianca fosse venduto ad un prezzo molto inferiore rispetto a quello di mercato dietro la minaccia implicita dell’abbattimento disposto da un ordine di demolizione”. «C’è un piccolo particolare che viene taciuto: l’Hotel Casa Bianca – spiegano il Consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il Capogruppo del Sole che Ride al Consiglio comunale di Napoli Teresa Ginetta Caiazzo – è  stato costruito, nottetempo, sulla spiaggia dei Maronti. E quella costruzione, come le tante altre ancor più grandi già presenti o in corso di realizzazione, sulla spiaggia dei Maronti non avrebbe dovuto esserci. E’ davvero sconfortante constatare che la legge, ignorata fino ad oggi con colpevole silenzio dell’ente locale, viene finalmente considerata unicamente per fare di essa un uso perverso, la si agita a scopo ricattatorio per “comprarne” l’ennesima violazione. Dunque l’”Hotel” in questione è tra quelle costruzioni nate ed ampliate nell’ultimo trentennio che hanno deturpato uno dei luoghi costieri di maggior valore paesistico della nostra Regione, qual è la Baia dei Maronti. Qui, a mezzacosta o direttamente sulla spiaggia, su suoli demaniali ma, soprattutto, in un’area a rischio idrogeologico conclamato, sotto colline e dirupi, si continua a costruire e ad ampliare case e alberghi già mastodontici (vedi foto) in deroga ad ogni normativa, abusando di beni comuni come il territorio ed il mare e mettendo in pericolo la sicurezza e l’incolumità delle persone. La morfologia e l’orografia dei luoghi, ricchi di fonti di acqua termale e di aree di interesse archeologico per la presenza di terme di epoca romana, è stata pesantemente alterata – continuano Borrelli e Caiazzo – anche dalle cementificazioni a monte e lungo il corso di antichi torrenti che sboccano a mare. Inoltre, nelle valli a ridosso della spiaggia convogliano acque di scarico del circondario e fanghi di origini varie. In esse vengono anche illegalmente gettati materiali edili da demolizione di ogni genere, amianto compreso. Ed è così che all’Olmitello o a Cava Scura basta un po’ di pioggia e la portata dei ruscelli raggiunge una dimensione ed una violenza senza precedenti, una vera e propria “lava di fango” che travolge ed uccide. E’ il caso del gestore dell’“Oasi la Vigna”, in località Olmitello, colpito ed ucciso da un masso nel corso di una piena violenta del torrente, nel febbraio scorso. La “lava” di fango che si riversa a mare, oltre ad essere sintomatica di una grave situazione sul piano idrogeologico, procura un danno enorme al mare : lungo tutta la baia , per una distanza dalla riva di oltre trenta metri, esso diventa per giorni e giorni “un mare di fango”. E bisogna aspettare la calma piatta, che non spiri neanche un alito di vento e, soprattutto, che non cada una goccia di pioggia per poter fare il bagno in un’acqua limpida. Tutto ciò nuoce, fra l’altro, ai tanti concessionari corretti ed onesti che pure operano lungo spiaggia, i quali – concludono i Verdi – rispettano le regole ed hanno mantenuto gli stabilimenti balneari in legno originari senza trasformarli in costruzioni di pessima qualità, per lo più poi anche ampliate in orribili “alberghi”, come hanno fatto invece molti altri. E’ questa dunque l’occasione per andare a fondo, per alzare quel velo di cecità colpevole che da troppo tempo copre illegalità e danni gravissimi per la collettività e per il paesaggio. Per questo l’abusivismo edilizio è un dramma che va condannato e colpito senza se e senza ma» – hanno dichiarato gli esponenti del partito ambientalista.

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