CRONACAPRIMO PIANO

Casa da demolire, arriva la sospensiva

Arriva la sospirata sospensiva per Domenico Schiano, il cittadino gravato dalla spada di Damocle di una demolizione nonostante ogni evidenza documentale a favore della legittimità dell’abitazione

Un enorme sospiro di sollievo. La vicenda vissuta dalla famiglia di Domenico Schiano, cittadino di Lacco Ameno, aveva ricevuto notevole attenzione sui canali social, dove il giovane aveva illustrato la surreale e drammatica situazione che lo vedeva protagonista, incolpevole vittima di perversi meccanismi giudiziari: come alcuni ricorderanno, la sua abitazione (e quella dei suoi due zii) corre il fortissimo rischio di essere abbattuta, nonostante il fatto che ogni documento indica che la casa è dotata della necessaria autorizzazione in sanatoria. In sostanza, un giudice sarebbe risoluto ad andare anche contro l’evidenza documentale, ritenendo “fasulli” gli atti portati dalla famiglia di Domenico a supporto della legittimità dell’abitazione. Una situazione paradossale, kafkiana, al limite dell’assurdo che seppure da un punto di vista insolito riflette l’angoscia vissuta da una famiglia che rischierebbe di finire scacciata dal proprio tetto, pur avendo dimostrato l’esistenza dei titoli abilitativi.

Mesi fa non era servita una superperizia effettuata da uno specialista, che aveva “smontato” il quadro accusatorio e le contestazioni d’illegittimità delle sanatorie ottenute. Ma nei giorni scorsi, proprio quando la famiglia era ormai rassegnata ad abbandonare l’abitazione, con tutti gli oggetti di una vita e gli effetti personali raccolti in decine di scatoloni, ecco arrivare la svolta: l’avvocato di fiducia ha infatti comunicato a Domenico che era stata accolta l’istanza di sospensiva dello sgombero. Tutto fermo, dunque, e spazio alla felicità che di colpo è scoppiata in casa Schiano, tra le grida entusiaste dei bambini e le lacrime di gioia dei più grandi. La vicenda non è ancora conclusa, bisognerà attendere il verdetto della Corte di Cassazione, ma Domenico Schiano è fiducioso: «Siamo innocenti, e lo dimostreremo», dice.

Entrando nel dettaglio “tecnico” della vicenda, il temuto abbattimento riguardarebbe ben tre appartamenti, sorti su un terreno donato dalla nonna di Domenico ai figli purché questi potessero, come poi hanno fatto, costruirsi ciascuno una casa. Costruzioni poi rientrate nel cosiddetto secondo condono del ’94. Eppure, nonostante tutte le evidenze documentali, il tribunale avrebbe continuato a configurare la vicenda come una lottizzazione abusiva. Il grido di aiuto di Domenico Schiano, pieno di dignità e di coraggio, di fronte a un evento che mina alle fondamenta la vita e la serenità della sua famiglia e quella dei suoi parenti stretti, è stato idealmente raccolto da centinaia di cittadini, partecipi del dramma, con innumerevoli condivisioni dei video-denuncia postati on line, insieme alle attestazioni di stima e solidarietà di amici, conoscenti e concittadini. Adesso comincia l’attesa per il verdetto della Cassazione, ma lo spirito è ben diverso rispetto alle settimane e ai mesi scorsi, per fortuna.

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