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Casamicciola Alta, c’è un serbatoio pieno d’acqua, ma i rubinetti restano ancora a secco

Soldi della ricostruzione spesi e impianti non utilizzati

Mentre sull’isola d’Ischia si annuncia il graduale ritorno alla normalità dopo i disagi causati dal blackout che ha colpito la centrale di sollevamento di Mugnano di Napoli, nella parte alta di Casamicciola Terme continua a consumarsi una situazione che i residenti definiscono ormai insostenibile.

Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, l’emergenza idrica dovrebbe rientrare entro la giornata odierna in gran parte dell’isola. Tuttavia, per gli abitanti della zona alta di Casamicciola la realtà appare ben diversa: anche oggi, salvo imprevisti cambiamenti, l’acqua non arriverà nelle abitazioni, aggravando una condizione che si trascina da tempo e che colpisce centinaia di famiglie.

L’aspetto che rende la vicenda ancora più difficile da comprendere è l’esistenza del serbatoio di via Santa Barbara, recentemente ricostruito grazie ai fondi destinati alla ricostruzione post-sisma. Una struttura moderna, colma d’acqua, ma che non sarebbe ancora operativa. Il manufatto, di proprietà dell’Acquedotto Campano e attualmente in uso alla CISI, rappresenta agli occhi dei cittadini una risorsa potenzialmente fondamentale per garantire l’approvvigionamento della zona alta, ma che continua a restare inutilizzata.

I residenti chiedono di conoscere le ragioni che impediscono l’attivazione del serbatoio e, soprattutto, quali interventi siano ancora necessari affinché possa finalmente essere messo al servizio della collettività. Domande che, ad oggi, attendono risposte concrete.

La situazione assume contorni ancora più gravi se si considera il contesto territoriale. L’area interessata è infatti quella maggiormente segnata dalle tragedie che hanno colpito Casamicciola negli ultimi anni: il terremoto del 2017 prima e la devastante alluvione del 2022 poi. Un territorio che continua a convivere con ferite profonde, cantieri, disagi e difficoltà quotidiane.

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Nonostante tutto, centinaia di nuclei familiari hanno scelto di restare nelle proprie case, affrontando sacrifici e problemi di ogni genere. Eppure oggi si ritrovano ancora una volta a fare i conti con un bene essenziale che manca: l’acqua.

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Con temperature torride e consumi inevitabilmente aumentati, l’assenza di un servizio idrico regolare non rappresenta soltanto un disagio, ma diventa un problema di carattere sociale e sanitario. Famiglie, anziani e persone fragili sono costretti a organizzarsi con scorte e soluzioni di emergenza, mentre cresce il senso di abbandono tra chi vive nelle aree più alte del comune.

Se per il resto dell’isola si parla di emergenza in via di risoluzione, a Casamicciola Alta resta aperto un interrogativo che i cittadini pongono con forza alle istituzioni competenti: come è possibile che un serbatoio ricostruito, pieno d’acqua e strategico per il territorio non sia ancora utilizzato per alleviare una crisi che continua a lasciare senza approvvigionamento centinaia di persone?

Una domanda alla quale è necessario dare risposte rapide e soprattutto soluzioni concrete. Perché dopo il terremoto e l’alluvione, i residenti della parte alta di Casamicciola non possono continuare a essere considerati cittadini di serie B.

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