CRONACAPRIMO PIANO

Casamicciola, arriva l’occupazione coatta dei fondi in via Nizzola

Lo stallo nella demolizione di un fabbricato induce il sindaco della cittadina termale a varare una nuova ordinanza. Ecco tutti i dettagli di una vicenda che si trascina ormai da mesi

Con ordinanza sindacale n. 13 del 19 giugno 2024, come anticipatovi dalle pagine del nostro quotidiano, si consegna alle cronache delle difficili demolizioni coatte degli immobili danneggiati dal sisma e dall’alluvione dei Casamicciola Terme, anche l’ordinanza contingibile ed urgente per motivi concernenti l’incolumità pubblica per esecuzione di lavori di demolizione manufatti gravemente danneggiati alla via Nizzola – integrazione ordinanza n. 5 del 21febbraio 2024. Insomma, capisce bene il lettore la strada irta che attraversa la ricostruzione di Casamicciola Terme dove in quattro mesi non si riesce a finalizzare un “ordine di servizio”.

Ma andiamo a raccontare i fatti. Il sindaco Giosi Ferrandino di concerto con il Commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini dispongono che si occupi con effetto immediato, in uso ed in via temporanea, per l’intera durata dei lavori di demolizione previsti, il fondo adiacente il fabbricato di via Nizzola che dovrà essere abbattuto per essere forse delocalizzazioni altrove. Sono ormai quasi quattro mesi mesi e la procedura stenta a decollare, tra problemi tecnici legati agli abbattimenti in aggregato, questioni di proprietà legate al vicinato e timori che (come accaduto con i fanghi del Casale a Forio) le occupazioni temporanee diventino definitive ed i cittadini perdano persino quel poco di terra che gli è rimasto. A questo di aggiungono gli affari in stile mecca degli appalti, tra nuove richieste economiche della ditta appaltatrice de lavori di abbattimento, e forzature tecniche, tra chi sui 100 mila euro inizialmente offerti per l’opera di abbattimento, ora chiede 150mila euro per soddisfare il disagio e la difficoltà del cantiere insulare. Fatto sta checon Ordinanza del Sindaco di Casamicciola Terme n. 5 del 21 febbraio 2024 per motivi concernenti l’incolumità pubblica per esecuzione di lavori di demolizione manufatti gravemente danneggiati alla via Nizzola” è stato, tra l’altro, ordinato ai proprietari dell’immobile sito alla via Nizzola, di procedere ad horas, nel tempo massimo di giorni 7 alla demolizione dell’immobile danneggiato dal sisma. Constatata l’inottemperanza di quanto richiesto, il Commissario straordinario provvederà in danno agli interventi edilizi di demolizione dell’immobile situato alla Via Nizzola. Il tutto finalizzato a tutelare l’incolumità, la sicurezza urbana e la salute pubblica nonché la speditezza dei lavori di ricostruzione”. La Polizia Municipale però il 15 marzo 2024, è stata constata l’inottemperanza alla suddetta ordinanza, risultando il fabbricato ancora in situ. Con noto protocollo 6905 del 18 marzo 2024, si legge nelle disposizioni governative, è stato pertanto richiesto alla Struttura commissariale di procedere alla demolizione delle opere. Il Commissario Straordinario ha avocato a sé l’onere della demolizione Lione e con proprio Decreto n. 1918 del 13 marzo 2024 è stato, tra l’altro, decretato di nominare l’Arch. Marco Raia, già in comando presso la Struttura Commissariale, quale Responsabile Unico di Progetto per gli interventi di demolizione di cui si tratta e di dargli mandato per predisporre gli atti necessari per la celere attuazione.

Raia finalizzato cartolarmente il progetto, il 31 maggio scorso ha addebitato la mancata esecuzione dell’intervento addossando ai vicini con nota prot. 4988U/CS/ISCHA del 31 maggio 2024, l’impossibilità di lavorare. Il RUP arch. Marco Raia comunica che: “facendo seguito all’inizio dei lavori in oggetto avvenuto in data odierna, si è rilevata la necessità di accedere al fondo adiacente il fabbricato oggetto di demolizione, al fine di procedere alla esecuzione dei predetti lavori in condizioni di sicurezza. Rilevata l’indisponibilità dei proprietari a concedere l’accesso al suddetto fondo, trattandosi di lavori conseguenti ad ordinanza sindacale per motivi contingibili e urgenti, si chiede di emettere ordinanza dianche per l’occupazione temporanea dell’area”. Successivamente il 17 giugno Raia precisa le particelle interessate dalla predetta occupazione e con Legnini sollecita “l’urgenza e l’indifferibilità di interventi finalizzati a scongiurare ulteriori futuri eventi che possano minacciare la pubblica e privata incolumità, nonché la sicurezza urbana, e che possano consentire il ritorno dei cittadini attualmente evacuati, in piena sicurezza, alle proprie abitazioni”. Gli interventi di demolizione dell’immobile di Via Nizzola non sono ulteriormente procrastinabili al fine di un avvio concreto delle opere di ricostruzione, nonché di messa in sicurezza del territorio, pertanto i decisori hanno ritenuto necessario integrare l’Ordinanza del Sindaco emessa a febbraio al fine di consentire alla Struttura commissariale, nella persona del Commissario Straordinario, del RUP e dei dirigenti competenti, di predisporre gli atti necessari per la rapida attuazione degli interventi, tra cui quelli per l’occupazione temporanea del fondo vicino al fabbricato da abbattere al fine “di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. Giosi Ferrandino per le ragioni ampiamente esposte integra quanto già deciso aggiungendo alla fine del dispositivo il seguente punto: “La Struttura commissariale, nella persona del Commissario Straordinario, del RUP e dei dirigenti competenti, occupi con effetto immediato, in uso ed in via temporanea, per l’intera durata dei lavori di demolizione previsti, il fondo adiacente il fabbricato oggetto di demolizione, , al fine di procedere alla esecuzione dei predetti lavori in condizioni di sicurezza. Si ordina, pertanto, di predisporre gli eventuali e/o ulteriori atti necessari per la rapida attuazione degli interventi, al fine di procedere celermente alle operazioni di demolizione in massima sicurezza, prevenendo il verificarsi di eventuali situazioni di pericolo che possano minacciare l’incolumità pubblica e privata. Dovranno altresì essere adottate tutte le opportune attenzioni necessarie a non arrecare alcun danno alle predette proprietà durante le operazioni di demolizione che, se accertate, dovranno essere risarcite”. I fondi sono di proprietà della famiglia Di Massa.La forza pubblica vigilerà sull’ordinanza, avverso la quale è comunque possibile esperire ricorso nei modi e nei termini previsti dalla legge.

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