CRONACA

CASAMICCIOLA Casa occupata a Perrone, arriva lo sgombero

Nuovo intervento delle forze dell’ordine ieri mattina nel quartiere Perrone a Casamicciola Terme, dove Polizia di Stato e Carabinieri, con il supporto dei Vigili del Fuoco, sono intervenuti per eseguire lo sgombero di un alloggio popolare occupato abusivamente. Presenti anche Asl, servizi sociali ed esperti della protezione animali. Dopo iniziali resistenze, gli agenti hanno forzato l’ingresso dell’abitazione, allontanando gli occupanti. L’immobile, situato tra via Cumana e via Mortito, era stato ritenuto in passato in stato di abbandono, circostanza che avrebbe favorito l’ingresso notturno di una giovane coppia con un figlio piccolo. La vicenda risale alla fine di ottobre 2024, quando l’appartamento fu occupato dopo la forzatura delle serrature. L’episodio aveva dato avvio a un’indagine per accertare lo stato reale dell’alloggio. Dalle verifiche è emerso che l’abitazione risultava assegnata a una donna di Barano, impegnata in un contenzioso con l’IACP per infiltrazioni dal tetto. L’immobile, in attesa di certificazione di agibilità, era considerato non abitabile. La denuncia della legittima assegnataria ha portato all’identificazione degli occupanti, una famiglia già colpita dall’alluvione del 2022. Fin dall’inizio, la presenza del minore ha richiesto l’intervento dei servizi sociali, che avevano disposto l’affidamento intra-familiare del bambino. La coppia era stata denunciata per occupazione abusiva.

Successivamente il sindaco Giosi Ferrandino ha firmato l’ordinanza di sgombero, disponendo la liberazione dell’immobile, il distacco delle utenze e la restituzione all’ente pubblico. Nel provvedimento venivano evidenziate le condizioni precarie dell’alloggio, con umidità diffusa e assenza di arredi. L’intervento di ieri rappresenta l’esecuzione del provvedimento dopo mesi di tentativi. Durante le operazioni è stata segnalata anche la presenza di un cane all’interno dell’abitazione, ritenuta non compatibile con le condizioni dell’immobile. La vicenda resta ora all’attenzione dell’autorità giudiziaria, chiamata a valutare le responsabilità legate all’occupazione.

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