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Casamicciola, dall’Utc nuovi permessi a costruire

Nuovi permessi a costruire sono stati rilasciati dall’Ufficio tecnico di Palazzo Bellavista nelle ultime settimane. Tra coloro che si sono visti concedere il titolo edilizio vi è anche la cooperativa di pescatori “Il piccolo Golfo”. La cooperativa aveva chiesto un permesso di costruire per le “Opere finalizzate all’installazione di due moduli prefabbricati per la vendita del pescato, nei pressi dell’area parcheggio denominata “Ancora””,  nell’ambito portuale di Casamicciola, presso il lato di levante. I due prefabbricati potranno essere eretti con alcune vincolanti prescrizioni: l’ancoraggio al suolo dovrà avvenire come da progetto, cioè senza realizzare alcuna piattaforma in cemento; inoltre,  la persistenza del fabbricato è legata alla durata della concessione demaniale marittima, e al parere paesaggistico con validità di cinque anni. In tal modo sarà assicurata per un lustro la possibilità di vendere i prodotti ittici freschi in prossimità dell’attracco delle barche utilizzate per la pesca. Poco distante, su corso Luigi Manzi, un locale a destinazione commerciale si è visto riconosciuto il permesso per lL’installazione di una pedana mobile di mq 26,40 e di una tenda ombreggiante di mq 21,60 con la vincolante prescrizione che la pedana in questione  deve essere realizzata con una struttura modulare facilmente smontabile, e non deve eccedere dall’area data in concessione.

I permessi sono stati ovviamente rilasciati facendo salvi i diritti dei terzi, oltre alla “piena osservanza di tutte le norme di legge e regolamenti che disciplinano l’attività edilizia e nel rispetto di altre eventuali autorizzazioni e concessioni da richiedere a cura e spese del committente, avvertendo che eventuali lavori non autorizzati saranno perseguiti ai sensi della vigente normativa urbanistica. Ciò non incide sulla titolarità della proprietà e di altri diritti reali relativi agli immobili realizzati per effetto del suo rilascio. Un altro permesso a costruire, questa volta in sanatoria, riguarda una risalente richiesta di concessione edilizia (all’epoca così denominata) inoltrata ai sensi della legge 47/85, il cosiddetto primo condono per gli interventi abusivi consistenti nella realizzazione di un manufatto al piano terra con area cortilizia con destinazione residenziale, localizzato in Via Ombrasco. Permesso che è stato concesso, constatato tra l’altro il pagamento dei vari oneri concessori e i conguagli d’oblazione per un totale di circa tremila euro. Ulteriore titolo è stato rilasciato per la realizzazione di un varco in un muro di cinta con l’installazione di un cancello di ferro nei pressi di un immobile situato presso la piazzetta “Vescovo Mennella”.

Tra i vari permessi a costruire, l’Ufficio tecnico guidato dall’architetto D’Andrea ha anche emesso un’ordinanza di demolizione nei confronti di un residente che era già stato destinatario di un analogo provvedimento quasi un anno, a cui aveva ottemperato mediante ripristino dello stato dei luoghi, ma che aveva provveduto nuovamente alla realizzazione senza idoneo titolo abilitativo delle medesime opere contestate nella citata Ordinanza e consistenti nella rimozione di terreno per circa mc. 10,90 per meglio accedere all’interno del lotto di terreno, nonché nell’ampliamento del preesistente varco mediante la rimozione di una parte di “parracina”. Inoltre era stato apposto un cancello precario per la delimitazione della proprietà, composto da lamiera e rete, largo circa mt. 2,50 ed alto circa mt. 2,00, e installate alcune lamiere sul ciglio della parracina a confine con la strada pubblica, ancorate in modo precaria a pali di legno infissi nel terreno, per una lunghezza di mt 14,50 circa. I lavori in questione sono stati tutti realizzati in via Cognole. Il titolare ovviamente ha la possibilità di proporre ricorso al Tar entro 60 giorni oppure al Capo dello Stato entro 120 giorni. In caso di inottemperanza, comunque, rischia anche una sanzione fino a 20mila euro.

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