CRONACA

Casamicciola e il caso clochard, il sindaco: «Nessuna indifferenza, accuse inaccettabili»

Il primo cittadino, più volte attivatosi per risolvere il problema, risponde alle polemiche

La vicenda di Giovanni, il clochard che si aggira a piazza Marina, ha sollevato alcune polemiche sui social network, in particolare verso le presunte mancanze delle istituzioni verso la situazione dell’uomo, di origine polacca. Il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna, che da mesi si spende per trovare una soluzione, vista anche la situazione oggettivamente insostenibile del soggetto che davanti a passanti e bambini spesso si denuda in pieno giorno per defecare presso l’ingresso del Municipio, ha affidato ai suoi canali social una lunga replica: «Credo che al mondo ci siano poche persone come il sottoscritto – scrive il primo cittadino del comune termale – che rispettano l’opinione di tutti e la tengono in considerazione, sempre. Però dopo aver letto una serie di commenti sui social a proposito della condizione e della situazione di Giovanni, il clochard che ormai è di casa a Piazza Marina e dintorni, non posso fare a meno di rispondere con una serie di precisazioni. Perché il sottoscritto, da sindaco e da uomo, è pronto a cospargersi il capo di cenere quando commette errori, ma non può accettare di finire alla gogna – per giunta accusato di menefreghismo – per una vicenda che invece lo ha visto impegnato ben più di quanto la veste istituzionale avrebbe imposto ed a qualsiasi ora del giorno e della notte». Poi il sindaco precisa: «Si parla della condizione di salute di Giovanni: ricordo a me stesso (e mi duole farlo, perché vorrei che certe cose restassero riservate) che personalmente ho attivato una serie di canali per prestare soccorso a quest’uomo, io stesso l’ho accompagnato presso il centro di Forio e più volte all’ospedale Rizzoli perché potesse sottoporsi alle cure del caso. Ho più volte chiesto l’intervento del 118, ho scritto ripetutamente all’ASL. Giovanni rifiuta ogni tipo di cura e assistenza, al massimo si concede una doccia ogni qualvolta qualcuno gli va in soccorso e poi ritorna alla sua esistenza quotidiana. Non è possibile nemmeno attivare le procedure perché io da sindaco possa prescrivere un trattamento sanitario obbligatorio. E tralascio per ovvi motivi una serie di iniziative di solidarietà». Castagna conclude lanciando una proposta di collaborazione: «Ad ogni modo, siccome non amo le parole ma preferisco i fatti invito – e, credetemi, lo faccio senza alcun tono polemico – i rappresentanti del CUDAS, delle associazioni e di tutti coloro che hanno (davvero) a cuore le sorti di questa persona, a recarsi presso la casa municipale. Dove potranno tranquillamente appurare, dati alla mano, che il sottoscritto e l’amministrazione non siamo rimasti assolutamente indifferenti rispetto a questo caso umano. Per chi volesse davvero sapere come stanno le cose, e non vomitare offese senza nemmeno conoscere in minima parte i fatti, le porte del municipio sono aperte. E magari suggerire qualche soluzione che potrebbe esserci sfuggita: sarebbe un’iniziativa lodevole e costruttiva, piuttosto che sparare a zero sui social. Scusatemi per lo sfogo, ma davvero questo è uno “schiaffo” dinanzi al quale è impossibile porgere l’altra guancia».

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