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CRONACA

Casamicciola e la depurazione, le ragioni per dire “no”

Pubblichiamo la quarta e ultima puntata della dettagliata relazione che l’ingegner Peppino Conte ha inoltrato per conoscenza al Comune di Casamicciola: anche la storia dà ragione al professionista, ecco perché…

DELL’ING. GIUSEPPE CONTE

Il professore dopo aver descritto il processo chimico-fisico che avviene durante lo smaltimento a fondale, conclude così la sua lezione: “non va dimenticata la benefica influenza del diffusore, posto sulla parte terminale della condotta sottomarina, che, frazionando il liquame in più getti, favorisce il processo di diffusione successivo, con conseguente incremento della diluizione iniziale (oltre che ridurre fattori nocivi secondari di intorbidimento e deossigenazione)”. Pertanto, alla luce di quanto segnalato, si sottolinea come sia necessario procedere ad una mitigazione immediata degli eventuali fattori di rischio ambientale. La realizzazione dei depuratori comporta dei tempi lunghissimi, mentre in un anno è possibile fare le condotte: si migliorano e si ottimizzano le fasi di pretrattamento e la situazione migliora immediatamente, come giustamente ritengono i professori dell’Università di Napoli, tenuto anche conto che lo stesso discorso è stato fatto dal Portogallo, che peraltro ha avuto una deroga per quelli che sono i contesti molto più invasivi delle isole minori italiane, vedendo la presenza anche di impianti industriali.

CONCLUSIONI

EXURSUS STORICO

Nell’isola d’Ischia negli anni ’50 la problematica dei reflui era trascurabile. Successivamente, a seguito dell’incremento turistico e della crescita della popolazione locale non è corrisposto un’adeguata e programmata organizzazione del territorio ed un conseguente sviluppo dei sottoservizi, tra i quali la rete fognaria. L’esigenza della depurazione delle acque dell’isola d’Ischia nasce a partire dagli anni ’70, in Campania, in seguito all’epidemia del colera. Dopo la bocciatura di alcune proposte, come quella che voleva la costruzione di un unico depuratore che servisse tutta l’isola, il CAFI prima e il CISI poi, subentrati alla Cassa per il Mezzogiorno, proposero la costruzione dei cosiddetti “depuratori medi”, ovvero di un depuratore ogni 2 comuni (Casamicciola Terme e Lacco Ameno, Forio e Serrara Fontana, Ischia e Barano). Tale proposta venne adottata anche dal Commissariato di Governo, istituito dal Ministero degli Interni a far data dal 1999, per la tutela delle acque della regione Campania al quale fu affidata la gestione della depurazione.

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I territori comunali di Casamicciola Terme e Lacco Ameno si sviluppano in area limitata a monte da una struttura collinare, a valle dal mare; il territorio abitato è costituito da un centro urbano principale e da alcuni centri abitati distribuiti nel territorio in siti quote diverse. Considerati i fatti naturali che condizionano Casamicciola e Lacco Ameno, è difficile trovare un giusto collocamento dell’impianto di depurazione unico per i due comuni. La fognatura per le situazioni piano altimetriche del territorio ha un disegno univoco per lo scorrimento delle acque di fogna dalle colline a monte verso il litorale marino di valle; l’esistente rete costruita con vari separati interventi, confluisce sulla strada litoranea ex ANAS. Tutti i progetti approvati dai Comune di Casamicciola e Lacco Ameno hanno proposto un disegno di rete affluente verso un collettore unico posizionato lungo la strada litoranea ex ANAS. Attualmente i comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno sono dotati di due condotte sottomarine in prossimità delle quali sono state allocate delle vasche di pretrattamento a 3 fasi in cui confluiscono i reflui: in via S. Girardi nel piazzale antistante il bar “Topless” per il comune di Casamicciola Terme, in località Capitello per il comune di Lacco Ameno.

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La normativa vigente (europea) prevede che il trattamento delle acque inquinanti sia totale ovvero trattamento primario, sedimentazione, ossidazione. La collocazione di un impianto di depurazione nel territorio comunale, a servizio anche delle acque di fogna del Comune di Lacco Ameno, non trova facile ubicazione sia per la vigente normativa sia per la notevole consistenza di opere di adduzione all’eventuale impianto e di derivazione verso lo scarico sottomarino, tenuto conto che il collettore è necessariamente posizionato lungo il litorale. Visto che nella prima parte della presente relazione, è stato dimostrato che il “Progetto di fattibilità tecnica ed economica per l’intervento di realizzazione dell’impianto di depurazione a servizio dei Comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno”- Isola di Ischia”, redatto dalla RTP TECNOSISTEM S.p.A. (mandataria), localizzato presso il sito denominato “ex parcheggio A.N.A.S” di Casamicciola Terme, allo stato dei fatti non può essere dichiarato fattibile, sia dal punto di visto Tecnico che Economico; visto che, qualora si volesse effettivamente costruire il depuratore così come previsto nel progetto di fattibilità, per la sua realizzazione occorrerebbero tempi lunghissimi sia per le successive fasi di progettazioni sia per l’esecuzione dell’opera con costi molto alti ed interventi, non previsti in progetto, che andrebbero ad incidere sull’intero ecosistema della zona senza alcuna certezza della loro concreta esecuzione, in quanto per questi ulteriori interventi non è stato predisposto il progetto di fattibilità tecnica ed economica; visto, altresì, che il sito di intervento è soggetto a pericolosità con rischio frane e tracimazione/inondazione come da Piano Difesa Coste non evidenziato nel Documento di indirizzo alla progettazione.

La soluzione migliore, la più semplice, potrebbe essere l’utilizzo della struttura dell’impianto di trattamento primario di Casamicciola Terme che è assoggettabile ad ampliamenti con opportuni interventi mirati anche alla salvaguardia ambientale dell’intera zona. Infatti, l’impianto di trattamento primario del comune è ubicato a valle della strada litoranea ex ANAS (zona bar Topless) a distanza di un chilometro dal confine Casamicciola – Lacco Ameno. L’area impianto e le strutture murarie sono protette dalle scogliere e dalle strutture del Porto. Alla luce di quanto sopra, tenuto conto che la condotta sottomarina è già stata calcolata e viene attualmente utilizzata a servizio dell’impianto di trattamento primario, il depuratore, a servizio dei due comuni, potrebbe essere costruito presso l’area Topless mediante un opportuno ampliamento dello stesso impianto di trattamento primario. Il collettore al servizio dell’abitato di Lacco Ameno dovrebbe essere ristrutturato e integrato, unitamente alle centrali di sollevamento, di cui alcune già presenti e funzionanti lungo lo sviluppo del collettore. La rete fognaria non avrebbe nessuna variante, essendo come premesso tributaria dell’unico collettore costiero posato lungo la strada ex ANAS. Inoltre, nel disegno e nel funzionamento delle reti si acquisisce una economia di strutture rete, venendo ad essere la raccolta di acque inquinanti di quota parte del territorio comunale di Lacco Ameno per situazioni piano altimetriche naturali tributarie della rete fognaria di Casamicciola Terme.

L’esistente impianto di trattamento primario in Lacco Ameno, opportunamente rivisitato, acquisirebbe la triplice funzione: 1) sede del sollevamento da Lacco Ameno a Casamicciola Terme; 2) scarico in mare con trattamento primario per fuori servizio dell’impianto di depurazione unico di Casamicciola Terme;3) trattamento primario delle prime acque di fogne. Prima però di procedere all’ampliamento dell’impianto zona bar topless, si deve definire la fase primaria di depurazione (nel caso dei comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno la fase primaria si può definire solo adeguando gli impianti di pretrattamento già realizzati sul finire degli anni ottanta e sostituendo le vecchie condotte sottomarine), metterla in uso e monitorare i risultati, perché è probabile che solo con la fase primaria potremmo andare a rispettare i risultati attesi, anche secondo i parametri del Dlgs 152/2006 senza alcuna necessità di procedere alla fase secondaria della depurazione e quindi senza nessuna necessità di mutare il luoghi dello smaltimento a fondale delle acque reflue dei comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno.

Se si volesse continuare a sostenere la scelta di costruire il depuratore presso l’ex parcheggio ANAS e qualora avessero realmente inizio i lavori, certamente non nei tempi brevi, attigui all’ex Strada statale che collega tutti comuni, nelle vicinanza dell’Eliporto e dell’Ospedale Anna Rizzoli, si rischierebbe di bloccare, dati presupposti enunciati nella relazione generale di progetto, le attività turistiche e commerciali di buona parte dell’Isola d’Ischia. Si tenga presente che dopo tanti anni di commissariamento, RUP, incarichi di progettazione, indagini e quant’altro, con milioni di euro impegnati, a tutt’oggi nell’isola d’Ischia, solo l’impianto di depurazione a servizio dei comuni di Barano e Ischia dal 2005 è in fase di costruzione, con i lavori bloccati per varie problematiche tecniche ed amministrative; per quello a servizio dei comuni di Serrara Fontana e Forio, la società incaricata non ha ancora prodotto il progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica; infine, per il progetto al servizio dei Casamicciola e Lacco Ameno, credo che abbiamo raccontato a sufficienza la sua storia.

4 – FINE (le precedenti puntate sono state pubblicate nei giorni 8, 9 e 10 giugno)

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