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Casamicciola e le parcelle, è assalto alla diligenza

Di Francesco Ferrandino

CASAMICCIOLA TERME. Quasi duecentocinquantamila euro. In pratica mezzo miliardo delle vecchie lire. È questa la cifra la cui liquidazione è stata sollecitata due settimane fa dall’ing. Angelo Manzi al Comune di Casamicciola, cifra comprensiva delle richieste di pagamento firmate dal suo legale, l’Avvocato Nunzia Piro, che presso lo stesso ente ricopre anche la carica di consigliere del civico consesso, oltre alla delega allo sport. Una somma di per sé non trascurabile, ma che di questi tempi, col paese termale che galleggia nel pre-dissesto, assume contorni ancor più rilevanti e che rappresenta un colpo sicuramente pesantissimo per le esauste casse comunali. Dal punto di vista “tecnico”, la richiesta di pagamento presentata costituisce il compenso per l’assistenza legale prestata al Comune in difesa di alcuni amministratori coinvolti in due procedimenti penali riguardanti concessioni edilizie che secondo l’accusa erano state rilasciate in modo improprio. L’avvocato Piro difendeva in giudizio proprio Angelo Manzi oltre a Peppe Conte, assessori e componenti di quella Commissione Edilizia che avrebbe rilasciato le concessioni contestate. I procedimenti giudiziari iniziarono nel 1993-94, per poi terminare nel 1997-98. Uno si concluse per intervenuta prescrizione e l’altro con l’assoluzione dei due amministratori. Sono quindi passati diciassette anni dalla conclusione del contenzioso. La “parcella” arriva in un momento particolare, non solo per il già citato stato di dissesto del Comune di Casamicciola, ma anche perché la Corte dei Conti ha bocciato il piano di predissesto, perché l’ente non è riuscito a dimostrare di essere consequenziale a quanto asserito in tale documento: in pratica, vi è una notevole discordanza tra quanto era stato dichiarato nel piano, e l’effettivo comportamento in concreto tenuto dall’amministrazione. Entro fine mese, il Comune potrà presentare ricorso contro il diniego della Corte. Inoltre, la Giunta ha emanato una delibera in cui si invitano gli avvocati che hanno prestato la loro opera all’Ente, a presentare a quest’ultimo le parcelle con relativa documentazione, sempre entro la fine di novembre. Tale decisione scaturisce proprio da una delle censure mosse dalla Corte dei Conti, che contesta al Comune la mancata “sistemazione” della massa del contenzioso legale. L’ente di palazzo Bellavista vuole quindi arrivare a presentare il ricorso dopo aver assolto le pendenze con i vari professionisti. Tutto legittimo, come legittima è la presentazione della richiesta di pagamento firmata dall’avv. Nunzia Piro. Le perplessità vengono dal fatto che la nota professionista riveste anche, come abbiamo ricordato in apertura, la carica di consigliere comunale, quindi certamente al corrente dello stato in cui versano le dissestate finanze comunali. In pratica, come amministratore pubblico si cerca di sanare o quantomeno di ridurre le conseguenze del pre-dissesto del Comune, mentre come privato cittadino e libero professionista si trova a infliggere una sonora batosta, per quanto legittima, all’ente stesso. Vista l’apparente “collisione” tra i ruoli e l’ingente somma richiesta, viene spontaneo porsi alcune domande, soprattutto pensando ai cittadini casamicciolesi che sopportano e continueranno a sopportare direttamente le conseguenze del pre-dissesto (se tale rimarrà). Innanzitutto, sarebbe opportuno verificare se siano state notificate al Comune le sentenze oggetto di tale richiesta nelle forme di rito, unitamente all’esistenza di atto deliberativo con cui l’ente abbia recepito la circostanza che l’avvocato Piro ha difeso i due amministratori imputati, quando i relativi processi si sono conclusi. Così come andrebbe preventivamente appurato se le sentenze rese dal tribunale in ordine ai reati contestati agli amministratori sono di tenore assolutorio con formula piena. Non sarebbe forse il caso di chiedere un parere all’Avvocatura Distrettuale prima di procedere al pagamento della parcella? Fra l’altro, visti i pochi giorni di tempo che restano per il ricorso alla Corte dei Conti, al cui cospetto l’amministrazione vuole mostrarsi “virtuosa” nella gestione della difficile situazione finanziaria, riusciranno il segretario e i responsabili degli uffici interessati a espletare tutti i controlli di legge, prima che il Comune proceda all’esborso di tale ingente somma? A questi interrogativi ci sembra doveroso o almeno opportuno dare delle risposte concrete. Ricordiamo che la richiesta di pagamento presentata dall’avv. Piro si inquadra nell’ultima delle tre sezioni in cui è ripartita la delibera di Giunta n.167 dello scorso 16 novembre, tesa a chiudere le pendenze con i professionisti che a vario titolo hanno collaborato con l’ente, e precisamente nelle “Richieste di pagamento onorari da parte dei difensori che hanno assunto la difesa degli amministratori comunali”, che nello specifico prevede che “il Responsabile preposto alla gestione degli affari legali, dovrà effettuare preventivamente una istruttoria per la valutazione di congruità della parcella e, all’esito di questa istruttoria, offrirà al legale il 40% (quaranta per cento) nel senso che offrirà il 40% dell’importo ritenuto congruo, oltre IVA e CPA, senza interessi e senza rimborso forfettario. Le spese vive debitamente documentate dal legale saranno riconosciute per intero”. Intanto i cittadini attoniti osservano questi “virtuosismi” amministrativi, che non sempre coincidono con una “virtuosa” gestione della cosa pubblica.

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