POLITICAPRIMO PIANO

Casamicciola e le sliding doors legate al ricorso al TAR

Il 30 novembre si avvicina e iniziano a configurarsi i possibili scenari nel caso in cui la maggioranza di Giosi Ferrandino resti in sella o venga “spodestata”. Ecco tutte le soluzioni prospettabili, gli incroci, le aspettative, le aspirazioni. E anche un’imbarazzante provocazione: siamo certi che in caso di accoglimento a sorridere non sarebbe lo sconfitto?

Non è domani mattina, ma non è nemmeno tra una vita. A Casamicciola, più passano i giorni e le settimane, più si avvicina la fatidica data del 30 novembre. Quella nella quale il Tar Campania dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato da Abramo De Siano – candidato alle ultime elezioni amministrative con la lista “Per Casamicciola” – che chiede l’annullamento delle elezioni e di conseguenza che si ritorni alle urne. Dentro o fuori, ed è chiaro che gli scenari e le ipotetiche sliding doors che si aprirebbero se il ricorso fosse accolto o respinto potrebbero essere molteplici e soprattutto diverse. Se Giosi Ferrandino e i suoi saltano l’ostacolo a piè pari verosimilmente tutto rimane come prima e nell’immediatezza nulla si muoverà. Poi, certo, più avanti qualche puntellamento o anche scrematura all’interno dell’attuale maggioranza di governo ci potrebbe pure stare, ma sono ragionamenti che potrebbero essere affrontati con tutta la calma di questo mondo. Tra l’altro il gruppo giosiano non manca di esprimere ottimismo sull’esito ad ogni latitudine e longitudine basandosi su rassicurazioni di natura giuridico-legale ma anche sulla scaramanzia: Ferrandino, infatti, di ricorsi non ne ha mai perso uno e questo sembra rasserenare la squadra. Il quesito sicuramente più interessante (tanto dal punto di vista politico quanto da quello mediatico) è invece un altro: se il ricorso dovesse invece cogliere nel segno, quali scenari andrebbero a configurarsi?

Ecco, è in questa ottica che invece bisogna ragionare e non poco. L’accoglimento poterebbe ad un lungo inverno di campagna elettorale nella cittadina termale in attesa delle elezioni di primavera, con gli schieramenti ben delineati. Ma siamo sicuri di questo? Noi, francamente, ci andremmo cauti. Dal responso delle urne del 15 maggio ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti: il gruppo che sosteneva la candidatura a sindaco di Peppe Silvitelli, si è pian piano sfaldato. Adesso la geografia è la seguente: camminano a braccetto lo stesso Silvitelli, Stani Senese, Annalisa Iaccarino ed Abramo De Siano, sostenitori a tutti gli effetti del ricorso (dal quale, e questo va detto, non hanno mai preso le distanze, atteggiamento in linea con l’inquietante e imbarazzante silenzio che li caratterizza). Il feeling con Abramo è certificato dal fatto che la Iaccarino lo proporrà come nome condiviso per l’elezione quale membro della Commissione Paesaggio. Ovviamente, lui come chiunque altro troverà disco rosso: Giosi Ferrandino renderà pan per focaccia approfittando dello stesso modus agendi con il quale nella seconda sindacatura di Giovan Battista Castagna la maggioranza fece asso pigliatutto senza concedere un componente della commissione all’opposizione. Insomma, chi di “all in” ferisce, allo stesso modo perisce.

E poi c’è il gruppo guidato dall’architetto Luigi Mennella (ah, quanto si sente la sua mancanza in questo clima “soporifero”…) che non sapendo che strada prendere – almeno per il momento – resta ancorato a Peppe Silvitelli. L’alternativa sarebbe quella di comporre una lista con tutti gli odiatori seriali di Giosi Ferrandino, e la soluzione sarebbe tutto sommato anche di quelle percorribili. Poi c’è Giovan Battista Castagna che resta defilato, quasi alla finestra, a fare da spettatore: l’ingegnere aspetterebbe, in caso di ritorno alle urne, che qualcuno lo richiami per ricandidarsi a sindaco. E’ vero, da una parte ha perso pezzi importanti lungo il cammino ma in fondo ha sempre un pedigree di otto anni di fascia tricolore. Il problema è che a parte le defezionati collezionate per strada, GB dovrà fare i conti anche con Annalisa Iaccarino che stavolta, potete giurarci, in caso di ritorno al voto pretenderebbe senza se e senza ma la candidatura a sindaco. Insomma, qui bisogna capire come andrebbe a finire questa diatriba interna, che non sarà certo facilmente risolvibile e questa è una patata bollente. 

Dall’altra parte della barricata la maggioranza trasmette la sensazione (e parliamo di sensazione perché è sempre difficile cogliere tra le righe delle dinamiche interne) di dormire sonni relativamente tranquilli: da una parte c’è il sindaco che forte di una maggioranza granitica comincia a pensare anche a come organizzare la macchina per tentare la rielezione al Parlamento Europeo e dall’altra il suo braccio destro, l’assessore Ignazio Barbieri, che sonda il terreno e tesse le fila per l’eventuale allargamento della maggioranza, dialogando con le forze presenti sul territorio ed attualmente fuori dal consiglio comunale. A proposito, poi ci sono gli inciuci di paese, che in una realtà piccola come Casamicciola non mancano mai. In molti si stanno chiedendo cosa bolla in pentola dopo un incontro al Bar Unico tra Abramo De Siano, Peppe Zabatta, Ignazio Barbieri e Luigi Mennella: per qualcuno prove da “volemose bene” con un fantomatico accordo che prevedrebbe il ritiro del ricorso e l’allargamento della maggioranza all’attuale minoranza. Scenario un po’ fantascientifico e diremmo anche “masochistico” perché senz’altro finirebbe con il minare gli equilibri interni all’attuale amministrazione, considerato che proprio Peppe Silvitelli è inviso a molti attuali consiglieri giosiani e dunque il suo ritorno “nella giocata” non passerebbe proprio inosservato (anche se come contropartita porterebbe benefici al sindaco Ferrandino in proiezione elezioni europee). 

E a conclusione di questo nemmeno tanto articolato ragionamento, non possiamo che sintetizzare così. In primis, la minoranza potrebbe avere difficoltà a mettere su una compagine elettoralmente all’altezza della situazione (già non si era riusciti a farlo dopo otto anni al potere, figuriamoci adesso) e poi ci piace chiudere con una provocazione. Ma siamo sicuri che – sotto sotto – l’unico ad avere interesse a perdere il ricorso (anche se non potrà mai ammetterlo nemmeno sotto tortura) non sia proprio Giosi Ferrandino? Pensateci un attimo: si toglierebbe un po’ di “sfravecatura” dai piedi, avrebbe tempo per dedicarsi alla campagna elettorale per Strasburgo e verosimilmente rivincerebbe le elezioni in carrozza. Certo sarebbe un  controsenso, alle volte per uscire vincitori… bisognerebbe essere sconfitti. Meditate gente, meditate…

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