CRONACA

Casamicciola, il Comune pronto a rilevare l’Osservatorio geofisico

Ieri il sindaco Castagna si è recato a Napoli per siglare il piano di valorizzazione della struttura, la cui titolarità a breve passerà dal Demanio all’ente del Capricho

È in ormai in dirittura d’arrivo l’acquisizione dell’Osservatorio geofisico al patrimonio del Comune di Casamicciola. Ieri mattina il sindaco e l’architetto Caterina Castagna si sono recati a Napoli presso Castel dell’Ovo dove si è proceduto all’approvazione del Programma di Valorizzazione della storica struttura. Al tavolo tecnico erano presenti per il Segretariato Regionale la dottoressa Maria Utili, l’architetto Valeria Ricolo e la signora Maria Acconcia, mentre per l’Agenzia del Demanio hanno partecipato i dottori Edoardo Maggini e Pierpaolo Russo. In via telematica era collegata la dottoressa Cinquantaquattro per la Soprintendenza.

Le istituzioni rappresentate hanno siglato il programma in tutte le sue pagine. Si tratta degli ultimi passi, prima del passaggio di consegne della struttura dal Demanio al Comune, che avverrà a strettissimo giro. È il risultato di un’attività che viene da lontano. Meno di due anni fa si registrò la ripresa del dialogo tra l’amministrazione di Casamicciola e la Direzione generale regionale dell’Agenzia dopo una lunghissima impasse: il primo cittadino e il Direttore generale Corrado Enea fecero il punto sullo stato della procedura riguardante l’acquisizione dello storico immobile. Una procedura che era partita diversi anni fa, nell’ormai lontano 2011, quando l’amministrazione comunale di allora con una nota del 22 giugno  avanzò al Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac) e all’Agenzia del Demanio una formale richiesta di attribuzione ai sensi dell’art. 5 co. 5 D.Lgs. 85/2010 dell’immobile denominato “ex Osservatorio Geodinamico”. Pochi mesi dopo, il 15 settembre il competente ufficio del Ministero chiese integrazioni a tale richiesta di attribuzione, inerenti le “linee strategiche generali che si intende perseguire con l’acquisizione del bene” così come previsto dalla procedura e, successivamente, con una nota protocollata il 10 febbraio 2012, convocò una riunione per aprire formalmente il Tavolo Tecnico Operativo (Tto). Da allora, a livello istituzionale, tutto era rimasto fermo. Poi, dopo oltre un lustro, l’ente del Capricho volle dare seguito alla richiesta di allora, poiché il Demanio chiese formalmente di confermare la volontà del Comune di Casamicciola Terme all’acquisizione.

L’Agenzia comunque fece presente al sindaco  che per giungere al trasferimento del bene ai sensi della normativa citata, il Comune aveva l’obbligo di sviluppare un programma di valorizzazione che è stato oggetto di discussione al Tavolo tecnico. La formulazione di tale programma segue una serie di criteri e linee guida, che comprendono: la descrizione e l’interesse culturale del bene, il programma di valorizzazione, un’analisi e approfondimento conoscitivo, il contesto territoriale di riferimento, le specifiche di attuazione del programma di valorizzazione, la sostenibilità economico-finanziaria e i tempi di attuazione del programma stesso.

La procedura era partita nell’ormai lontano 2011, quando l’amministrazione comunale di allora siglò un protocollo d’intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’Agenzia del Demanio

E proprio tale programma è stato l’oggetto dell’incontro di ieri mattina presso Castel dell’Ovo, dopo che negli ultimi mesi si erano susseguite le concertazioni, i tavoli tecnici per predisporre le azioni propedeutiche alla ventilata conclusione dell’accordo di valorizzazione di una struttura che in futuro potrebbe essere utilizzato non solo per l’espletamento delle attività museali e congressuali, ma anche per la realizzazione di eventi istituzionali (riti civili, consigli comunali, convegni, ecc.) e culturali dedicati (mostre, workshop, ecc), realizzati attraverso accordi di gestione o contratti con enti ed associazioni. Come si legge nel verbale della riunione di ieri, il programma di valorizzazione «si pone la duplice valenza di recuperare la struttura architettonica, che necessita di opere di ordinaria e straordinaria manutenzione, e di riprogrammare la sua funzione di museo civico, in generale di garantire un luogo di aggregazione per la comunità casamicciolese, che dopo gli sfortunati eventi dell’ultimo terremoto si è vista privare degli edifici pubblici tra cui le scuole e la Casa Comunale».

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Dopo un lustro d’impasse, l’amministrazione in carica diede nuovo impulso al progetto d’acquisizione, oramai in dirittura d’arrivo

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 Al Capricho sono ottimisti, e si ritiene che entro il mese prossimo, con l’approvazione della relativa delibera nel corso del prossimo consiglio comunale, si  potrà giungere alla definitiva conclusione dell’iter di acquisizione dello storico immobile edificato sulla collina della Grande Sentinella che, dopo il disastroso terremoto del 1883, divenne un importantissimo presidio scientifico per le osservazioni dei fenomeni sismici, il primo di una rete che abbracciava l’intero territorio nazionale. Studiosi come Glabrovitz (il primo direttore della struttura), Giuseppe Imbò, Alfred Rittmann, Cristofaro Mennella, elaborarono numerose osservazioni e studi sul tema, ma anche originali dispositivi per la registrazione dei terremoti, a partire dalla “Vasca sismica” concepita proprio da Giulio Glabrovitz.

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