LE OPINIONI

Casamicciola, la microzonazione e i rischi della ricostruzione

Ecco una serie di pericoli sui è soggetta la nostra isola, illustrata in questo ampio resoconto dal geologo Aniello Di Iorio: oggi ne pubblichiamo la seconda (e ultima) parte

Tutti gli abitanti dell’isola dovrebbero pensare a difendersi da un eventuale nuova catastrofe che potrebbe colpire tutta l’isola, ed anche con maggior forza. Infatti, allo stato attuale delle cose si prevede che, se sull’Isola vi sarà un sisma pari a quello del 1883, il numero di vittime di residenti sull’isola saranno da 500 a 1500. Nel calcolo non vi sono inclusi i turisti, come però ci siamo accorti da eventi passati, i sisma ad Ischia preferiscono fare il loro dovere (cioè svegliarsi e scuotersi!) sempre nei mesi estivi ove la presenza di turisti è notevole. Per non parlare poi di possibili eruzioni vulcaniche! 2000 anni fa, al tempo dei romani, vi erano continuamente, qui ad Ischia, eruzioni vulcaniche e non bisogna pensare che è finto tutto con l’ultima eruzione vulcanica che risale appena a 718 anni fa. Riassumendo: la microzonazione non ci dà informazioni più dettagliate di quelle che noi conoscevamo prima che essa fosse stipulata in quando essa si basa su indagini stereotipate che non hanno tenuto conto delle primarie specificità locali: l’Isola d’Ischia è un ISOLA TERMALE ed è inoltre un CAMPO VULCANICO! I fatti sono comunque questi: Casamicciola Alta poggia su un suolo altamente a rischio, il prossimo terremoto vi sarà di sicuro e la zona che sarà interessata, sarà con molta probabilità anche di nuovo Casamicciola Alta e dintorni. A questo punto mi chiedo: che senso ha togliere le macerie e le case ancora in piedi alla Sentinella, La Rita e Piazza Maio, depositarle da qualche parte per poi ricostruire. Questo processo richiede 3 passaggi: smantellare, trasportare e ricostruire! Non è più semplice costruire altrove e far diventare la suddetta zona un monito per i posteri! Certamente non lasciando la zona così come è oggi, ma con incarichi agli architetti di stabilizzare edifici pericolanti ed altro e rendere i luoghi visitabili a tutti! Mi chiedo ancora quanti sono gli ischitani che hanno visitato i luoghi dopo del terremoto? Ogni ischitano deve avere la possibilità di rendersi conto della zona in cui vive e con quali forze della natura ha a che fare. Sarebbe anche importante pensare ad un percorso didattico per le scolaresche e rendere obbligatorio la visita dei professori/docenti e degli alunni/studenti ai luoghi terremotati. Si potrebbe anche instituire un percorso turistico, penso alla Germania il cui “Muro di Berlino” era prima una vergogna nazionale, oggi è diventato un’attrazione turistica.

Mi rendo conto che le persone che hanno avuto la casa in quella zona ed il loro punto di vita, i loro amici, il loro bottegaio erano tutti a portata di mano. Comunque oggi non è più cosi, ne sarà mai più possibile tornare indietro nel passato. Capisco che le persone vogliono ritrovare il loro modo di vita e la loro casa. Mi chiedo vale la pena smantellare le attuali macerie per ricostruire una nuova casa che dovrà poi resistere ad un possibile terremoto di intensità X (dieci! Avutosi nel 1883). È uno spreco di tempo di risorse e di denaro, in quando la nuova casa antisismica (incluso smantellato, rimozione e trasporto delle macerie!) costerà molto di più che se viene costruita altrove. Inoltre bisogna stare anche attenti che il vicino ricostruisca in maniera antisismica, in quando serve a poco costruire la propria casa antisismica se poi il vicino non lo fa. Si muore anche sotto le macerie del vicino! Lo so che è difficile separarsi dei beni posseduti da generazioni ed andare a vivere altrove, ma questo è forse valido per i più anziani, per i più giovani è un cambio di vita che a volte apre porte a possibilità che prima non si erano viste ne immaginate. In ogni caso per i bambini non è per niente traumatico cambiare casa e vivere altrove. Vogliono i terremotati attuali far rivivere ai figli, nipoti ed altri discendenti quello che è successo a loro stessi: un terremoto che gli ha portato via la casa e gli amici e paura che può succedere di nuovo? Insomma, la gente che vuol tornare a vivere nello stesso luogo ove era prima, deve riflettere se vuole che i loro posteri (figli, nipoti, ecc.) dovranno vivere le stesse sensazioni da loro provate durante e dopo il sisma. Sono nato in una baracca a Perrone costruita nell’occasione del dopo terremoto del 1883, non ricordo che mio padre o mia madre mi abbiano mai parlato di un terremoto distruttivo a Casamicciola, neanche mia nonna o mio nonno si ricordavano di un simile evento (essi nacquero circa 20 anni dopo l’evento!). A scuola non hanno trattato il suddetto evento come un qualche cosa di particolare, anzi non ricordo che sia mai stato trattato. Insomma la gente è l’umanità tutta dimenticano in fretta e facilmente eventi tragici che dovrebbero essere un monito per i posteri. Diamo la possibilità di ricordare l’evento del 21.08.17 e quelli avvenuti precedentemente! Sarebbe ora di dare un tributo al detto: “è successo una Casamicciola” e a tutte le 2300 persone che persero la vita nel 1883 e nei secoli precedenti. Onoriamo le persone ed i morti di Casamicciola e diamo la possibilità ai posteri di prevenire, e forse studiare il fenomeno mettendo a loro disposizione quello di cui oggi disponiamo “Le macerie del terremoto!” conservandole/surgelandole nello stato attuale.

Pompei fu seppellita dalla eruzione del Vesuvio! Sotto la cenere del vulcano è stato surgelato il giorno e la vita che si viveva quotidianamente nel 79 d.C. Certo allora la gente voleva vivere ancora a lungo, il destino non lo ha permesso. Con la loro tragica fine e la conservazione sotto le ceneri, oggi abbiamo imparato tantissimo sui modi e costumi dei nostri antenati, che non avremmo avuto senza l’eruzione del Vesuvio. La tragedia di allora è diventata oggi un’attrazione turistica. Oggi Pompei è il sito turistico per eccellenza in Italia. È futile l’argomentazione degli isolani che ricordare un terremoto potrebbe far diminuire il turismo sull’Isola d’Ischia. Prendiamo esempio da Pompei e da Berlino! In un prossimo articolo che verrà a breve pubblicato su questo giornale voglio trattare qualche scenario di altri possibili rischi dovuti alla particolare vulnerabilità dell’Isola d’Ischia e la mitigazione del rischio. In breve illustrò ciò che noi cittadini possiamo fare per essere preparati e proteggerci da possibili catastrofi che potrebbero interessare l’Isola d’Ischia. Voglio concludere informando i lettori che, la geologia non è un’alchimia e neanche una scienza occulta, solo per una elite di persone, o soltanto per gli addetti ai lavori, bensì “la scienza della terra” che deve essere confrontata, verificata e spiegata a anche a chi non è esperto della materia. Uno famoso scrittore scrisse: “La cosa più difficile è rendere le cose difficili, facili!”. Mi piacerebbe discutere con tutti i lettori che sono interessati seriamente alla ricostruzione o agli argomenti che trattano i possibili rischi a cui si è esposti vivendo sull’Isola d’Ischia ed invito tutti a contattarmi su: Facebook: https://www.facebook.com/aniello.diiorio.5 o sul sito www.casamicciola.org , oppure sul sito www.ischia.blog oppure andando a prendere un caffè al bar!

2 – FINE (LA PRIMA PARTE E’ STATA PUBBLICATA MERCOLEDI’ 21 AGOSTO)

* GEOLOGO

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