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Casamicciola, la storia di Salvatore Mattera: «I miei 60 anni da tassista»

Una licenza che vale, dopo sessanta anni lascia la sua attività,senza dimenticare il passato isolano più bello. Guidando con esperienza tra le strade strette dell’isola dal suo sedile anteriore,ne ha viste di cotte e di crude. La trasformazione di Ischia l’ha vissuta in prima persona, molti sono i ricordi dei bei tempi Ischitani, quando l’isola era uno scrigno turistico dalle mille risorse. La sua vita professionale l’ha reso uno dei componenti principali dei pezzi storici dell’isola. Una vita al volante per le più disparate destinazioni, un lavoro fatto di lunghi momenti di attesa da molti ritenuto affascinante; ad oggi non è semplice come può sembrare diventare tassista, non è solo mettere in moto una macchina e guidarla,ma si tratta di far fronte a svariate situazioni, prima fra tutte il rapporto col cliente.Tante storie e aneddoti da raccontare, Salvatore, rievoca con nostalgia i bei tempi dove Ischia era sinonimo di “Bella Vita”. Per la sua lunga carriera non riceverà nessun premio, ma va lo stesso fiero dei suoi 60 anni di carriera in uno dei luoghi più belli del mondo. Nato a Casamicciola nel 1935, Salvatore ci racconta in un’ intervista, la passione per il suo lavoro e le varie mutazioni isolane nel corso degli anni.

Salvatore, quando ha iniziato la sua carriera da tassista?

Ho iniziato questo lavoro nel 1953, anno caratterizzato dall’avvento del turismo diventando fenomeno di massa da cui Ischia piano piano traeva i suoi profitti economici. Grazie anche agli industriali Rizzoli e Marzotto, quest’isola diventava un centro internazionale di turismo. La grande attrazione per i viaggiatori verso il Sud richiamava la nostra categoria in maniera esponenziale, rendendoci quasi i veri padroni dell’isola vista la conoscenza territoriale in ogni suo angolo. Diventava sempre di più un luogo desiderato dai turisti che avevano la smania di esplorarla interamente, così ci facevamo avanti noi,per proporre giri dell’isola autentici, caratterizzati da tappe fondamentali, immergersi nella storia vera territoriale e popolare dei numerosi luoghi suggestivi che l’isola tutt’oggi offre.

Ischia prima e dopo…

Negli anni 60, Ischia diventava sempre più popolata, accrescevano i locali e luoghi di attrazione,dalle spiagge attrezzate, ai bar popolati. Così il progresso richiamava il turismo che aveva diverse esigenze,le strade diventavano man mano più affollate di auto e il nostro lavoro era una marcia in più, una guida essenziale per far conoscere svariati luoghi da conquistare. Il fermento turistico si faceva sentire e il lavoro non mancava, anzi. Oggi al contrario, non ci sono solo tassisti come una volta, ma l’isola si è riempita di autobus, pullman, e noleggi, quindi tutto sta nella bravura del tassista a procacciarsi in modo educato e coinvolgente il turista e l’albergatore soprattutto che a volte risulta il più importante mediatore tra i due. (educazione,igiene, onesta’, queste sono le caratteristiche che rendono un tassista infallibile). Non è un lavoro facile, anzi…

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La sua prima macchina?

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La  prima macchina con cui ho iniziato la professione da tassista era una Fiat 1100 cabriolet. All’epoca la Fiat produceva auto molto funzionali e adatte per questo tipo di lavoro. Oggi i giovani acquistano auto grandi, moderne ricche di confort, si sono adattati alle numerose esigenze dei clienti (aria condizionata, microfono, impianti stereo di ultima generazione, air bag, posti numerosi, insomma quello che ad oggi è di grande richiesta). Le motorette ci sono ancora e mi fa piacere, perché alcuni clienti hanno voglia di immergersi nella tradizione isolana, e questo tipo di mezzo ne è l’esempio più caratteristico.

Salvatore ci racconti un aneddoto curioso di quegli anni

Non potrò mai dimenticare quando portai nel mio taxi il commendatore Angelo Rizzoli: era un uomo ben vestito, con la sigaretta tra le dita, voleva fare un giro panoramico di Casamicciola, egli rimase entusiasta del paesaggio di questo comune e in particolare del cratere che si trova al Cretaio e già aveva notato in anticipo le potenzialità che l’isola poteva offrire. “Nulla da invidiare a Milano”, ripeteva spesso.

Cosa è cambiato secondo lei nella comunità dei tassisti? I rapporti sociali sono diversi?

I rapporti sono cambiati molto, prima il lavoro era anche giovato dalla compagnia dei colleghi, dal coinvolgimento generale e dalle buone maniere. Oggi le licenze sono numerose su ogni piazza dell’isola, i tassisti sono tanti e si bada più alla professionalità visto e considerato che per ottenere la licenza bisogna avere diversi requisiti e istruzione. Bisogna conoscere almeno una lingua straniera per interagire meglio con i turisti stranieri. All’epoca il tassista aveva una divisa, giacca da completo e coppola, oggi c’è più libertà nel vestire, ma non tutti si vestono decorosamente come previsto dal regolamento comunale.

Oggi come passa il tempo durante la giornata?

Le mie giornate le passo nel pieno relax, dopo 60 anni di carriera penso di meritarlo, faccio lunghe passeggiate e non mi dimentico mai di andare a trovare la categoria dei tassisti di Casamicciola che mi accolgono sempre calorosamente.

Cosa pensa del futuro dei tassisti di Casamicciola?

Spero sempre che ci sia l’affluenza del turismo per far sì che il lavoro vada a gonfie vele per tutti; si parla spesso sui giornali del mercato crocieristico al grande porto di Casamicciola, sarebbe una buona idea per recuperare la costante diminuzione dei flussi turistici dell’isola. Una bella isola partenopea come la nostra, merita di diventare una delle protagoniste delle rotte del Mediterraneo! ” In bocca al lupo a tutti i miei colleghi e amici tassisti!”.

Valentina Felici

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