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Casamicciola, non servirà la bonifica a Cava Pozzillo

CASAMICCIOLA TERME. C’era anche il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, a Roma lo scorso 22 settembre presso l’Auditorium del Ministero dell’Ambiente. La convocazione del dicastero diretto da Gian Luca Galletti era stata diramata a vari comuni italiani, dopo la condanna che la Corte di Giustizia europea aveva inflitto allo Stato italiano per non aver  adottato tutte le misure necessarie a dare esecuzione alla sentenza del 26 aprile 2007. L’Italia era stata infatti condannata a versare alla Commissione Europea una forte penalità calcolata per il primo semestre in quasi 43 milioni di euro per aver violato le direttive comunitarie in materia di gestione delle discariche abusive. Tale importo sarebbe stato alleviato di 200mila euro per ciascuna discarica di rifiuti non pericolosi messa a norma conformemente alla sentenza citata. Data l’importanza delle cifre in ballo da pagare come sanzioni per il mancato adeguamento, il Ministero aveva quindi convocato tutti i comuni interessati dalla sentenza, per fare il punto della situazione e capire se fosse stato il caso di intervenire direttamente, in caso di inadempienze delle amministrazioni comunali, nominando un apposito commissario per procedere alle bonifiche.  In tale contesto, Casamicciola era stata chiamata in causa per una vecchia discarica, già dismessa dall’ormai lontano 1988. Parliamo della vecchia discarica al Cretaio, l’ex Cava Pozzillo detta anche Cava Baino, per la quale il comune aveva anche ricevuto un finanziamento di oltre un milione di euro per procedere alla bonifica, sempre se si fosse manifestata tale esigenza. Il sindaco di Casamicciola si è così recato a Roma, accompagnato da tre esperti tecnici, per illustrare le azioni del Comune in ordine agli accertamenti necessari sulla ex discarica. Nel 2006 erano infatti già partite le operazioni preliminari d’indagine sul sito per verificare le potenziali contaminazioni del suolo, a vari livelli, e delle falde acquifere sottostanti. Il piano di caratterizzazione della discarica, redatto nel 2007, permise di effettuare per tutto l’anno successivo i prelievi. Alcuni valori risultarono fuori dai limiti massimi, ma con alcune peculiarità. I livelli di arsenico erano infatti superiori al limite ma in perfetta linea con quelli considerati normali sull’isola d’Ischia, interessata da un sistema geotermico. Proprio la natura vulcanica dell’isola potrebbe influenzare la qualità delle acque in profondità. In ogni caso, le acque superficiali non sono risultate contaminate. I valori di stagno sono risultati entro i limiti in superficie, mentre nel suolo profondo è stato riscontrato il superamento del limite. Ma nel frattempo le nuove normative hanno soppiantato i valori di tali sostanze, facendo ora riferimento a compositi utilizzati in ambito industriale, assenti nella discarica e nei livelli sottostanti.   In sostanza, comunque, i potenziali rischi per l’uomo sono risultati trascurabili. Nel 2013 furono disposti ulteriori controlli in due pozzi a una rilevante distanza reciproca, il primo dei quali ha confermato i dati confortanti. Per l’altro, avvenuto pochi mesi fa, si è ancora in attesa dei risultati, ma il quadro generale ha indotto tecnici e addetti a ritenere il sito della ex discarica non contaminato, e quindi non bisognoso della bonifica. Sono comunque tuttora in corso interlocuzioni tra il Comune e l’Arpac per ulteriori prelievi, stavolta relativi alla falda sotterranea, quella oggetto di minori controlli. È questo il panorama che il sindaco ha illustrato al Ministero, con la conseguenza che lo stanziamento di un milione e centosettantamila euro, proveniente da fondi Por/Fesr 2007/2013, non necessita di essere impiegato. Il riconoscimento della mancata esigenza della bonifica permetterebbe quindi all’erario di risparmiare, per quanto riguarda Casamicciola, quei duecentomila euro che altrimenti finirebbero alla Commissione Europea. Erano quarantuno i Comuni chiamati a rapporto dal Ministero dell’Ambiente, per avere il “polso” della situazione in merito all’andamento delle bonifiche finanziate col programma operativo regionale.

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