CULTURA & SOCIETA'

Casamicciola onora i suoi figli migliori

Due sculture ad Antonio Castagna e Luigi Manzi per ricordare la costruzione del Porto di Casamicciola e l’opera feconda di un imprenditore poliedrico in largo anticipo sui tempi moderni.

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Luigi Manzi ha ottenuto da circa centocinquant’anni anni il meritato riconoscimento del suo valore, con l’intitolazione del Corso principale di Casamicciola, ma Antonio Castagna, sindaco per diversi decenni e assessore provinciale, è stato ingiustamente dimenticato dai suoi sostenitori (quei pochi che sono ancora in vita) e perfino da ex amministratori che militarono nello stesso partito e condivisero le luci e le ombre di un periodo molto controverso della vita politica locale.

Ora i due personaggi sono ritornati alla ribalta, “rispolverati” dalla coltre di oblìo che ne aveva cancellato il ricordo e le sembianze, grazie all’iniziativa di un Comitato cittadino che ha deciso di collocare in loro onore i rispettivi busti, che attendono da anni –relegati nei terranei del Bellavista- di essere eretti in luogo pubblico, secondo una specifica destinazione.

L’Associazione Culturale “Cristofaro Mennella” aveva commissionato, fin dal 1995, un busto bronzeo di Antonio Castagna, con la collaborazione del figlio, Peppino, allo scultore foriano Giacomo Verde (lo stesso artista, autore del busto di Cristofaro Mennella). L’opera, ben riuscita, aspettava soltanto una Delibera del Consiglio Comunale, per essere collocata all’ingresso del porto di Casamicciola, luogo deputato ad accogliere l’ideatore e l’artefice di un progetto lungimirante e di grande utilità per Casamicciola e per l’intera isola d’Ischia!

Purtroppo tutto andò nel dimenticatoio, come spesso accade per quelle cose encomiabili e giuste ma un tantino avversate da persone invidiose e prive di sensibilità .

Accennare alla storia del Porto e delle sue vicissitudini non è un esercizio retorico, ma il doveroso riconoscimento da parte di un testimone dell’epoca che ha seguito passo passo l’ardita realizzazione, condividendone gli indirizzi, ma condannando l’esagerato dimensionamento dalla parte del molo di sopraflutto

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Occorre ricordare che Casamicciola non aveva un porto, ma una “banchina” o “molo umbertino”, assolutamente inidoneo per accogliere un traffico commerciale e turistico di grosse dimensioni.

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Tutto il “carico” marittimo gravava –fino agli anni Sessanta- sul Porto d’Ischia, tanto che il Comune fu costretto a costruire una “bretella” sull’agrumeto della Foce per liberare l’enorme pressione del traffico veicolare sui caseggiati circostanti. Lacco Ameno aveva un misero pontile nei pressi del “Fungo”; lo stesso dicasi per Forio, Sant’Angelo e Ischia Ponte.” Di Porti neanche a parlarne! Il sindaco di Casamicciola Castagna, con quell’acume di “termalista” e di piccolo imprenditore edile, capì al volo che si apparecchiavano tempi favorevoli per un Turismo di massa e un diportismo nautico in continua crescita che richiedevano, in tempi brevi, strutture portuali adeguate.

Con le “entrature” della democrazia cristiana nella Casmez e nel Provveditorato Opere Pubbliche fu un giochetto per Castagna ottenere un finanziamento, con mutuo a carico del Comune, per la costruzione di un Porto di IV Classe di natura mista (anche peschereccia!).

L’ingegnere Franco Tiscione firmò il progetto esecutivo nel 1965, prolungando l’esistente molo di 150 metri, ampliandone il banchinaggio e creando una diga foranea in cemento armato con scogliera di protezione al molo sopraflutto in grado di difendere l’intero porto dalle traversie del quadrante di Ponente. Un braccio minore di sottoflutto si svolgeva all’altezza della via Monte della Misericordia, mentre un’ampia banchina di riva veniva realizzata lungo la spiaggia della Marina in via di …estinzione per la costruzione della nuova strada Litoranea.

Si trattava di un’opera di alta ingegneria marittima perché la struttura portuale si spingeva vero il mare aperto, dove al Ponente si univano lo Scirocco e il Grecale, che nel periodo invernale imperversavano impetuosi su tutta la linea di costa. I lavori partirono di gran lena con la grande Impresa Socomar, che disponeva di attrezzature sofisticate e una larga esperienza nel settore. Ad opera ultimata l’unico impatto ambientale era costituito da quel lungo biscione che si spingeva nel mare con le alte paratie somiglianti a pinne dorsali non certo belle a vedersi!

I politici “conservatori”(ma anche cittadini ambientalisti ante litteram) gridarono allo scandalo, attivandosi con esposti e denunce per quell’opera faraonica (aspetta per dirlo!) che aveva devastato il profilo costiero naturale di Casamicciola in modo irreversibile! Ma dalla parte opposta i “progressisti” plaudirono per una realizzazione che –come si vedrà di lì a poco- riuscirà ad assorbire l’enorme traffico di autoveicoli, mezzi di trasporto pesante, pullman turistici e migliaia di vacanzieri. Inoltre la banchina di riva si rivelerà preziosa per l’ormeggio e la permanenza dei panfili e le barche da diporto di grosso tonnellaggio, che incideranno in maniera determinante sui profitti economici conseguiti dal Comune e dalle società private operanti nel bacino portuale!

L’appetito vien mangiando e il sindaco Castagna, inorgoglito per quella sua creatura ben riuscita, che aveva fatto aumentare le presenze turistiche a Casamicciola è dato una boccata di ossigeno alle esangui casse del Comune, mise in cantiere un nuovo prolungamento del molo sopraflutto: una diga foranea imponente, che chiudeva a semicerchio buona parte dell’arco costiero, ma con un “difetto” di destinazione evidente. Infatti questo molo lungo 200 metri non sarà mai utilizzato per l’ormeggio, ma assolverà solo alla funzione di proteggere maggiormente il Porto dalle traversie dei quadranti nord-occidentali.

I lavori portuali si completeranno con la costruzione di un Terminal per gli aliscafi e la sistemazione di alcuni pontili galleggianti destinati ai grossi natanti da diporto.

Opera imponente, unica nel suo genere a Ischia, conobbe soltanto una battuta d’arresto nel 1984 con l’improvvisa scomparsa del suo ideatore.

Antonio Castagna morì nel pieno della sua “vulcanica” attività all’età di settant’anni, e non gli fu concesso di vedere ultimato il grandioso progetto nato da una intuizione felicissima e azzeccata!

Il busto bronzeo dovrà essere collocato alla radice del Porto, a venti metri di distanza dal Terminal con la seguente iscrizione:

COMM. ANTONIO CASTAGNA

(1914-1984)

SINDACO DI CASAMICCIOLA TERME

E ASSESSORE PROVINCIALE

VOLLE

CON GRANDE LUNGIMIRANZA

REALIZZARE QUESTO PORTO

PER LE MIGLIORI FORTUNE

DELLA CITTADINA TERMALE

E DELL’ISOLA TUTTA

La Cittadinanza pose addì _____________

E veniamo all’altro busto che riproduce le fattezze di Luigi Manzi, il grande imprenditore turistico, pioniere del moderno termalismo e patriota “garibaldino”, acerrimo nemico dei Borbone e del…papato che lo perseguitò fino a bandirlo dalle terre del Vaticano e con una bella pena di… morte da eseguirsi senza processo!

Luigi Manzi era nato nel 1810 da una famiglia facoltosa, proprietaria di case, terreni e sorgive termali. Il padre , Arcangelo, era un imprenditore marittimo (armatore di navi commerciali) e aveva fatto fortuna con le linee di navigazione del Golfo di Napoli. Di Luigi Manzi conosciamo una breve biografia scritta dal sindaco di Casamicciola e presidente della Provincia Giuseppe Iacono nel 1983. Apprendiamo che il giovane, ardente cultore della Libertà, aveva armato a sue spese 400 patrioti che presero parte ai moti insurrezionali del 1848 a Napoli. Perseguitato dai Borbone, Luigi Manzi fu costretto a ramingare per terre lontane, fin quando, nel 1860, con la fondazione del Regno d’Italia, tornò a Casamicciola per dedicarsi all’industria termale e a quella turistica. Disponendo di ingenti capitali pervenutigli in eredità dalla Famiglia, costruì sulle Fonti del Gurgitello le Terme Manzi e l’Albergo dei Romani: due strutture all’avanguardia per quei tempi, che saranno seriamente danneggiate nel terremoto del 1883. Genialoide, intuitivo, mostro di intelligenza inventiva, ideò la famosa “Sambuca Manzi” ( poi Molinari) che ebbe il privilegio di offrire al “suo” generale Giuseppe Garibaldi in occasione della presenza dell’eroe dei Due Mondi a Casamicciola nel 1864.

Sempre in attività di…servizio, Luigi Manzi era un vulcano in continua eruzione. Si dotò, per primo, di una centralina elettrica a nafta che forni l’illuminazione al suo albergo, alle terme e al Teatro Manzi costruito in via Tommaso Morgera, sull’esempio del Salone Margherita di Napoli.

Instancabile, partecipò anche nelle società di Navigazione con il fratello Antonio e valorizzò Le Sorgenti Termali del Castiglione di cui era proprietario. Cessò di vivere nel 1873, a 64 anni, interamente spesi per la sua Casamicciola, che amò al pari dell’Italia libera e indipendente.

Il busto di Luigi Manzi sarà eretto nei giardini pubblici di piazza Bagni, proprio di fronte alle Terme Manzi che raccontano la storia leggendaria di questo illustre concittadino.

L’iscrizione lapidaria dice:

LUIGI MANZI

(1810-1873)

PATRIOTA EROICO E LIBERTARIO

GENIALE IMPRENDITORE TURISTICO

DIEDE NUOVA VITA

AL TERMALISMO MODERNO

DI CASAMICCIOLA

CON GENEROSA INTUIZIONE

E AMMIREVOLE OPEROSITA’

I Cittadini di Casamicciola eressero il

Casamicciola onorerà due concittadini meritevoli sull’onda dei versi immortali del Foscolo: “ A egregie cose il viril animo accendono, l’urne dei forti, o Pindemonte…!

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