CRONACAPRIMO PIANO

Sanatorie “pezzotte”, scatta la revoca

Il Comune di Casamicciola ha revocato tre permessi a costruire che erano stati inizialmente concessi e anche finanziati come interventi di ricostruzione post sisma e post frana. I dati presentati ritenuti “palesemente infedeli” a seguito di una serie di verifiche compiute dai tecnici comunali. E adesso aleggia lo spettro dell’effetto domino…

E’ un vero e proprio terremoto edilizio, che potrebbe anche avere un effetto domino più o meno devastante: perché i fatti che ci apprestiamo a raccontare potrebbero, è vero, essere limitati soltanto ai casi in esame ma potrebbero riguardare anche diverse altre pratiche con tutto quello che ne consegue. Secondo indiscrezioni che circolavano con insistenza da tempo e che nei giorni scorsi hanno trovato puntuale conferma, il Comune di Casamicciola Terme – per il tramite degli uffici competenti e dei loro responsabili – ha infatti deciso di revocare tre permessi in sanatoria che erano stati precedentemente concessi dall’ente di via Salvatore Girardi: di fatto si tratta (per i pochi non addetti ai lavori, visto che dalle nostre parti la materia è abbastanza conosciuta) di provvedimenti amministrativi che vanno a realizzare opere edili realizzate senza titolo o in difformità e che necessitano del requisito della “doppia conformità” (rispetto delle norme al momento dell’abuso e della richiesta), comporta il pagamento di una sanzione pecuniaria e va richiesto al Comune. Ebbene, nei casi in esame è stata disposta la chiusura del procedimento con esito negativo e l’annullamento del permesso di costruire in sanatoria. La motivazione viene esplicata dagli atti nei quali si legge testualmente: “Dall’analisi dei fotogrammi delle rilevazioni aerofotogrammetriche si evince che gli elaborati di condono edilizio  ai sensi della legge 47/85  non sono fedeli per lo ‘stato dei luoghi’ così come si sarebbe dovuto presentare lo stato dei luoghi alle date riportate nei rispettivi Modelli A delle relative pratiche”.

Ancora, negli atti elaborati dal Comune si evidenzia che “l’istanza di condono posta alla base dei permessi a costruire in sanatoria e le autocertificazioni prodotte  a seguito della procedura semplificata cui delibera della GC n° 67 del 15 aprile 2016 sono palesemente infedeli perché le date e i dati dichiarati non sono compatibili con le rilevazione aerofotogrammetriche verificate oltre a non essere direttamente compatibili con la documentazione presente negli archivi comunali”. Insomma, tradotto in termini decisamente più semplici significa che per l’ente casamicciolese questi incartamenti sono da intendersi come assolutamente “pezzotti”, senza fare troppi giri di parole. Nelle chiusure di procedimento si scende anche nei dettagli normativi ed a riguardo si fa riferimento alla legge 241 del 1990 articolo 21-nonies comma 2 bis che recita testualmente: “I provvedimenti amministrativi conseguiti sulla base di false rappresentazioni dei fatti o di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, accertate con sentenza passata in giudicato, possono essere annullati dall’amministrazione anche dopo la scadenza del termine di dodici mesi di cui al comma 1, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali nonché delle sanzioni previste dal capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”. Insomma, anche se il Comune termale si è accorto in ritardo di eventuali anomalie, irregolarità o pratiche che recano dichiarazioni mendaci, può comunque decidere di revocare i permessi concessi senza doversi curare di alcunché. Ma che cosa succederà adesso? Nell’attesa di capire se ci sarà o meno il precitato effetto domino, le strade da percorrere sono diverse per le parti in causa. I destinatari delle revoche dei permessi potranno inoltrare ricorso alla magistratura amministrativa rivolgendosi al Tar Campania per provare a far valere le proprie ragioni. Dall’altra parte della barricata il Comune di fatto ottiene l’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili in forma diretta e automatica per poi decidere se tenerli o procedere alla loro demolizione. Va infine sottolineato un ultimo aspetto, tutt’altro che marginale: sempre secondo spifferi provenienti da ambienti bene informati, le pratiche in questione sono state estrapolate da un elenco di procedere che avrebbero anche ricevuto riscontri e risorse dalla struttura commissariale a seguito di danni di varia natura riportati a seguito del sisma del 21 agosto 2017 e dell’alluvione del 26 novembre 2022. Insomma, la faccenda potrebbe diventare ancor più ingarbugliata…

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio