CULTURA & SOCIETA'

Casamicciola ricomincia a “vivere” con bambini che festeggiano la befana in piazza con musica, pop corn e doni per tutti

RICORDO DELLA “BEFANA POVERA” A ISCHIA DAGLI ANNI ‘20 AGLI ANNI ’50. Nelle calze i bambini trovavano poche cose: qualche mandarino, fichi secchi, delle caramelle, dello zucchero d’orzo fatto in casa, delle castagne, delle noci, dei lupini e della marmellata d’arance ed anche qualche fetta di pane con il sanguinaccio spalmato sopra , come accade a noi in un lontano 5 gennaio notte del 1947, subito dopo la seconda guerra mondiale. All’epoca, pur avendone la possibilità, c’era poco da comprare e la befana se la cavò con veramente poco per i nostri…gusti

La Befana in via eccezionale anticipa a oggi pomeriggio la sua venuta sull’ isola per i soli bambini di Casamicciola. Apparirà in piazza Marina osservando un programma di questo tipo. intrattenimento musicale, la presenza di mascotte, pop corn e regali per tutti i bambini e tante sorprese. la vecchia signora arriverà direttamente in groppa alla sua mitica scopa. L’ evento che è promosso e organizzato dal Comune in collaborazione con AMCA srl, sarà tutto dedicato ai più piccini.

Al di là dell’anteprima bene accetta che riguarda il martoriato comune di Casamicciola colpito dalla catastrofica frana che ha smorsato tutti gli entusiasmino che solitamente si hanno durante i giorni delle festività natalizie che stanno per concludersi, diciamolo subito, questa notte arriva ufficialmente la Befana, se arriva, e ad Ischia nonostante si cerchi di esorcizzare il tutto, il coronavirus che ci affligge ancora con mascherina e quarta dose e la frana di Casamicciola ancora viva nella mente di tutti, si ha una paura matta non tanto per le cose appena dette, quanto invece per il… carbone. Quindi gli ischitani di fronte al dilemma: avere più paura della pandemia e degli effetti dannosi della frana o della Befana, la vecchia con la scopa che arriva in un momento poco felice? Gli “agitati” ed i possibili “colpiti” lo sanno, sono gli “adulti” ed i politici. Sono quelli che pensano ancora al Comune Unico, sono tutti quelli che un paio di anni fa avevano avversato l’opera pubblica del nuovo parcheggio “Jolly” di Porto d’Ischi,sono quielli che del post terremoto e oggi della frana di Casamicciola .

Temono altresì il carbone coloro che hanno tentato, senza riuscirvi, di rendere la vita difficile al Comandante della Capitaneria del Porto di Ischia, perchè impediti a fare i propri comodi nel nostro mare al largo delle nostre coste, saltellanoa più non posso,in special modo alcuni foriani e casamicciolesi stessi per la nota vicenda degli anacronistici diritti di patronato dal sapore medievale che giustamente Mons. Pietro Lagnese con decreto vescovile aveva abolito. Temono il carbone i ”senza Dio” locali, quelli che si dicono atei e deridono i credenti. Teme il carbone l’avv. Mario Santaroni per ‘annosa vicenda dell’incompiuto parcheggio della Siena a Ischia Ponte di cui anche se i lavori continuano, ciò avviene con molta lentezza esasperante. Temono infine il carbone tutti quegli amministratori comunali dell’isola che nell’arco dell’’anno che è andato via, non hanno fatto appieno il proprio dovere per il bene della comunità.

Ma questa notte 5 gennaio a cavallo col 6 gennaio, giorno festivo dell’Epifania, arriva la Befana, la vecchietta tanto amata dai bambini e dai genitori che devono impersonificarla, e che, la befana, nel buio della tarda sera e della notte, idealmente si calerà nel nero camino per inoltrarsi nelle camerette dei piccini, per lasciare accanto al loro letto i doni che si saranno meritati e qualche pezzo di carbone (non manca mai) per chi ha fatto il cattivello o la cattivella. Questa è la dolce e bella favola che per questa edizione della Befana 2023 in tempo ancora di emergenza sanitaria da coronavirus e di difficoltà economiche delle attività commerciali e delle famiglie per i danni di mmagine derivanti dagli effetti disastrosi della frana di Casamicciola non deve essere negata ai bambini. Per questo a Piazza marina oggi i casamicciolesi celebrano per i loro bambini l’arrivo della Befana. Non si può dire ai piccini ed ai grandicelli che ancora credono nella vecchietta che vola sulla scopa col grande sacco di doni, che questa notte la Befana non verrà per colpa del Covid-19 de per quello che brutto con la frana è capitato. I Bambini che aspettano la befana per un anno intero e magari le hanno anche scritto la letterina come si faceva ini passato, non lo capirebbero.

Quello della Befana è un rito secolare e tradizionale, che anche noi adulti aspettiamo per “farci la Befana” a modo nostro. In un tempo più normale avremmo gioito sapendo che i negozi specie le boutique alla moda e le gioiellerie per l’occasione avrebbero osservato un orario di chiusura speciale Naturalmente la “spesa” sarebbe stata consentita solo a chi se lo poteva permettere. Chi invece non avrebbe potuto, si sarebbe dovuto accontentare di un paio di pantofole…all’ultima moda. E sarebbe stato lo stesso Befana. Tempo addietro la si faceva ai Vigili Urbani, ma è storia vecchia e dimenticata. Ora, però vorremmo capire la provenienza della Befana e spiegarvelo nel modo più riassuntivo possibile. Ci proviamo. Non sappiamo in che paese o regione italiana è “nata” la Befana, ma si comincia a trovarne delle tracce nel XIII secolo.

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E già da allora, questa festa è divenuta una delle più importanti e attese per i bambini. Possiamo dire che la ricorrenza di recente, ossia qualche decina di anni fa, fino ad oggi, si è decisamente rilanciata da sola, sfidando momentanee soppressioni ed attacchi continui dallo stesso Babbo Natale che vuol fare da padrone. Ma i bambini, le mamme, i padri ed i nonni che amano la tradizione e l’affascinante favola della befana, non ci stanno e sostengono questa festa dalla tenuta intramontabile. L’isola d’Ischia è ben allineata e fedele su questo fronte. Nella convinzione-fantasia popolare, la Befana è una piccola vecchia strega bisbetica che intimidisce i bambini ma allo stesso tempo è una donna di buon cuore che porta dei doni ai bambini buoni. Ci sono più versioni sulla leggenda della Befana: la prima è legata ai tre re Magi. Un giorno, i re Magi sono partiti carichi di doni (oro, incenso e mirra) per donarli al Bambino Gesù. Hanno attraversato molti paesi guidati da una stella cometa e in tutti i posti che passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro. Solamente una piccola vecchia si è rifiutata di seguirli. La mattina seguente, pentita, ha deciso di raggiungere i tre Magi ma che erano già lontani.

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AI TEMPI DELLA BEFANA POVERA

Per questa ragione la vecchia non ha mai visto il Bambino Gesù e, allora, ogni anno, tra la notte del 5 e il 6 gennaio, ossia la notte di domani 5-6 gennaio 2021, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa nelle case portando ai bambini buoni i doni che non ha potuto donare a Gesù. Sono lontani i tempi in in cui nelle calze i bambini trovavano poche cose: qualche mandarino, fichi secchi, delle caramelle, dello zucchero d’orzo fatto in casa, delle castagne, delle noci, dei lupini e della marmellata d’arance ed anche qualche fetta di pane con il sanguinaccio spalmato sopra, come accade a noi in un lontano 5 gennaio notte del 1947, subito dopo la seconda guerra mondiale. All’epoca, pur avendone la possibilità, c’era poco da comprare e la befana se la cavò con veramente poco per i nostri…gusti. Oggi è tutt’altra storia. La Befana viene, lascia e se ne va. Fiaba e realtà si nascondono in una calza piena e colorata che i bambini dell’isola,in special modo i bambini di Casamicciconola aspettano si curfi che arrivi.

Fotoricerca di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail.com

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