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Casamicciola riparte dal cinema: ciak per Muccino con “A casa tutti bene”

Gianluca Castagna | Ischia – La rinascita, per Casamicciola, passa anche per il cinema. A circa un mese dal terremoto che ha profondamente scosso la vita della cittadina termale, la presenza di un troupe cinematografica sul territorio rappresenta certo un messaggio di speranza e ottimismo per chi non riesce a dimenticare. Ogni giorno che passa, spazza via un po’ di polvere e aiuta a ricominciare chi, tra sistemazioni di fortuna, radicale cambio di abitudini, lavoro in bilico e incertezza sul futuro, fatica ancora ad addormentarsi.
Da due settimane si gira sull’isola d’Ischia il nuovo film di Gabriele Muccino “A casa tutti bene”. Prima settimana di riprese sul Castello Aragonese; la seconda, invece, quasi tutta in esterni a Casamicciola Terme. Una scelta antecedente il terremoto (i sopralluoghi sono avvenuti il giugno scorso), confermata malgrado qualche piccola esitazione post-scossa.
E dunque la grande famiglia allargata di Muccino, compilation sociologica e intergenerazionale di personaggi ribelli, confusi, ebbri di vita come di timori, è giunta nella cittadina termale per girare le scene di partenza da/verso l’isola della riunione familiare.

“A casa tutti bene” racconta infatti la storia di una grande famiglia che si ritrova a festeggiare le nozze d’oro dei nonni Pietro e Alba (interpretati da Ivano Marescotti e Stefania Sandrelli) sull’isola dove questi si sono trasferiti. Una mareggiata si abbatte improvvisa dopo la celebrazione (sequenza già girata al Castello Aragonese), così ritornare in terraferma diventa impossibile. Figli, nipoti, fratelli, nuore e cugini sono costretti a una convivenza forzata, a fare i conti con loro stessi, il proprio passato, gelosie mai sopite, inquietudini, paure e inaspettati colpi di fulmine.
Il molo Torretta del grande porto di Casamicciola, con la sua bella vista sul monte Epomeo, le barche ormeggiate e una cornice di case liberty sullo sfondo, è diventato lo scalo di partenza (Anzio, nella sceneggiatura) di un’allegra brigata di consanguinei diretti all’isola fatale. Incontri, abbracci, saluti quasi sempre cordiali. Eppure, dietro la cortesia di facciata, si agitano anime insoddisfatte, costrette a gravitare, da sole, in un limbo irrisolto.
Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Sabrina Impacciatore sono Carlo, Paolo e Sara, i tre figli di Alba e Pietro. Diversi e complementari. Tanto quadrato Carlo/Favino (con seconda moglie interpretata da Carolina Crescentini), tanto ribelle e giramondo Paolo/Accorsi, scrittore sempre pronto a partire, seduttore incallito deciso a flirtare perfino con una lontana cugina Isabella (Elena Cucci).
Diversi sono pure i cugini Sandro (Massimo Ghini) e Riccardo (Gianmarco Tognazzi), figli di zia Maria (Sandra Milo). In mezzo c’è Sara, l’artefice di questo incontro/scontro, quella che più si è data da fare per riunire una famiglia votata allo sgretolamento.
Nessuna novità: il cinema di Muccino si muove con grande scioltezza nelle trame domestiche segnate dalla perdita di ogni possibile certezza e di ogni punto di riferimento morale e affettivo. Di fronte all’horror vacui di un mondo sempre più freddo, cinico (ma incasinatissimo), i personaggi di questa commedia amara continuano a dover negoziare tempi e modi di una scelta dalla quale può dipendere non solo il loro singolo futuro, ma anche quello delle persone che gravitano intorno.
La famiglia – lo dice Accorsi al cognato Diego (Giampaolo Morelli) – è punto di partenza, punto di fuga e punto di ritorno.

Nel frattempo, come esige lo sfrenato realismo della messinscena mucciniana, i personaggi urlano, sbraitano, piangono, tradiscono, combinano casini e fanno l’amore. Subiscono i propri errori e annegano in una tempesta non solo metereologica ma dialettica e affettiva. Corrono verso l’isola e l’amore perduto, verso la salvezza e la dannazione, l’ignoto e la libertà. Sempre borghesi, sempre confusi, sempre in fiamme. Perché sensibili e in cerca della verità, ostinati a credere che nella vita si possa vivere senza rinunce, senza sofferenza, in un eterno infantile piacere e desiderio.
Cosa nascondono allora le lacrime di Claudia Gerini, moglie forse infelice di Massimo Ghini? Una rottura o la riconciliazione? Quali fragilità si agitano dietro la finta esuberanza di Gianmarco Tognazzi e della sua nuova compagna un po’ coatta Luana (Giulia Michelini), in attesa di un bebè («lo chiameremo Cesare»)? Nascono dalla presenza della prima moglie Elettra (Valeria Solarino) gli attriti tra Favino e consorte, mentre intorno un matrimonio di giovanissimi sembra riportare tutti al tempo del sogno e della giovinezza? Ora sono più meno tutti quarantenni. Invecchiati e inquieti, raccolgono i pezzi delle proprie illusioni andate in frantumi.
Frizioni, sguardi languidi e primi approcci di collisione sono stati filmati sulla “Maria Donata” della compagnia di navigazione Medmar. In alto mare, al largo di Ventotene. Ma anche davanti al porto d’Ischia e – chiaramente – all’approdo di Casamicciola.

Malgrado la ben nota foga didascalica, al limite del messianesimo, con cui orchestra sequenze e dirige attori, Gabriele Muccino è apparso in questi giorni sempre di buon umore, pieno di energia ed entusiasmo.
Scene ripetute più volte, da diverse angolazioni (l’esasperato formalismo del regista), che hanno impegnato cast e figurazioni per ore sotto un sole particolarmente caldo e inconsueto, per essere la fine di settembre.
Ma – come dimenticarlo? – sempre meglio che lavorare in miniera o lottare tutti i giorni, a mani nude, coi caimani del Nilo. Tutti, chi più chi meno, senza sottrarsi, a fine giornata, al consueto abbraccio con fan e comparse, pronte a rubare un selfie col beniamino di turno e con un regista che, nel bene e nel male, ha sempre fatto parlare di sé, riuscendo a creare negli anni uno stile narrativo immediatamente riconoscibile anche agli occhi dello spettatore meno attento.

Negli ultimi due giorni della settimana di riprese a Casamicciola, il set di “A casa tutti bene” si è spostato dal Molo Torretta in Piazza Marina e nell’area attigua alle biglietterie.
Muccino e Shane Hurlbut (direttore della fotografia), più determinati di una coppia di sicari russi, si sono mossi tra decine di comparse ischitane, turisti di passaggio, traffico in tilt, troupe in comica agitazione, attori in serafica concentrazione (Crescentini, Favino) o dall’aria più rilassata (Accorsi, Morelli).
A proposito di cast, accanto ai nomi più celebri anche qualche volto in ascesa: Elena Cucci, vista in “Mister Felicità” di Siani, ma soprattutto la giovanissima Elisa Visari, che potrebbe diventare la rivelazione del film come Martina Stella ai tempi de “L’ultimo bacio”.
Venerdì pomeriggio, riprese fuori tempo massimo. L’ok di Muccino scatena applauso liberatorio.
Da domani si gira a Sant’Angelo, poi gli interni a Villa Gancia, sul belvedere di Punta Caruso. Prima, però, Giampaolo Morelli afferra il megafono e lancia on air la sesta stagione tv dell’Ispettore Coliandro. Ovazione.

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“A casa tutti bene” (7 milioni di budget) è prodotto da Marco Belardi per Lotus Production, una società Leone Film Group, con Rai Cinema. Il film, con le musiche del premio Oscar Nicola Piovani, arriverà nelle sale il 14 Febbraio 2018 distribuito da 01 Distribution.

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