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Casamicciola, “terremoto” in consiglio: Arnaldo accusa, Ignazio va all’attacco

CASAMICCIOLA TERME. Il consiglio comunale chiesto e ottenuto dall’opposizione casamicciolese non è stato privo di spunti d’interesse, incentrato, come ormai avviene da dieci mesi, sulle questioni collegate al sisma. Il civico consesso è iniziato poco dopo le ore 15, con alcune comunicazioni del sindaco Castagna relative alle proposte di emendamento illustrate alla Commissione senatoriale insieme al collega Pascale nella giornata del 13 giugno. Dopo la relazione del sindaco, ha preso la parola il consigliere Luigi Mennella  che ha voluto indirizzare i proprio auguri alla neo assessore Angela Di Iorio, alla quale non ha risparmiato qualche battuta: «Spero che ora si preoccupi di altro rispetto a via Epomeo»,  esprimendo anche  sorpresa: «Ammetto che mi aspettavo che fosse Nunzia Piro a diventare assessore, visto il suo grande impegno che va riconosciuto al di là delle opposte posizioni politiche» . Mennella ha poi lanciato tre interrogativi alla maggioranza: le dimissioni di Annalucia Miragliuolo sono valide oppure no? «Il segretario non ha dato spiegazioni esaustive», ha dichiarato l’architetto, che in seconda battuta ha posto sul tavolo la questione relativa alla controversia sulla graduatoria dei selezionati al servizio civile, dove un errore nel computo dei punteggi aveva provocato un ricorso giudiziario di un candidato: «Voglio conoscere tutte le responsabilità – ha detto Mennella – dell’errore sulla graduatoria del servizio civile». La terza questione che il consigliere ha posto all’amministrazione riguardava la “Sperimentazione di opportunità nella  rete del welfare”. Secondo Mennella, è un argomento da approfondire: «Con una migliore gestione delle risorse dell’Ambito, si potrebbero assumere più persone».

 

DECRETO-SISMA: SCONTRO TRA ARNALDO E IGNAZIO

 Anche Arnaldo Ferrandino ha rivolto i propri auguri ad Angela Di Iorio per il lavoro che l’attende da assessore: ma l’ex sindaco è subito entrato in “medias res”: «Siamo lieti per le rivendicazioni dei sindaci presso la Commissione del Senato a Roma, ma ci sono voluti ben dieci mesi. Annalisa Iaccarino del Comitato “Risorgeremo nuovamente” mi ha detto che anche il Presidente del Consiglio si è chiesto perché si è atteso così tanto tempo prima di presentare tali richieste». Parole che hanno scatenato la furibonda e appassionata reazione dell’assessore al turismo Ignazio Barbieri: «Non è affatto vero! Non abbiamo atteso dieci mesi: il vero problema era l’enorme divisione interna del Partito Democratico, cui va il mio ringraziamento per quanto fatto nell’emergenza, ma che proprio a causa della spaccatura interna non è riuscito a indicare un commissario alla ricostruzione». La veemente risposta di Ignazio si è conclusa con una frase rivolta allo stesso Arnaldo: «Da persona intelligente quale è, Arnaldo dovrebbe ringraziarci perché grazie a noi certi alberghi non sono falliti!». A dare man forte all’assessore è giunto il sindaco: «Ci sono tempi tecnici incomprimibili, che devono essere rispettati. A Roma sono saltati sulla sedia nel sentire le cifre dell’emergenza isolana che ho elencato. Non si può giocare  sulla pelle  dei cittadini!». Fra il pubblico presente vi era anche il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, che ha cercato di intervenire, ma il presidente del consiglio D’Ambrosio ha gettato acqua sul fuoco, e Ignazio ha continuato: «La porta del precedente  governo era chiusa, non è vero dire che il sindaco aveva interesse a tenerla chiusa».

Arnaldo ha ribattuto: «Ma forse con quattro  calci ben assestati si poteva tentare  di aprirla». Giovan Battista Castagna ha spiegato che nell’audizione di Roma numerosi sindaci dell’Italia centrale hanno portato le stesse identiche istanze isolane, «ma con la differenza che noi non abbiamo terreni ancora liberi da urbanizzare. Abbiamo fatto presente che se non ci si muove con l’adozione delle regole per la ricostruzione lo Stato sprecherà tanti altri fondi», ha dichiarato il sindaco. Subito dopo è sorta un’aspra controversia sulla questione relativa ai costi da sostenere se l’emergenza terminerà senza che sia stato ancora nominato il commissario alla ricostruzione. Secondo l’opposizione, tanti cittadini rimarrebbero senza copertura, secondo il sindaco invece la competenza per pagare i Cas e le accoglienze in albergo passerebbe alla Protezione civile regionale.

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L’ASILO ALLA SENTINELLA

Dopo un breve intervento di Luigi Mennella che ha chiesto spiegazioni sull’ordinanza 512 di alcuni giorni fa circa la possibile proroga degli incarichi post sisma, si è passati al primo punto all’ordine del giorno, la requisizione dell’asilo alla Sentinella. Ancora Mennella sugli scudi: «Vogliamo sapere se ci sono soluzioni per restituire l’immobile alla Curia e alla Parrocchia Santa Maria Maddalena». È stato l’avvocato Nunzia Piro a rispondere: «Finora abbiamo fatto molto, gestendo la fase d’emergenza, aiutati dallo Stato ma soprattutto con grandissimo   impegno da parte nostra. Abbiamo cercato e trovato soluzioni per  strade e scuole. Ora lo Stato ci ha assegnato altre risorse,  che però rischiano di essere impiegate solo per i Cas e gli alberghi. L’amministrazione lancia un appello  ai cittadini in albergo (sono 232), perché tale sistemazione comporta costi elevatissimi, affinché  trovino alloggio in un’abitazione: in tal modo ogni nucleo familiare costerebbe molto meno alle casse del Comune e dello Stato». Poi l’avvocato Piro si è addentrato nella questione che ha caratterizzato gli ultimi mesi, facendo una sintesi del “duello” tra il Comune e la Diocesi per l’asilo della Sentinella: «Volevamo già prenderlo in affitto alcuni anni fa, con la condizione che avremmo condotto alcuni lavori di sistemazione. Poi non si è saputo più nulla. Infine c’è  stato il terremoto. Il sindaco inviò una missiva al Vescovo, visti gli edifici scolastici danneggiati. Per le altre scuole si optò per l’accoglienza presso altri Comune, mentre l’asilo, che non è scuola dell’obbligo, ricadeva sulle spalle  del Comune». Visto il silenzio della Curia, il consigliere ha spiegato che venne  deciso  di procedere con l’ordinanza di requisizione.

Proprio mentre la diatriba fu portata dalla Diocesi dinanzi al Tar, l’amministrazione rinvenne un fascicolo all’Eur presso l’Archivio centrale dello stato, da cui si evince che fu lo Stato a costruire l’asilo, e che esso rimaneva comproprietario dell’immobile in base ai finanziamenti erogati, quindi la titolarità dell’immobile non era da attribuire alla Curia. Ora, com’è noto, sarà il Consiglio di Stato a decidere il 26 luglio. Per Luigi Mennella, l’edificio è sempre stato nella disponibilità della Curia, e dopo tanti anni l’unico modo per stabilire la titolarità sarebbe un giudizio civile, e comunque, secondo l’esponente dell’opposizione, non c’era contingibilità ed urgenza, dunque la requisizione andava fatta dal Prefetto. Non c’era necessità di requisire un bene, che la Curia era pronta  a mettere a disposizione a patto  di ospitare i disabili.

Mentre il pubblico presente, con numerosi genitori di bambini in età scolare, iniziava a rumoreggiare, il sindaco Castagna ha più volte ribadito che sin dal  28 agosto l’amministrazione aveva chiesto alla  Curia la disponibilità, visto che tutte le scuole  erano inagibili. Il consigliere Ciro Frallicciardi ha ripetutamente posto l’interrogativo di quale sarà la soluzione: un accordo con la Curia prima del 26 luglio, oppure cosa accadrà se il ricorso dovesse andar male? L’avvocato Nunzia Piro ha spiegato che la Curia ha adottato un atteggiamento silente e che quando si profilò l’occasione di un accordo, le condizioni poste era inaccettabili per l’amministrazione in quanto del tutto analoghe a una completa soccombenza: «I nostri bambini dell’infanzia non hanno frequentato per un anno – ha detto la consigliere Piro – perdendo  tante occasioni di crescita  umana, sociale, culturale, che ci porteremo sempre sulla coscienza».  Un accordo è dunque difficile, dipenderà dalle eventuali condizioni. Da parte  sua, il sindaco ha ricordato un episodio:  «Sono rimasto amareggiato dal vedere la lettera di Don Agostino apparire sulla stampa ancor prima che venisse protocollata al Comune. Non è giusto negare, il fatto che il 28 agosto io abbia inviato la   lettera  alla Curia. Ci vuole pari dignità  tra le parti, altrimenti tirerò dritto come un carro armato. Se in un eventuale prossimo incontro la Curia porrà nuovamente condizioni senza discussione, abbandonerò immediatamente il tavolo delle trattative».

 

LA ZONA ROSSA

Altro giro, altro punto all’ordine del giorno.  Il sindaco Castagna ha illustrato i cambiamenti della perimetrazione della zona rossa, ma il solito Mennella non era d’accordo: «Non si può cambiare  la zona rossa senza l’ausilio di una relazione da parte dell’ufficio tecnico. Soprattutto laddove  non ce ne era bisogno. Mi riferisco in particolare a Via Cuccufriddu, via Spezieria, via D’Aloisio e Piazza Maio. Dovremmo avere spiegazioni sul perché alcune proprietà sono state escluse e altre invece incluse nella  zona rossa». L’architetto è andato anche oltre: «Secondo me va completamente abolita la zona rossa, soprattutto se la si usa a scopo clientelare, consentendo ad alcuni di accedervi». Il sindaco ha invitato l’ufficio tecnico a relazionare sul punto entro tre  giorni.

 

I TEST DI SISMICITA’

Il lungo pomeriggio consiliare si è chiuso discutendo l’ultimo punto in agenda, i test di sismicità sul territorio. Per Luigi Mennella c’è bisogno di certezze sulla sicurezza da fornire ai cittadini. Per il consigliere d’opposizione la faccenda presenta delle ombre in quanto il dottor Messina del Cnr non sapeva nulla della richiesta  del  dottor Di Fiore in merito ai test di micro-zonazione del territorio: «Se il Cnr ha già consegnato il suo studio, a cosa serve la microzonazione del dottor Di Fiore». Il sindaco ha ribattuto dichiarando che la richiesta via mail del geologo-vulcanologo è stata spedita il 29 aprile al suo indirizzo.  Mennella  e Arnaldo hanno lamentato il canale di comunicazione:  «Vogliamo documenti consultabili, non la corrispondenza privata col sindaco». Castagna ha chiarito che la microzonazione non contempla alcun presunto “sisma indotto” per mezzo di fantomatici esplosivi, bensì costituisce uno studio utile anche in ottica di ricostruzione perché accresce enormemente la conoscenza del territorio e del sottosuolo con scarti di pochissimi metri. Intanto, i tecnici dell’Ingv  (che per la consegna del loro studio hanno chiesto tempo fino a luglio) ieri mattina erano presenti press l’Osservatorio. L’avvocato Nunzia Piro ha proposto l’approvazione di una delibera di consiglio per chiedere a tutti gli enti sovraordinati di esigere la consegna degli studi sismici che da tempo avrebbero dovuto essere consegnati: «Tali ritardi – ha dichiarato il capogruppo di maggioranza – si ripercuotono sui tempi della ricostruzione e sui cittadini costretti nell’incertezza». L’assessore Loredana Cimmino ha comunque rassicurato sui test della microzonazione: «Nessun pericolo, anzi sono  fondamentali per la sicurezza». Nunzia Piro ha quindi proposto di dare mandato all’Utc di  chiedere copia della relazione esistente presso l’ufficio geologico della Regione, proposta che è stata approvata all’unanimità. L’ultima battuta è toccata ad Arnaldo Ferrandino: «Voglio esprimere la mia piena solidarietà al sindaco di Ischia Enzo Ferrandino. Non sono un suo sostenitore, ma colpisce negativamente il modo in cui la sua maggioranza dopo un anno lo ha di fatto costretto alle dimissioni senza valide spiegazioni». Quando mancavano venti minuti alle 20, la seduta si è conclusa.

FRANCESCO FERRANDINO

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