Casamicciola, via al ricorso antidissesto

Di Francesco Ferrandino
CASAMICCIOLA TERME. Dopo la bocciatura da parte della Corte dei Conti del piano di predissesto elaborato dall’Amministrazione, ieri il Comune termale ha depositato il ricorso alla Sezione Autonomie presso la massima magistratura contabile. Come si ricorderà, lo scorso primo ottobre venne reso noto il diniego della Corte alla proposta di rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale presentato dall’ente per far fronte alla difficile situazione (definizione invero piuttosto eufemistica per indicare l’attuale stato delle esauste casse comunali). Dopo quasi un mese, il 28 ottobre furono depositate le motivazioni: calcolando che l’impugnazione è proponibile entro trenta giorni da tale deposito, ieri dunque era proprio l’ultimo giorno utile per promuovere ricorso contro la delibera n. 227/2015 emessa dalla Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per la Campania: una mossa praticamente obbligata e senza alternative per evitare il baratro. Martedì scorso, la Giunta si è riunita per deliberare gli aspetti amministrativi e contabili della decisione. È stata affidata una dotazione finanziaria di €17.500,00, comprensiva di iva e cpa, al Responsabile dell’ufficio competente, ai fini della formale costituzione in giudizio, nonché, d’intesa col Sindaco, l’affidamento dell’incarico della difesa e rappresentanza legale dell’Ente nel giudizio medesimo ad un legale di fiducia, individuato nell’Avv. Prof. Gennaro Terracciano, e ad un professionista esperto in materia economico/finanziaria, il dott. Paolo Tarantino, al fine di assicurare e garantire idonea assistenza tecnica contabile nel corso della preparazione del ricorso e delle successive incombenze, “considerato – si legge nella delibera – che presso l’ente non esiste analoga figura professionale adeguata per tale incarico”. Il ricorso, com’è ovvio, tende a far sì che la Sezione delle Autonomie presso la Corte dei Conti emetta un giudizio diverso da quello della Sezione Regionale. In esso vengono citati e illustrati aspetti giuridici, ma anche motivazioni tecniche, che potrebbero portare (si spera) alla modifica di tale giudizio. L’esame verterà prevalentemente sulla legittimità delle misure adottate, non perdendo comunque di vista la questione sull’opportunità pratica di evitare il dissesto all’ente, nonostante gli errori del passato. L’amministrazione, tramite il vicesindaco Silvitelli, si dice “molto fiduciosa” circa l’accoglimento del ricorso, che si discuterà a Roma: «Stiamo tutti lavorando alacremente – afferma l’esponente di maggioranza – e con ponderazione. Il sindaco continua tuttora nella sua instancabile opera per evitare il dissesto, con la fattiva collaborazione della maggioranza e dei professionisti che ci assistono. Siamo tutti ben consapevoli dell’importanza di questo esame che la Corte dispiegherà sul nostro ricorso, e che in pratica rappresenta anche una “difesa” del nostro operato. Siamo fiduciosi, non resta che attendere l’esito». Pur prescindendo da eventuali giudizi o polemiche politiche, è chiaro che dalla decisione sul ricorso presentato ieri dipenderà il destino non soltanto dell’attuale amministrazione, ma dell’intero Comune di Casamicciola. I tre anni trascorsi dalla dichiarazione dello stato di pre-dissesto non sono stati facili, soprattutto per i cittadini. Anni trascorsi tra amministrazioni cadute, stipendi bloccati, commissariamenti prefettizi, atti incompleti, cauti ottimismi, scoramenti, missioni a Roma, richieste di proroghe, che sostanzialmente non hanno mutato la situazione dell’ente, sempre sull’orlo del baratro finanziario. Almeno, l’attuale amministrazione ha dimostrando di non chiudersi nelle proprie stanze e di muoversi con assiduità, recandosi nelle sedi opportune per sventare un disastro che non sarebbe di certo ben accolto dalla cittadinanza di Casamicciola. Adesso non resta che attendere il verdetto della Sezione delle autonomie della Corte dei Conti, organo espressione delle sezioni regionali di controllo che riferisce al Parlamento, almeno una volta l’anno, sugli andamenti complessivi della finanza regionale e locale per la verifica del rispetto degli equilibri di bilancio da parte di comuni, province, città metropolitane e regioni, non soltanto in relazione al patto di stabilità interno, ma anche ai vincoli che derivano dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. A Casamicciola, e non soltanto a Palazzo Bellavista, sono in molti a incrociare le dita.




