CRONACA

Case e taverne abusive nella strada de “L’amica geniale”, disposta la demolizione

Gli uffici del Comune di Barano ordinano l’abbattimento di diversi manufatti realizzati in via Giorgio Corafà, l’antica mulattiera, un tempo unica via di comunicazione tra Testaccio e i Maronti, protagonista dei romanzi di Elena Ferrante

Abusivismo edilizio. Un fenomeno che, è innegabile, ha profondamente cambiato il volto dell’isola d’Ischia, soprattutto in quegli anni in cui le colate di cemento e i mattoni hanno contraddistinto il territorio ischitano in lungo e in largo. Ma per chi ha costruito senza i dovuti permessi arriva la resa dei conti. Questa volta la mannaia del comune di Barano si concentra su una serie di costruzioni abusive realizzate in via Giorgio Corafà, la vecchia strada che prima dei tornanti carrabili dei Maronti, era l’unica via per raggiungere la spiaggia baranese.

Il paesaggio, dai tempi raccontati nel celebre romanzo “L’amica geniale” di Elena Ferrante, è fortemente cambiato. Difficile individuare nelle pagine del libro, dove si descrive anche la strada dove sono ambientate alcune avventure delle protagoniste, i manufatti costruiti negli anni del boom edilizio a Ischia.

Qui sono stati individuati una serie di costruzioni abusive, completamente sprovvisti di autorizzazioni. Si tratta di un manufatto di muratura portante e solaio di copertura con forma irregolare di circa 50 metri quadri, alto poco più di tre metri. Provvisto anche di una piccola tettoia composta da tubi innocenti e copertura di lamiere coibentate.

Nell’ordinanza emanata dal comune di Barano si legge anche che all’attenzione dei tecnici è stato portato anche un corpo fabbricata seminterrato, realizzato tramite scavo nel sottosuolo, costituito da muratura portante e solaio di copertura in cemento armato occupante 97 metri quadri e alto circa 3 metri e mezzo con portico in muratura di 7 metri e mezzo e tettoia di circa 10 metri. un manufatto realizzato come abitazione civile. Sempre nel piano seminterrato risulta realizzato un altro corpo di fabbrica costituito da muratura portante e solaio di copertura in cemento armato di 137 metri quadrati completo e arredato, anch’esso adibito a abitazione civile. Tutt’attorno un altro manufatto di circa 40 metri quadri e un corpo di fabbrica adibito a taverna di circa 97 metri quadri. Tutto sprovvisto di autorizzazioni. In questi casi l’ordine di demolizione è un atto dovuto, il comune ha quindi ordinato la demolizione ad horas a propria cura e spesa delle opere

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