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Caserma Forestale, il processo appeso a un filo

di Marco Gaudini

NAPOLI – Si è tenuta ieri presso l’aula n. 117 del Palazzo di Giustizia di Napoli, una delle udienze del processo sulla costruzione della Caserma del Corpo Forestale dello Stato. Presso il  Tribunale di Napoli, I Sezione Penale, in composizione monocratica Giudice Nicola Russo,  sono comparsi ed i teste della difesa, Piro e Ferraro. Sarebbe dovuto intervenire anche Francesco Conte, come teste della Procura, ma per l’ennesima volta non si è presentato, nonostante la ritualità della citazione. Pertanto il Giudice Russo, ha disposto nei suoi confronti un’ammenda di 500 euro nonché la citazione per la prossima udienza. Visto ciò che si era deciso nella scorsa seduta, il teste Piro, non è stato sentito, in relazione al fatto, che la difesa ha chiesto di ascoltarlo solo dopo aver sentito Conte. E’  stata quindi resa testimonianza dal Geometra Ferraro, (ex dipendente del Ministero delle Infrastrutture e collaboratore dell’Arch. Buono). Il Geometra, ha riferito circa alcune circostanze interessanti, nel rispondere alle domande dell’avvocato Centrangolo, difensore dell’Arch. Buono, e nello specifico, il teste ha dichiarato che ebbe un’interlocuzione con il tecnico Conte, al quale il Comune di Casamicciola aveva dato mandato di occuparsi della procedura di frazionamento e collocamento della Caserma di Casamicciola in una determinata area. Nel corso di questa interlocuzione – ha dichiarato nella sua testimonianza –  Conte gli mostrò cosa aveva fatto e il Geometra Ferraro, riferì che l’allocazione della Caserma, così come aveva predisposto Conte, era sbagliata perché non si trovava nella posizione del progetto, seppur nella stessa particella prevista nella sua collocazione originaria. Ferraro notò soprattutto, secondo quanto dichiarato,  che la Caserma era “girata”. Ma l’intervento più “interessante” della testimonianza è relativo ad una telefonata che il teste ha raccontato in udienza. Il Geometra Ferraro ha dichiarato infatti, che il Provveditore Carlea, interloquì telefonicamente con il Soprintendente Gizzi, in viva voce, in modo che potevano ascoltare tutti i presenti nella stanza, e alla domanda fatta da Carlea se si poteva andare avanti con la procedura circa la prevista Caserma della Forestale a Forio, Gizzi rispose che era passato molto tempo e quindi sussisteva il silenzio assenso e non vi era bisogno di altre autorizzazioni. Telefonata, che secondo il testimone della difesa fu ascoltata anche dall’Arch. Buono. Dopo le domande della difesa, si è proceduto al controesame prima da parte del Pubblico Ministero e poi del legale delle parti civile, l’avvocato Bruno Molinaro. Entrambe le parti hanno fatto più domande circa la circostanza della telefonata raccontata dal teste, soprattutto in relazione al periodo della stessa. L’intendo della Procura e delle parti civili, è stato infatti quello di individuare la collocazione temporale di questa telefonata, ammesso che il teste non ricordava con precisione il periodo, nonostante, invece, su altri argomenti la memoria è stata piuttosto ferrata. Sicuramente è stato assodato che l’incontro con Conte è avvenuto molto prima di questa telefonata. Terminata l’escussione del testimone, gli imputati Carlea ed Arcamone hanno reso dichiarazioni spontanee. Molto sentita quella dell’ex Provveditore, che in maniera accorata ha voluto far emergere, dal suo punto di vista, le contraddizioni delle dichiarazioni dei testimoni dell’accusa e delle parti civili sentiti fino ad ora. Emblematiche sono state due frasi delle dichiarazioni: «siamo sul banco degli imputati per delle affermazioni di un “non tecnico” riferendosi alla testimonianza del Maresciallo della Finanza» ed inoltre riferendosi alla testimonianza resa dall’esponente dei Verdi, ed ex Assessore alla Provincia di Napoli, Francesco Emilio Borrelli, ha dichiarato Carlea: «lavoravo dalle otto del mattino alle dieci di sera e dormivo dai francescani e oggi sono qui per aver dato un l’autorizzazione per realizzare un deterrente contro l’abusivismo edilizio e per evitare che gli  incendi continuassero a devastare l’isola. Io sono un verde, nessun altro più di me è un verde!». Dopo le dichiarazioni spontanee  si è nuovamente concordato con le parti il calendario delle udienze. In questa fase, il Giudice Nicola Russo, ha comunicato alle parti di aver ricevuto notizia di un’anticipazione del suo trasferimento ad altro incarico. Il Giudice Russo, infatti, tra i migliori nel Tribunale di Napoli, sarà presto assegnato alla Scuola Superiore di  Magistratura. Dopo la prossima udienza quella del 24 novembre già in programma, l’ultima seduta utile, potrebbe essere quella del 15 dicembre. Adesso, le difese stanno facendo una vera e propria corsa contro il tempo, per “chiudere” tutto in quella data, con il deposito delle memorie difensive. Ma ad oggi non si sa come andrà a finire, e se come nel “gioco dell’oca” dopo tutto quello che è stato fatto si ritornerà indietro alla casella di partenza!

 

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