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Caserma Forestale, si va verso la prescrizione

ISCHIA. Va verso la prescrizione il processo per l’annosa vicenda della Caserma della Guardia Forestale nel Bosco della Maddalena. Ieri, dopo una lunga teoria di rinvii, il procedimento è ripreso con l’audizione del teste Varlese, che si è rifatto alla sua precedente deposizione. Il giudice Occhiofino ha quindi rinviato le parti all’udienza del prossimo 30 novembre, quando a deporre sarà chiamato come testimone Francesco Conte, che varie volte aveva evitato di presentarsi in udienza, fino a che il giudice ne aveva disposto l’accompagnamento coattivo. Come era largamente previsto, gli atti del processo non sono stati rinnovati, con la conseguenza che in sostanza si ricomincerà da capo. Il trasferimento del giudice Nicola Russo alla Scuola Superiore di Magistratura, avvenuto lo scorso dicembre, vanificò il serrato calendario delle udienze che le parti concordarono per arrivare alla sentenza entro quella data. Come alcuni ricorderanno, il processo vede imputati Donato Carlea, ex direttore generale alle opere pubbliche di Campania e Molise, Domenico Parracino, titolare della ING Lombardi, ditta che ha eseguito i lavori, l’architetto Liviana Nicoletta Buono (Responsabile del Procedimento), difesa dall’avvocato Centrangolo, oltre al sindaco di Ischia Giosi Ferrandino e l’architetto Silvano Arcamone, che all’epoca dei fatti erano rispettivamente sindaco e dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Casamicciola, difesi dall’avvocato Genny Tortora.  Il processo, ricordiamo, riguarda la realizzazione della costruenda Caserma della Guardia Forestale per la quale si rese necessario procedere all’abbattimento di alcuni pini facenti parte della pineta del Bosco della Maddalena realizzato negli anni cinquanta. La complessa vicenda ha origine nei primi anni ’80, quando venne individuata tale area per i lavori, ma assume gli attuali contorni “giudiziari” a partire dal 2009, per un presunto scambio di particelle catastali su cui successivamente furono posti i cantieri. Il Provveditorato alle opere pubbliche della Campania richiese la disponibilità di alcune centinaia di metri quadrati di pineta al comune di Casamicciola per la realizzazione della caserma della Forestale. Il comune incaricò un tecnico per individuare la particella da asservire. Venne dato l’ok dalla commissione edilizia e dai Beni Ambientali. Il luogo scelto fu, appunto, la pineta della Maddalena. Data l’autorizzazione paesaggistica da parte del Comune di Casamicciola, la Soprintendenza implicitamente autorizzò l’opera facendo decorrere i termini previsti (60 giorni, quindi per silenzio-assenso) per esprimere il proprio parere, che all’epoca era solo di legittimità, non di merito.  Tra l’altro, il decreto paesaggistico seguiva una strada parallela rispetto alla conferenza dei servizi (voluta dal Provveditorato alle opere pubbliche). L’Assopini di Ischia, la Cogivas e i Verdi della Campania intervennero in favore della pineta della Maddalena, rendendo il caso di rilievo nazionale, spingendo la Guardia di Finanza a indagare: in seguito fu disposto il sequestro del cantiere. L’impresa costruttrice inoltrò immediatamente ricorso al Tar. Nonostante l’esito tutt’altro che chiaro dinanzi al Tribunale Amministrativo regionale, la Procura della Repubblica dissequestrò il cantiere, facendo riprendere i lavori. L’amministrazione comunale dispose accertamenti tecnici ed emise un’ordinanza di sospensione dei lavori. In seguito, sul caso per la prima volta intervenne la Soprintendenza che dichiarò i lavori illegittimi. I rinvii a giudizio arrivarono nell’estate 2014,  interessando tra gli altri, come detto, anche l’ex sindaco di Casamicciola e l’ex responsabile dell’Utc, entrambi tuttavia non più in carica all’epoca dell’inizio dei lavori. Entro poche settimane potrebbe intervenire la prescrizione.

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