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Caso bullismo,Cristina Rotondo«Il comportamento violento nasce spesso da una fragilità emotiva»

Ischia – “Spesso mi sento chiedere se oggi a parer mio ci sia più violenza e bullismo di una volta. Difficile rispondere in assoluto. Dipende dalle condizioni di vita, da come i giovani vengono allevati, dal loro livello di soddisfazione e di inserimento nel contesto familiare, scolastico e sociale. In ognuno di noi c’è, legato allo spirito di sopravvivenza e al bisogno di difendersi se attaccati, un certo quantitativo di aggressività. L’aggressività però può essere tenuta a freno e incanalata verso obiettivi costruttivi e non trasformarsi necessariamente in violenza. Questo processo è reso possibile dall’educazione, dalla possibilità di incanalare la nostra forza vitale verso obiettivi costruttivi e anche dall’avere trovato nell’infanzia, in famiglia e a scuola, un clima accogliente e dei modelli positivi da imitare.  I fattori che possono alimentare la violenza nei bambini e nei ragazzi sono vari: violenze in famiglia dirette o indirette; insegnamenti espliciti o impliciti; modelli violenti reali o virtuali; frustrazioni, insuccessi, senso di vergogna, ricerca di attenzione; l’influenza del gruppo de i pari; noia, mancanza di interessi e di obiettivi; carenze affettive; assenza di disciplina e di un codice morale; bisogno di prevaricare, di dimostrare la propria superiorità a spese degli altri. Il comportamento violento nasce spesso da una fragilità emotiva oltre che dalla incapacità di controllare i propri impulsi e quando si approfondisce si scopre che la debolezza non riguarda solo la vittima anche il bullo, sia pure da angolature diverse. Nel caso specifico vedo tanta voglia di fare le sbruffone, provocare, attirare attenzione. Ma anche malessere e frustrazione da sfogare nel peggiore dei modi verso chi in fondo non ha certo voluto dire nulla di terribile. L’atteggiamento provocatorio della ragazza aveva già (inconsciamente o consciamente) innescato un meccanismo di attacco che aspettava solo il via per partire… E così è stato”.

 

 

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