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Caso Caremar, reintegrati alcuni lavoratori licenziati

Novità all’orizzonte in casa Caremar o quanto meno significative per quanti, da due anni a questa parte, stanno combattendo contro le nuove linee decisionali intraprese dalla compagnia di navigazione in questione. Alcuni lavoratori, ingiustamente licenziati, sarebbero stati, infatti, reintegrati, su ordine di alcune recenti disposizioni giudiziarie. Nello specifico, lo scorso 11 Maggio, presso il Tribunale di Napoli si è discusso il ricorso presentato da Michele Panariello, vice segretario del sindacato Orsa Marittimi, licenziato a seguito dell’avvenuta privatizzazione della Caremar. Il giudice incaricato del caso, stando a quanto si apprende, avrebbe  non solo condannato gli armatori al risarcimento danni nei confronti del lavoratore, ma li ha anche obbligati alla sua riassunzione. Una vittoria questa, certamente importante per i  marittimi della compagnia e che potrebbe ora aprire uno nuovo scenario  su questa intricata vicenda che si protrae oramai da tempo. Il caso del licenziamento di Panariello, infatti, oltre a non essere l’unico per il quale la Caremar sarebbe stata giudicata nel torto dalle autorità competenti, sembrerebbe essere anche in linea con quanto affermato, poco più di due mesi fa, dalla Comunità Europea.

Lo scorso marzo, infatti, come i nostri lettori ricorderanno, la Commissione Ue era stata chiamata a discutere l’esposto presentato in forma anonima dai marittimi della Caremar, i quali avevano denunciato gli abusi che l’azienda in questione avrebbe commesso ai danni dei lavoratori, all’indomani della sua privatizzazione.  Era stato proprio in quella occasione che la Commissione europea aveva non solo invitato l’ispettorato del Ministero del Lavoro ad effettuare ulteriori verifiche su quanto denunciato, ma non aveva, inoltre, neppure escluso che fosse in atto una sorta di violazione da parte della Caremar nelle normative vigenti in materia di lavoro e secondo le quali, i nuovi vertici aziendali, appartenenti al gruppo Snav-Rifim,  avrebbero dovuto  mantenere i livelli occupazionali e le regole già preesistenti all’acquisizione della compagnia. La recente reintegrazione dei lavoratori licenziati, quindi, potrebbe essere l’esempio calzante di come la Caremar, negli ultimi due anni,  abbia intrapreso scelte aziendali  non idonee e che potrebbero avere delle conseguenze  di non poca considerazione.

Ed è proprio a questo proposito che, lo scorso 10 Maggio, è intervenuto nuovamente anche Nicola Lamonica, presidente dell’associazione dell’Autmare di Ischia e Procida. Lamonica ha, infatti, indirizzato una nota all’europarlamentare Eleonora Evi, facente parte della Commissione Europea per le petizioni. «Non sfuggirà alla sua attenzione – si legge in uno stralcio della lettera – che l’esposto dei lavoratori denuncia una fase drammatica della Caremar di oggi e di quanto accade ai suoi marittimi che, a seguito della sciagurata privatizzazione, sono stati consegnati senza alcuna tutela nella mani dei privati che certamente non si distinguono per mecenatismo. Né d’altra parte si può stare tranquilli dal punto di vista della sicurezza in mare se al denunciato stress dei lavoratori marittimi si aggiungono riscontri in termini di riduzione del personale su unità navali che certamente nuove non sono e di disinteresse della Regione che pur è chiamata  alle sue responsabilità  su come stanno le cose in casa Caremar  e su come vengano gestiti dai privati i soldi pubblici  per garantire  i servizi essenziali.

A tale proposito è interessante chiedersi: come andranno le cose se  il notevole contenzioso  in atto con i lavoratori  a tempo indeterminato che l’azienda ha estromesso  dovesse,  come le prime sentenze confermano, essere totalmente favorevole ai ricorrenti? Non porsela è da irresponsabili poiché potremmo trovarci  con drammatici risvolti occupazionali  e sui servizi da garantire, oltre a conseguenze economiche a carico del pubblico”. Sulla scia di queste parole, Lamonica ha quindi sollecitato nuovamente la Comunità Europea a porre le dovute attenzioni al caso Caremar  e ad affrettarsi ad  assicurare  una politica di giustizia  per i lavoratori e gli utenti delle vie del mare. È sarebbe anche giunta l’ora, dal momento che le scelte anomale intraprese dalla compagnia di navigazione potrebbero mettere a repentaglio, a lungo andare, non solo la sicurezza dei lavoratori a bordo, ma anche quella di chi viaggia.  Staremo a vedere cosa risponderà quindi l’onorevole Evi.

Sara Mattera

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