CRONACA

Caso Consip, il Csm assolve Woodcock

La sezione disciplinare ha motivato il verdetto «per essere risultato il fatto di scarsa rilevanza»

È stato assolto John Woodcock. Il procuratore aggiunto di Napoli ha visto riconosciuta la propria innocenza dalla sezione disciplinare del Csm all’esito del nuovo procedimento sul caso Consip, dopo l’annullamento con rinvio della precedente condanna alla censura da parte delle Sezioni Unite della Cassazione.  L’assoluzione è stata motivata dal Csm «per essere risultato il fatto di scarsa rilevanza». Il nodo del contendere era costituito da alcune dichiarazioni virgolettate rilasciate sul caso Consip e contenute in un articolo pubblicato nella primavera di tre anni fa sul quotidiano “La Repubblica”. In primo grado il procedimento disciplinare si era concluso con una sanzione a Woodcock, perché quelle dichiarazioni virgolettate furono ritenute una «grave scorrettezza» nei confronti del dottor Nunzio Fragliasso all’epoca procuratore facente funzioni. Del resto in quel primo procedimento era già caduta l’altra contestazione, rivolta a Woodcock e alla dottoressa Carrano (anche lei alla Procura di Napoli), di violazione dei doveri di «imparzialità, correttezza e diligenza», nello svolgimento dell’interrogatorio di Filippo Vannoni, in quel momento consigliere economico del governo, ascoltato come persona informata sui fatti e non come indagato, quindi senza l’assistenza di un avvocato. Accusa per la quale la Carrano fu assolta.

Adesso, il procuratore Woodcock vuole vedersi restituito il suo “onore”. Richiesta alla Sezione disciplinare del Csm , rendendo dichiarazioni spontanee nel processo che si è concluso con la sua assoluzione e rivendicando la propria “lealtà e correttezza”. La contestazione che gli veniva rivolta  “riguarda un profilo – ha detto il pm – che viene ancora prima dei profili funzionali, ovvero quello della correttezza, della lealtà e dell’onore, valori che ci vengono trasmessi, ancor prima di diventare magistrato, dai nostri genitori; una piccola biblioteca che va in fiamme quando scompaiono”. “La lealtà, la correttezza, la sincerità è una caratteristica e una qualità che mi riconosco. È una sorta di obbligazione naturale, di debito che riconosco a chi questi valori mi ha impartito, e cioè ai miei genitori”, ha detto ancora Woodcock. Il suo difensore, l’avvocato Maddalena ha invece ricordato che il magistrato napoletano era stato rassicurato che nulla sarebbe uscito su ‘Repubblica’ dalla giornalista che il giorno dopo, invece, pubblicò l’articolo. “Nemmeno il peggior nemico del dottor Woodcock può trovare in questi atti la benché minima traccia di qualcosa che abbia scalfito la sua immagine dentro e fuori gli uffici giudiziari. «Il dottor Woodcock ha il dogma della correttezza e la sezione disciplinare gli deve restituire ciò che per Woodcock fa parte del proprio onore».

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