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Caso (e caos) EVI, il prefetto: «Siamo vigili»

Prosegue il botta e risposta tra i consiglieri di minoranza di Ischia Pasquale Balestrieri ed Antonio Mazzella ed il presidente del CdA dell’azienda idrica e fognaria Mario Basentini. Quest’ultimo respinge al mittente le accuse ma intanto arriva la nota perentoria firmata da Michele Di Bari che relativamente a presunti atti illegittimi scrive: “Si assicura che la questione è all’esame delle autorità competenti”

Assume una connotazione inevitabilmente politica, o meglio ancor più politica, il caos che regna in casa EVI, l’azienda intercomunale che si occupa del servizio idrico e fognario sull’isola d’Ischia. Protagonisti dell’ennesimo braccio di ferro all’insegna del fuoco incrociato i consiglieri di minoranza di Ischia Antonio Mazzella e Pasquale Balestrieri e il presidente del CdA della società di via Leonardo Mazzella, Mario Basentini. Dopo una prima nota emessa dai due esponenti politici che si erano detti preoccupati della nota emessa dal collegio sindacale relativi all’indennizzo da 150.000 euro chiesto dallo stesso Basentini e di quanto ruota alle possibili ed imminenti assunzioni, era arrivata la replica del presidente affidata come da tempo succede ai suoi canali social. In primo luogo il presidente così si era espresso: “Vi sono due progetti di bilancio (esercizi 2023 e 2024) già da diversi mesi approvati dal CdA e sottoposti all’attenzione del Socio, oltre a svariate assemblee dei soci EVI convocate per la relativa approvazione ed ‘andate deserte’. Abbiamo inoltre, nelle more, proposto e deliberato, come CdA, l’affidamento dell’incarico di revisione/certificazione di tali progetti di bilancio ad una società indipendente, anche al fine di consentire al Socio una più efficace valutazione nel merito. Tuttavia, allo stato, detti bilanci, per determinazione del Socio Unico CISI, non sono stati ancora approvati. Per quanto attiene invece al progetto di bilancio 2025, abbiamo deliberato in CdA di avvalerci del termine lungo (180 giorni) previsto da statuto e codice civile, in base a ragioni tecniche e giuridiche. Qualora, anche in questa occasione, il Socio Unico dovesse replicare il modus operandi già adottato nelle precedenti, il CdA – salve eventuali iniziative di legge – non avrebbe strumenti ulteriori per favorirne l’approvazione”.

Basentini aveva poi aggiunto: “Con riferimento al richiamo alla PEC inviata dal Collegio Sindacale di EVI S.p.A. al CISI in data 09/06/2026 e relativa alla missiva trasmessa in data 25 maggio 2026 dai miei legali, ogni elemento utile è stato trasmesso al Consorzio per le valutazioni di propria pertinenza. Si evidenzia, tuttavia, che le ragioni di fondo del contenuto di detta missiva, a firma degli Avv.ti Salzano e Garza, erano già state portate (per via diretta) a conoscenza del consiglio di amministrazione (alla presenza del collegio sindacale) in occasione dell’adunanza del 30/06/2025. Nell’occasione ne era stato preannunciato l’invio, dal sottoscritto, a mezzo PEC al CISI, così come effettivamente avvenuto in data 02/07/2025. Né in tale occasione, né successivamente, le ragioni esposte hanno subito contestazioni e/o repliche (né dal CISI nè, tantomeno, dal Collegio Sindacale dì EVI SpA)”. Infine, il presidente del CdA Evi aveva così concluso: “EVI necessita, indifferibilmente, di incrementare l’organico dipendente. Il CISI ha autorizzato, con delibera assembleare – peraltro adottata all’unanimità in data 30/09/2024 – le procedure selettive già indette e concluse. Il CISI ha assunto la determinazione di dotare EVI del personale dipendente necessario (parametrato al bisogno tecnico) a garantire la continuità e qualità del servizio onde scongiurare inevitabili e gravi disservizi anche nel pieno della stagione turistica in corso. Per l’effetto (salvo ripensamento – nelle more non pervenuto – del CISI) nulla osta alla messa in pratica di tale determinazione, in conformità alle procedure e/o normative di riferimento”. Nel frattempo, però, arriva anche un nuovo sviluppo decisamente significativo, con poche ma significative righe che arrivano direttamente dall’ufficio territoriale di governo. Proprio sulle tante anomalie registrate in casa Evi, infatti, i consiglieri Balestrieri e Mazzella avevano indirizzato la nota anche al prefetto di Napoli Michele Di Bari che ieri ha risposto ai due esponenti della minoranza ischitana in maniera inequivocabile: “Con riferimento al contenuto della segnalazione qui fatta pervenire in data 11 giugno relativa all’oggetto, si assicura che la questione è all’attenzione delle autorità competenti”. E giusto per rendere l’idea ai lettori meno attenti, ricordiamo anche qual era l’oggetto: “Presunti atti illegittimi presso la società partecipata EVI spa”. Ecco in particolare cosa veniva evidenziato nella nota ricevuta per conoscenza anche dallo stesso Prefetto: “Assunzioni forzate nel caos: Nonostante le enormi criticità strutturali e l’assenza dei documenti contabili fondamentali, pare che i vertici vogliano dare comunque corso alla pubblicazione delle graduatorie e procedere immediatamente con nuove assunzioni; Ombre di conflitto di interesse: Da quanto appreso, queste procedure di reclutamento sarebbero caratterizzate da possibili e gravi conflitti di interesse. Un’anomalia inaccettabile per una società pubblica che gestisce un servizio essenziale; Irresponsabilità gestionale: È inconcepibile e politicamente scorretto procedere a nuove assunzioni quando non vi è alcuna certezza sui bilanci passati e futuri. Si rischia di esporre la società a un definitivo tracollo finanziario e a infiniti ricorsi legali. Il Collegio Sindacale, con una nota durissima, ha richiamato all’attenzione del CISI un intervento urgente per ripristinare un clima collaborativo e ha stigmatizzato l’operato del Presidente del Cda Mario Basentini”.

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